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[Interviste] Rita Porretto e il fumetto erotico

Annalisa Cameli - 12.03.2009

Tre ragazze, colleghe, amiche, professionali e simpatiche, gentili e ironiche. Come non dare spazio a queste tre ragazze e al loro affascinante lavoro di fumetto erotico.
Loro sono Silvia Mericone e Rita Porretto, sceneggiatrici, e Michela Cacciatore, disegnatrice.
Collaborano sia per la Coniglio editore, sceneggiando fumetti erotici sulla rivista X-Comics –di cui ci siamo lietamente già occupati -, e per la testata Cronaca di Topolinia.
Sono rimasta estremamente colpita da due cose, la prima dai i lavori di queste tre ragazze, originali, sensuali, senza scadere nei "giornaletti", senza per questo desiderare per forza di cose un pubblico di nicchia: l'erotico è l'erotico. Fumetti come "La gabbia dorata" (pubblicata dalla Cronaca di Topolinia) o "Confessione di un peccato" (dalla Coniglio editore), colpiscono sia per le tavole, pulite quanto basta e in grado di dare la giusta sequenza alla storia, che la sceneggiatura, da vero fumetto - gli appassionati sanno che spesso dire fumetto erotico non significa dire storia, cosa che invece non manca in questa sceneggiatura, e anche con un ottimo intreccio.
La seconda sono state proprio le ragazze, a dir poco esplosive, seppur non le abbia conosciute di persona, sono state in grado di far passare davvero chi sono, attraverso i cavi della connessione. Le abbiamo intervistate, tutte e tre, tre donne che fanno fumetto erotico non si potevano non intervistare.

La chiacchierata Rita Porretto

D: La vostra è una triade tutta al femminile: come vi siete incontrate?
R: Ci siamo ritrovate per caso nello stesso letto...no, no scherzo eh. Conosco Silvia da prima di intraprendere questo lavoro insieme, mentre Michela è arrivata un po' dopo. Cercavamo una brava disegnatrice e... l'abbiamo trovata.

D: Quando hai iniziato a fare fumetti e, in particolar modo, fumetti erotici?
R: In maniera più o meno regolare da quasi un anno.

D: ...Cosa leggevi da piccola?
R: Topolino come tutti, ma il primo fumetto in assoluto che ho avuto per le mani lo regalavano insieme a un caffè che nemmeno ricordo. C'erano un monastero e atmosfere molto cupe e costringevo i miei a comprare il caffè per avere quel fumetto

D: Nel tuo campo di competenza, quali sono le fasi del lavoro?
R: Innanzitutto bisogna pensare alla storia che si vuole raccontare, raccogliere le idee e dar loro un senso. Poi si stende il soggetto in cui si racconta in maniera breve ed esaustiva quel che succederà. Dopo di che si passa da una fase intermedia in cui si aggiungono particolari alla storia e la si divide per le tavole del fumetto, dopo di che si passa alla sceneggiatura.

D: Che rapporto hai con l'arte erotica?
R: Ne so molto meno di quel che vorrei. Mi ha sempre incuriosito molto e sto cercando di sopperire alle mie mancanze.

D: Secondo te com'è il panorama culturale italiano in generale e, rispetto ad esempio agli anni ‘70 nei riguardi del fumetto erotico?
R: Mi piacerebbe dire che negli anni 70 non ero ancora nata, ma ahimè non è così. Però ero abbastanza piccola da non rendermi conto di quel che mi succedeva intorno. Tornando seria, credo che da alcuni punti di vista sia cambiato molto poco, ci sono ancora autori che si avvicinano a questo genere usando pseudonimi o che poi rinnegano di aver realizzato fumetti erotici. D'altra parte però adesso ci sono molte più autrici che si avvicinano a questo genere e stanno realizzando cose buone e credo che gli esempi siano sotto gli occhi di tutti.

D: Mi è piaciuta la descrizione dell'erotico di Ratigher che, in un X-Comics diceva all'incirca che "una rivista erotica va tenuta nascosta in edicola, comprata e poi di nuovo nascosta". Cosa ne pensate?
R: L'erotismo perde gran parte del suo fascino se viene spiattellato come se fosse qualcosa di assolutamente naturale e normale. L'erotismo si lega alle nostre fantasie, quelle che non siamo disposti a rivelare facilmente. Se così non fosse sarebbe solo pornografia da quattro soldi.

D: Sfatiamo un mito (o confermiamolo..): si campa con l'arte?
R: Sì e no. Credo dipenda da "a che livello fai questo lavoro". C'è chi lo fa per hobby, c'è chi invece decide, facendo mille salti mortali e sacrifici, di provare a camparci. Viviamo un periodo storico piuttosto difficile per tutti e anche questo settore ne risente. In generale se si è fortunati, sì direi di sì.

D: Che consiglio daresti ad un giovane che vorrebbe intraprendere il tuo lavoro?
R: Tanta, tantissima pazienza. Non vorrei cadere nel trappolone delle frasi fatte, ma in questo mestiere ci vuole, più che in altri, determinazione e pazienza, e non è affatto semplice. E poi tanta umiltà, ascoltare i consigli di chi fa questo mestiere da più tempo e cercare di dare il meglio.

D: Quali sono i tuoi progetti futuri, cosa bolle in pentola?
R: Sto continuando a lavorare con Silvia e Michela. C'è un progetto in particolare a cui teniamo molto e di cui non dico nulla per scaramanzia. Portiamo avanti le serie a fumetti su cui lavoriamo insieme e poi... e poi si vedrà...

D: Spazio libero: scrivi qualcosa, "quella" cosa che hai sempre desiderato dire ma che non hai mai avuto occasione di dichiarare, o quella cosa che ripeteresti fino alla nausea
R: Non si possono dire parolacce vero?

Un grazie di cuore per le interviste e per la tavola dedicata ad Arterotica.eu!

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