Paolo Gresta - 11.01.2009
Per questo secondo appuntamento, "Dungeon" incontra un vero "peso massimo" del mondo del Sadomaso: l'italianissima Mistress Sapphiria DeSade, una ragazza di 26 anni che arriva dalla provincia torinese e diventa estremamente popolare in tutta la penisola grazie ai suoi spettacoli dal vivo in Italia e in tutta Europa. Sapphiria è una Mistress intelligente e simpatica che ha imboccato la strada della dominazione per pura vocazione ed è riuscita a trasformare questa sua grande passione in un lavoro fruttuoso e soddisfacente. A ulteriore riprova che per affrontare il mondo del Sadomaso ci vuole innanzitutto cervello e senso di responsabilità. Ascoltiamola.
D: Mistress Sapphiria, Padrone/i si nasce o si diventa?
R: Sicuramente ci si nasce con questa attitudine.
D: Lei è una donna molto giovane. Le persone che la contattano in media quale età hanno? Le crea problemi il fatto di fustigare un uomo che magari potrebbe essere suo padre?
R: Il target delle persone che mi contattano è molto vario, in media dai 20 ai 50 anni.
Devo dire che ultimamente c'è molta curiosità da parte dei ragazzi giovani. Da un lato mi fa piacere ma dall'altro mi infastidisce perchè il tutto si riconduce a un modo patetico di agganciare una donna. L'età non mi crea assolutamente alcun problema, non a caso preferisco slaves più maturi ai soliti ragazzetti bellocci e inutili.
D: Ho letto che detesta quelle ragazze che si descrivono come dominatrici puramente per darsi un tono...
R: Assolutamente sì, più che detestarle mi fanno alquanto ridere: il pensare che basta vestirsi in latex il fine settimana facendo le spocchiose e le altezzose per definirsi Mistress denota decisamente ignoranza e fa sì che queste persone si commentino da sole! Non arrivano neanche a capire che alla fine sono loro stesse schiave dei fotografi che usano la loro immagine per farsi pubblicità gratis. La vera sfera bdsm è tutt'altra cosa, ma alla fine come si suol dire: ognuno ha ciò che si merita... Il bdsm è una filosofia di vita oltre che un'attitudine personale. Per me è una profusione di emozioni che mi avvolge 24h su 24.
D: Le faccio la stessa domanda che ho rivolto alla sua collega di Madrid nella scorsa puntata: Pensa che il Sadomasochismo possa essere ritenuto una vera e propria arte?
R: Secondo me sì: io penso che qualsiasi forma di espressione che possa essere riconducibile all'estro e all'ingegno di chi la crea e che valorizzi una comunicazione tra gli interlocutori possa essere definita arte. Di conseguenza, per quanto mi riguarda, anche il bdsm stesso.
D: Lei pratica il S/M in pubblico e in privato. Ci racconta le differenze nelle due interpretazioni?
R: Differenze a livello personale non ne ho trovate, anche perchè ho portato semplicemente quello che già facevo nel mio privato in pubblico. Per me non è cambiato nulla. Può cambiare sicuramente il feeling che si crea con gli slaves, però questo succede in ogni sessione perchè ognuno di noi è diverso e vive diversamente ogni singola situazione, ma questo esula dal discorso pubblico/privato.
D: Il Sadomasochismo, se praticato in maniera irresponsabile, può essere molto pericoloso sia per chi comanda che per chi viene sottomesso. Può consigliare qualche accorgimento che ritiene assolutamente indispensabile?
R: Beh, indubbiamente le prime regole sono la lucidità mentale di entrambe le parti e l'igiene. Si può ricondurre il tutto alla classica regola dell' "SSC" (Sano, Sicuro, Consensuale) che a mio avviso dovrebbe essere applicata un pò in tutte le situazioni oltre che al bdsm. Ma vorrei evitare di sottolineare l'ovvio!
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