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[Interviste] Intervista a Federico Solmi: ''Credo fermamente nella libertà d'espressione''

Roberto Barzi - Annalisa Cameli - 24.02.2009

Un'artista che ultimamente ha visto mettere in discussione una sua opera, per "malcostume", tanto da far intervenire la polizia giudiziaria e mettere sotto sequestro la galleria che la esponeva.
È Federico Solmi, artista da scoprire - di certo non solo per questa occasione sulla bocca di tutti - che nelle sue opere mescola con grande sapienza e maestria diversi tipi di media come video, disegni, dipinti e sculture meccaniche. Dai colori vivaci e dal tratto satirico, Solmi, bolognese da 10 anni a New york, riesce a far uscire fuori dalle sue opere la nostra società, utilizzando diverse forme e materiali, come immagini pop, collage e oggetti fra i più disparati, arrivando a far nascere opere di certo originali e godibili, dimostrando così che l'arte, anche quando rappresenta la società contemporanea, può far sorridere con ironia, facendoci cogliere anche i lati più astrusi.

D. Federico, desidereremmo che ti descrivessi in poche righe come persona ancor prima che come artista affermato. Chi sei veramente al di là della tua immagine pubblica?
R. Mi ritengo un ragazzo molto semplice, leale e generoso, un'entusiasta di natura, guidato da una immensa passione per l'arte. Mi considero una persona molto fortunata per il fatto di poter svolgere questa professione e di avere scelto di abitare in una città fantastica come New York. Per ottenere questi privilegi, ho dovuto lavorare in maniera molto dura e rinunciare a tante cose. Oggi finalmente posso dire di essere approdato ad una situazione ottimale per potermi esprimermi al meglio, ma ci sono voluti ben dieci anni. Lasciai Bologna e la mia famiglia nel Settembre del 1999, avevo venticinque anni...

Potresti descrivere ai nostri lettori le fasi preparatorie del tuo lavoro? Cosa ti spinge a trattare un certo tipo d'immagine? Quanto tempo dedichi ad un tuo progetto, o meglio alla preparazione mentale, ancor prima che tecnica, di un lavoro?
R. Negli ultimi cinque anni della mia carriera mi sono concentrato principalmente a sviluppare delle complesse opere video. Credo che il pubblico specializzato mi consideri un video-artista Per realizzare un video di circaquattro minuti mi occorre almeno un anno di lavoro. Nel caso del mio ultimo video The Evil Empire ho lavorato circa due anni insieme ad una decina di collaboratori e assistenti. Per comporre quest'opera abbiamo realizzato nel mio studio di Brooklyn circa 1200 dipinti ad acrilico su carta. Prima di iniziare un nuovo video, passo mesi a ricercare il materiale, scrivere la storyboard e fare delle bozze. Sono meticoloso nella preparazione, molto esigente con me stesso, naturalmente mi aspetto sempre che le nuove opere sia meglio di quelle precedenti, non sempre ci riesco.

D: Che rapporto hai con l'arte erotica?
R. Sinceramente non ho mai provato grande interesse per l'arte erotica, forse l'unico episodio che ricordo catturò la mia attenzione fu la visione di un paio di cataloghi dedicati all'arte erotica degli scavi a Pompei ed Ercolano.

D. Cosa rappresenta per te l'erotismo nella ricerca estetica?
R. Non vorrei essere ripetitivo, ma penso proprio che l'erotismo non abbia mai occupato troppo i miei pensieri o la mia ricerca artistica. Il mio interesse si è più rivolto alla pornografia, difatti nei miei video le citazioni di questo "fenomeno" sono piuttosto frequenti. La pornografia per me rappresenta la metafora di un mondo maschilista, primitivo, brutale e contemporaneamente una delle tante parodie che adopero nei miei video per descrivere la decadenza del mondo occidentale.

