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[Interviste] Giovanni Di Pierno: un arzillo artista fra sesso ed erotismo

Elisa Campana - 08.01.2009

Giovanni Di Pierno in arte Giannetaccio è un artista ricco di verve e fantasia. Prendendo spunto dal suo vissuto e dalle piccole cose caratterizzanti la vita quotidiana dà vita a un erotismo particolare, aguto e superbo.

D: Da cosa deriva il soprannome GIANNETTACCIO?
R: Il mio maestro delle elementari mi chiamava così per il mio carattere ribelle. Cercavo più spesso la compagnia della femmine che quella dei compagni maschi e, se ne avevo l'occasione, da sotto il banco cercavo di scorgere fin dove arrivavano le loro calze o il colore delle loro mutandine.

D: Da dove ha origine passione pittura?
R: Fin da piccolo disegnavo per tutti. In seguito mi sono dedicato al mestiere di scultore-intagliatore di mobili veneziani. Dopo i 32 anni, per necessità, cambiai mestiere facendo il rappresentante. Viaggiando molto ho imparato ad osservare la gente cogliendone i vizi. Nonostante il lavoro non ho mai abbandonato la pittura che dapprima è stata impressionistica, poi figurativa e simbolica, quindi erotica.

D: E' un hobby ben riuscito?
R: E' un hobby ben riuscito che ha comunque preso lo spunto dall'attività primaria lavorativa di gioventù.
D: Qual è la differenza tra erotismo e sesso nelle opere?
R: Sono opere e caricature che vogliono esaltare la passione che si sprigiona dal sesso intenso e ben fatto; specialmente la passione della prima volta, la più bella. Sono un'esaltazione della partner domestica, calda,disponibile e non soltanto una riproduzione di un atto meccanico.

D: Quale connotazione conferisce a sesso ed erotismo?
R: Sesso,erotismo , lussuria, sotto ogni forma l'uno non esiterebbe senza l'altro. Un amore vissuto senza limiti ma pur sempre nell'assoluta privacy, è meraviglioso e non ha bisogno di commenti o di connotazioni.

D: "Nelle mie opere traspare la pura verità del sesso che non ha limiti e non vuole commenti perché è personale e meraviglioso. Attraverso questa ricerca voglio raggiungere una perfezione sempre più eloquente per poter rappresentare al meglio l'intimità durante l'atto sessuale, ovvero in quel piccolo frammento di vita pieno di passione, di estasi e di libertà": mi commenta gentilmente questa sua affermazione?
R: Sono un pittore simbolista, cioè dipingo tutto ciò che rappresenta una cosa astratta. Per esempio l'amore, il male, l'egoismo, la bramosia, l'invidia, ecc. Rendere tutto ciò percepibile e comprensibile per chi osserva è il fine di tali rappresentazioni. Il sesso lo possiamo vedere come il simbolo dell'amore; visto però non solo come un atto legato all'azione, ma lentamente consumato dalla passione che, alla fine, lascia affaticati ma appagati.

D: Qual è la verità del sesso?
R: Non esiste una sola verità, ma ognuno dentro di sé possiede le proprie risposte riguardo al sesso. Il sesso è pervaso di sentimento, non può essere fatto come il lavoro alla catena di montaggio. Nel sesso l'automatismo non esiste, tutto dipende dalla fantasia di due individui che non possono "lavorare" ognuno per proprio conto. Piuttosto che viverlo così è meglio non farlo e rifugiarsi nel solo pensiero.
Come vive il sesso e l'amore?
Cara dottoressa io sono nato nel 1933 e ora come ora vivo di bei ricordi che metto su tela o cartoncino.

D: Qual è la tecnica usata?
R: Premesso che le tecniche utilizzate sono il fulcro delle opere di un artista e quindi rappresentano l'anima segreta di tali creazioni, le posso dire che utilizzo matite, pennelli, colori acrilici, tempere, colori ad olio, ecc. E' difficile spiegare come si possano fondere tanti materiali differenti utilizzando metodi che ho acquisito solo dopo una sperimentazione durata anni. Comunque, anche se potessi spiegarlo, non svelerei mai i mie piccoli trucchi e segreti.

D: A chi si ispira?
R: A tutto ciò che vedo intorno a me nell'osservare le persone nelle loro attività di tutti i giorni; a questo aggiungo un po' di fantasia e ricordi di gioventù ed ecco che nascono i vizi nascosti delle massaie, le debolezze dell'uomo o della donna in carriera, ecc.

D: Ha in progetto qualche esposizione in Italia o all'estero?
R: No non ho in programma nessuna esposizione. Parlandoci chiaro l'argomento non è dei più semplici e l'opinione pubblica è fondamentalmente puritana, quindi anche trovare un luogo dove esporre "certe" opere è alquanto indigno. E poi non poterei farmi carico dei costi di tale manifestazione e non saprei da dove partire per rintracciare uno sponsor disposto a sovvenzionare la cosa.

D: Vuole aggiungere qualcosa a questa intervista?
R: una nota personale: in ogni mia opera ci sono due elementi ricorrenti: IL RAGNO che rappresenta l'attrazione della "preda"e anche la solitudine visto che in natura il ragno vive solo .
LA MOSCA che rappresenta il gusto per qualsiasi tipo di piacere in quanto in natura la mosca "assaggia" tutto, dolce o salato, buono o cattivo.

Ringrazio il Signor Giannetaccio per l'intervista rilasciata. Un ringraziamento è indirizzato anche alla nuora e al figlio che curano direttamente il sito personale: http://www.simbolismoeroticart.com/
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