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[Racconti] Son parole senza voce

Valentina Rimauro - 26.04.2009

In una stanza cubica dal nero pece, profonda, brillante e suadente; la donna oggetto, che d'oggetto
ha solo lo slip merlato, l'autoabbronzante spento dal fumo ed il sudore dello sporco sguardo
dell'uomo.

Danza d'amore ma nessuno se ne accorge.

Sensuale silhouette, scodinzola; è nella rossa luce vaporosa che vive le notti, la fresca luce del
giorno è lontana.
Smuove il ventre eroticamente armonioso, stringe la pelle; è la liberazione dal pudore
incandescente.

Queste notti il tuo corpo è di tutti e dell'anima, chi lo sa che fine ha fatto.

Lei continua, continua a dimenare le qualità surreali;
s'inarca in amplessi sconosciuti ed invisibili, il corpo vibrante pullula.

Totale ardore, dove le cenere è irraffreddabile.
Irrefrenabili umori.

L'uomo del bere fredda clamori con ghiaccio e cocktail; è l'alcool ad avere gli stessi tuoi gradi, non
hai eguali.

E bolli, bolli; bolli pungente, bolli ironica: la stanca debolezza ha abbandonato la tua mente, il
corpo inerte gongola.

Fuori deserto, la condizione perfetta; i fanciulli sognano, l'insoddisfatte crogiolano e spirano.

Sono parole con cuffie agli orecchi, ma la realtà è vero silenzio,
le labbra della bocca, nel movimento lento, non emettono che il
Silenzio.

È l'alba dove torni te stessa,
abbandono di rimorsi
e morsi al petto.

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