Raffaella Milione - Annalisa Cameli - 06.03.2009
Fotografie in sequenza, quasi un cortometraggio che spia la vita quotidiana delle donne, che
penetra nel loro erotico privato e le scopre mentre giocano con la loro femminilità.
Giochi di luce, studio della camera e degli obiettivi, maschere e strumenti bondage, l'arte di Danilo Pasquali, milanese 33enne, stupisce l'occhio che soffre di quel tabù erotico che non concepisce certi giochi piccanti nella quotidianità. O meglio, per la serie: "Sono bigotta, lo faccio anche io, ma non lo dico in giro".
Le opere di Danilo Pasquali sono in mostra alla Porno start - ironia ed erotismo in rassegna a Milano
, dal 26 febbraio al 12 marzo 2009.
D: Arte erotica come "passione" o come pura provocazione?
R: Tratto il tema dell'erotismo perchè mi piace farlo!
La "passione" e la "provocazione" sono due tra i mille aspetti e componenti del lavoro.
D: Cosa considera così erotico da dover rappresentare nella sua arte?
R:tutto quello che rappresento, i personaggi, le situazioni nascono dal mio immaginario e da esperienze vissute.
D: Arte erotica in chiave ironica: ma non si era detto (da qualche parte...) che l'erotismo è una cosa seria?
R: L'erotismo è una cosa seria! ha evitato che noi ci estinguessimo.... il fatto che una cosa sia seria non e detto che non possa essere allegra e... ...le mie foto non sono ironiche... lascio ad altri il piacere di rispondere.
D: Da quale corrente artistica prende ispirazione?
R: Corrente artistica... dunque!
...artisti hai quali devo lo sviluppo del mio lavoro sono tanti... Saudek, Mapplethorpe, Newton, Kroll, Petersen, Coulter,Fellini,Lynch, Kusturica, Sehgal, Abramovic...per dirne alcuni e centinaia di persone spesso sconosciute ma che pubblicano il loro lavoro su internet... in siti, blog e community.
Se devo proprio scegliere la corrente artistica alla quale mi ispiro per il mio lavoro proprio non saprei che dire...
D: Ha mai incontrato particolari "censure"?
R: Sempre, ogni volta mi viene chiesto di dare un senso differente al mio lavoro che non sia l'erotismo fine a se stesso, come se dovessi sempre giustificare me, il mio lavoro e assolvere così i miei interlocutori dal peccato di lussuria.
D: Un tempo quadri come quelli di Egon Schiele - per citare un esempio - erano addirittura causa di prigione perchè ritenuti al limite della pornografia. Crede che adesso sia cambiata la forma mentis dell'osservatore o che l'arte si sia "camaleontizzata" nei confronti dell'opinione pubblica?
R: Legandomi all'esempio penso semplicemente che siano passati più di 90 anni... e mi é venuta gran voglia di rivedere il film di Nanni Moretti, Palombella rossa.
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