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[Letteratura] Anais Nin e l'avventuriero ungherese

Rolando Attanasio - 22.03.2009

Consiglio naturalmente la lettura di questo Cult dell'erotismo letterario mondiale, dipinto in maniera incredibilmente autentico e dettagliato con riferimenti non solo alla vasta gamma dell'erotismo femminile ma anche ad alcune puntatine profondissime di quello maschile.
La bellezza sorprendente, il fascino infallibile, le doti di cultura e di grazia si mescolano all'abilità dell'attore consumato e il tutto condito dalla conoscenza di molte lingue e un genio per l'intrigo. Ecco come viene presentato quest'uomo: " l'avventuriero Ungherese ", diabolico e angelico che ha fatto del suo vizio tremendo un'arte, l'arte di amare e profanare senza tener troppo conto dell'altro.

Grande viaggiatore e intrattenitore brillante...soprannominato: " Il Barone ". Stranamente però, questo tipo d'uomini intriga alcune donne, quasi tutte, e fa si che essi stessi, spessissimo, vengano preferiti ai maschi più rassicuranti e protettivi, tutta cucina e coccole e molto ligi al lavoro. La donna evidentemente, nel suo recondito profondo ha bisogno d'evadere dal grigio torpore della vita di tutti i giorni, quand'anche questa vita fosse stata scelta per soddisfare l'esigenza di famiglia e protezione, insomma quell'esigenza di focolare domestico che come forma di auto realizzazione è stata imposta da secoli dalla famiglia e dalla necessità di un ordine sociale poi.
Il capitolo apre il libro, composto da ben quindici storie diverse tra loro,ma con un sol filo conduttore: "L'eros ", che spesso si mescola a fumate d'oppio e fughe in ambienti artistici parigini, uno scandagliare come una sonda la vita da autentica bohemien, sprofondando in sogni oppiacei e colori appena impastati e lividi di questo periodo storico irripetibile per la Francia, la fine dell'ottocento e i primi del novecento appunto.

Anais Nin nacque in Francia il 21 Febbraio a Neuilly nel 1903, quindi assorbì, ovviamente, gli influssi dell' ancora vivida cultura e la letteratura della fine dell'Ottocento Francese; ovviamente trasferitasi in America per l'incidente della seconda guerra mondiale, la scrittrice rimase legata a quell' atmosfera sognante, poetica, stravagante e creativa tipicamente Parigina. Questo libro può essere definito un suo sunto soprattutto per la casualità letteraria creatasi per i lettori di tutto il mondo.
Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero,di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino. E'con queste parole che la Nin ci introduce a questo romanzo, dove è possibile intuirne il contenuto anche solo da queste parole.

La parola prova a descriverne al limite il "piacere impiacentito" di questo avvilupparsi di storie fortissime; piene di vicoli bui e solarità squarcianti e volgari, per molti benpensanti assurde, ma soprattutto pregne d'arte e piacere, dove questo limite invalicabile diviene fusione, anche confusione e perché no... avidità di ricerca e sperimentazione del sesso anche fine a se stessa.
Allora il sesso è qui evasione da un mondo decadente, ricerca poetica e artistica...filosofica? Il nichilismo può produrre questo effetto sull'animo umano, soprattutto quando per nichilismo noi intendiamo una cultura raffinatamente mirata alla distruzione sistematica di tutto quello che è noia e asservimento borghese, stasi immaginativa e assenza di slancio emotivo; senza finire nel giudizio aprioristico del valore e dell'antivalore. Qui siamo in presenza di un romanzo che è storia della letteratura mondiale ed è ovvio che non c'è alcun bisogno di presentazione.
La presentazione invece la lasciamo all'Avventuriero Ungherese che è anche il capitolo d'apertura del romanzo; quest'uomo che nemmeno di fronte alle sue figlie trattiene il gusto del sesso e le violenta incestuosamente, arrivando a desiderare di far sesso anche con il figlio maschio, al quale sottoporrà in una notte di lucida follia sessuale, il suo membro, calandoglielo in bocca mentre dormiva.
Alla fine sarà abbandonato da tutti, stanchi dei suoi eccessi e degli appetiti irrefrenabili del: " Barone"; Sconfitto anch'egli dalla vita beffarda?
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