D. Veniamo ad una domanda di stretta attualità. Cosa pensi della nuova querelle di blasfemia sollevata dai mass media per la tua opera, raffigurante un crocefisso - ricordiamo ai lettori che Solmi è già stato recentemente "sconfessato" dalla chiesa spagnola per un caso simile avvenuto lo scorso ottobre durante la rassegna madrilena "Nuovi creativi" -, esposta all'interno di "Artefiera" a Bologna? Tutta questa pubblicità - negativa o positiva a seconda dei punti di vista - ti potrà tornare in qualche modo utile?
R. Naturalmente le accuse rivoltemi dalla magistratura della mia città natale mi rendono molto triste. Ma, allo stesso tempo, non mi voglio far distrarre da queste polemiche. Chi ben conosce la mia carriera e ricerca artistica, sa benissimo che non ho alcun interesse a diffondere un messaggio anticlericale o anticattolico. Quello che m'interessa è di criticare aspramente l'ipocrisia, le contraddizioni e le ingiustizie che caratterizzano la società in cui viviamo. Per quanto riguarda l'effetto "mediatico", credo proprio che in questo momento sia visto come una specie di guastafeste, o addirittura una specie di teppista dell'arte. Per la maggior parte dei casi la stampa si concentrate sullo scandalo e sul gossip, tralasciando che Federico Solmi è uno dei pochissimi artisti italiani che viene invitato ad esporre in Gallerie, Musei, e rassegne d'arte contemporanea in tutto il mondo. Direi che a lungo termine trarrò vantaggi da queste polemiche, la gente si ricorderà del mio nome.

D: Una considerazione sul panorama italiano: perché l'Italia, rispetto a New York ad esempio è rimasta "indietro" è perché, come molti asseriscono, è sede del Vaticano?
R. E' difficile per me rispondere a questa domanda in quanto sono dieci anni che sono emigrato negli USA e non conosco realmente la situazione italiana. Il problema censura esiste anche negli Stati Uniti, basti ricordare che circa nove anni fa a New York ci fu uno scandalo enorme con la mostra Sensation, con il sindaco Giuliani che minacciò di tagliare I fondi al "Brooklyn Museum".A New York, finì tutto liscio, invece a me toccherà un processo, ed ho dovuto assumere dei legali per preparare la mia difesa. A dieci anni di distanza, la mostra Sensation è ormai considerata la mostra più influente degli anni ‘90.

D: Una provocazione: tutti gli artisti se ne vanno dall'Italia perché quest'ultima limita la libertà di espressione, perché non da occasioni meritocratiche, non si investe nella cultura, non è un atto di egoismo dell'artista, che potrebbe invece lottare per i suoi diritti di espressione?
R. L'artista in qualsiasi Paese in cui opera, per affermarsi deve fare i salti mortali, in Italia c'e un ostacola in più, purtroppo come tu hai accennato il sistema dell'arte non esiste una meritocrazia... e se non si appartiene al clan dominante tutte le porte sono chiuse. Odio questa mentalità deprimente... non vale assolutamente la pena martirizzarsi per la Gloria... di dire credo nel mio Paese... in quanto è il Paese stesso con le sue regole e le sue mancanze che distrugge la carriera dell'artista

D: Spazio libero: pronunciati liberamente su ciò che volevi dire e che nessuno ti ha mai chiesto.
R. Spero di poter esporre le mie opere con maggiore frequenza in Italia... e senza tanto chiasso...

D. La tua prossima esposizione? Hai per caso ulteriori progetti?
R. Collaborando con tante gallerie in diversi territori, il lavoro in studio è sempre frenetico e stressante. Nel 2009 voglio incominciare un nuovo video, ho già raccolto molte idee... non vedo l'ora.....

D. Vorresti aggiungere un commento finale o delle osservazioni?
R. Mantengo la mia linea, indipendentemente dalle critiche e dalle accuse che mi vengono fatte. Naturalmente ho anche tantissimi ammiratori, che mi danno forza ed un grande sostegno morale nei momenti difficili come questo

D. Hai risposto più con il cuore che con la tua parte razionale? Oppure hai risposto secondo le direttive poste dai tuoi legali?
Ho risposto con sincerità alle tue domande, senza consultare i miei legali. Sono molto sereno, e sento di potermi esprimere liberamente, con i giornali e con il mio lavoro. Credo fermamente nella libertà d'espressione.


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