Raffaella Milione - 27.02.2009
Con il viso coperto da una maschera e il sesso in vista, certamente un coniglio non può nascondere la sua fantomatica paura di "scoprirsi" del tutto.
Non è l'incipit di una favola anticonformista e magari un po' spinta, ma l'essenza di un'arte, quella che viaggia tra la figurazione pittorica e la fotografia e che porta la firma di Massimo Festi, artista ferrarese, classe 1972, che esporrà alla collettiva Porno start - ironia ed erotismo in rassegna a Milano, dal 26 febbraio al 12 marzo 2009.
"L'erotismo è una forma d'arte, e quest'ultima è fortemente legata alla passione che anima desideri e paure e che di conseguenza è intimamente spinta alla provocazione e al superamento dei luoghi comuni, dei pudori, degli stereotipi e dei modelli imposti - ha sottolineato l'artista durante una nostra intervista - . Dunque erotismo e provocazione nell'arte per infrangere o esaltare icone, sempre in cerca di libertà espressive tra sessualità e vissuto emotivo. L'erotismo è un'infinita fonte di emozioni per l'uomo e nell'opera diventa decentramento e congiunzione dei sensi con l'arte".
D: Arte erotica come "passione" o come pura provocazione?
R: L'erotismo è una forma d'arte, e quest'ultima è fortemente legata alla passione che anima desideri e paure e che di conseguenza è intimamente spinta alla provocazione e al superamento dei luoghi comuni, dei pudori, degli stereotipi e dei modelli imposti. Dunque erotismo e provocazione nell'arte per infrangere o esaltare icone, sempre in cerca di libertà espressive tra sessualità e vissuto emotivo. L'erotismo è una infinita fonte di emozioni per l'uomo e nell'opera diventa decentramento e congiunzione dei sensi con l'arte.
D: Cosa considera così erotico da dover rappresentare nella sua arte?
R: Le fantasie, i desideri e le debolezze legate all'immaginario erotico dell'uomo, all'ambiguità, al mascheramento, al feticcio, al dominio/sottomissione, a tutto ciò che rimanda al pensiero erotico e al suo potere sulle emozioni interiori ancor prima della dichiarazione fisica.
D: Arte erotica in chiave ironica: ma non si era detto (da qualche parte...) che l'erotismo è una cosa seria?
R: L'ironia più pungente e stimolante deve avere un fondo di serietà, e nell'erotismo più appagante entrambe devono convivere.
D: Da quale corrente artistica prende ispirazione?
R: La figurazione pittorica e la fotografia mi sono sempre interessate. E' sull'individuo, sull'essere umano che si concentra la tematica del mio lavoro, quindi potrei essere un neoumanista. Il mio registro compositivo è antropocentrico ed il mio lavoro si snoda tra macchinazione e anarchia, tra fotografia e pittura, texture e pixel, estetica e tecnologia, in una mappatura antropodigitale delle identità mutevoli che si muovono nel nostro vissuto quotidiano o nell'immaginario collettivo.
D: Ha mai incontrato particolari "censure"?
R: Per fortuna no, credo che la censura sia solo manipolazione del concetto dell'arte e dell'artista. E questi non accettano compromessi.
D: Un tempo quadri come quelli di Egon Schiele - per citare un esempio - erano addirittura causa di prigione perchè ritenuti al limite della pornografia. Crede che adesso sia cambiata la forma mentis dell'osservatore o che l'arte si sia "camaleontizzata" nei confronti dell'opinione pubblica?
R: Sicuramente oggi è cambiata la forma mentis dell'osservatore, l'arte parla il linguaggio del nostro tempo e non mi pare proprio si pieghi alla morale anacronistica di una (purtroppo potente) parte dell'opinione pubblica.
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