Rossana Cagnolati - 27.04.2009
Una serie di fotografie in monocromia, percorse da vortici che ne liquefanno la superficie. L'occhio del ciclone è l'organo genitale femminile, da cui scaturisce il desiderio e verso cui convergono le onde, provenienti da tutto il corpo.
Quest'effetto di vorticoso e centripeto dinamismo trasforma le immagini in sequenze attive, riquadri in movimento, capaci di risucchiare chi guarda in un'onda travolgente e sensuale. Ogni increspatura è una carezza, un soffermarsi prima di procedere verso la meta.
L'idea della spirale che trascina violentemente verso il centro della sessualità è una perfetta metafora del desiderio, della passione che spinge l'essere umano ad addentrarsi sempre più nella ricerca del piacere.
Nel corpo, l'apice del piacere risiede negli organi genitali, ma la carica erotica deve aver coinvolto ogni muscolo, deve essere partita dalla mente, dalla pelle, dall'intera persona, prima di terminare ed essere soddisfatta in quell'anfratto di fisicità che racchiude l'origine del mondo.
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