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[Cinema] Your girl, che dire se non semplicemente geniale

Annalisa Cameli - 04.02.2009

Toccare è più che vedere, sentire è più che pensare,
ti rispondevo - non mi guardare.
La fine vera non è la fine aspettata.
Dovessi tornare alla scuola e mi dessero un compito
in cui si ordinasse "descrivi l'ultima volta"
potrei raccontare soltanto che "dunque a fra poco"
mi disse - ma non sospettavo che fosse l'ultima volta.

Giovanni Giudici, La Bovary c'est moi

Verrà presentato sabato 7 febbraio 2009 (dalle 20,30) nell'ambito del progetto Exister contaminazioni, presso il Revel Scalo d'Isola di Milano.
«La danza non è più una Cenerentola a Milano». Lo dice l'assessore alla cultura milanese Flory e di certo, a scorrere la programmazione dell'"Exister contaminazioni" si pensa la stessa cosa.

Alessandro Sciarroni, Chiara Bersani e Matteo Ramponi, un trio che davvero esprime tutta la potenzialità della performance teatrale, riuscendo a sconvolgere semplicemente portando in scena le emozioni.
"Your girl" (If i was your girlfriend) è una rilettura davvero originale del celebre Madame Bovary, ispirata a "La Bovary c'est moi", la raccolta poetica di Giovanni Giudici, poeta e giornalista italiano.
L'esperienza amorosa è raccontata attraverso gli occhi di una ragazza disabile, «non la ricerca di un corpo perfetto da amare, da possedere, - spiega - ma solo la ricerca di ciò che è comune. In un finale anti-contemporaneo la protagonista si riscatta dalla condizione fisica che la malattia genetica le ha imposto: respira al fianco del bel giovane dal fisico scultoreo e crea una nuova situazione».

«È uno spettacolo - spiega Sciarroni in un'intervista realizzata da Nuova TVP che è nato dalla fisicità, dalla biologia, dalla biografia e dalle storie degli attori per cui è uno di quegli spettacoli in cui sarebbe impossibile realizzare una replica sostituendo gli attori e utilizzando quindi altri corpi. Attraverso il riferimento autobiografico e la loro biografia e il loro corpo abbiamo costruito la messa in scena».

Madame Bovary di Gustave Flaubert (è il suo primo romanzo, era il 1856) fu messo sotto inchiesta per il suo contenuto a dir poco osè. L'assoluzione arrivò proprio il 7 febbraio, giorno della rappresentazione di Sciarroni a Milano. Il romanzo divenne poi un bestseller.

«La Bovary che ho creato - spiega il regista Sciarroni - è un disabile fisico che sfoglia una margherita. Il suo Desiderio non lo spinge alla ricerca di un corpo diverso dal suo: il Desiderio desidera essere normodotato, desidera solo ciò che è comune e non ciò che sarebbe normale. L'oggetto del desiderio, il bel giovane, desidera sentire. Emma Bovary non si uccide, ma rimane soffocata sentimentalmente in una foto ricordo impossibile, in una canzone pop italiana. Chiara Bersani, in un finale anti-contemporaneo, si riscatta sapientemente dalla condizione fisica che la malattia genetica le ha imposto: respira al fianco di Matteo Ramponi, crea una nuova situazione. Accanto a lei, quello che il pubblico identificava come l'oggetto del desiderio, diventa il compagno del meccanismo anti-tragico. E così, il fruitore della performance apre la bocca e ingerisce il mio amo».

Lo spettacolo è stato criticato su due versanti diversi. Il primo riguarda la diversità dell'attrice, ho letto un commento che personalmente reputo indecente che suonava come: «Ma si debbono proprio caricare video del genere?». Your girl è stato anche criticato in senso teatrale più stretto, affermando che «colpisce per la fisicità dell'attrice, ma lo spettacolo tende alla debolezza».
Personalmente mi sento invece di lodare il lavoro fatto, che mostra in maniera chiara e soprattutto romantica la condizione di chi rimane soffocato dal proprio oggetto del desiderio.

Foto in gentile concessione da http://www.crushsite.it
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» Alessandro Sciarroni
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