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[Racconti] Scale che si tingono di rosso

Valentina Rimauro - 07.05.2009

Scale che si tingono di rosso

Le mie gambe, i miei piedi pulsanti hanno sceso e risalito scale rosse surreali, con scarpe, con
calzini, nudi.
Calarsi e riemergere in vita reale che di vero non ha niente, se non me presente in assenze,
inconsapevole e conscia del rischio percorso.

Come in fotografia, ho vissuto la serata in aleatoria astanza e non me ne privo, non voglio
privarmene, la meta è la pazzia e non discuto accetto.
Dimenticarsi del freddo, delle stagioni, di me e fondersi con il desiderio folle, irreale, desiderato
d'artenti anni.

Ora che ci sei non ti fuggo, t'ascolto e ti vivo.

La scena da brividi ed io a passo svelto giaccio calma, divago, come fantasma appaio.

La rude e scabra povertà ha aperto scenari lontani e tangibili.. il cemento, l'acrilico e le tele d'un
folle, mistico genio di delinquenza sobria.

T'adoro.

T'odoro sfuggevole suono che profumi di me in diversi panni, divampanti; esterefatta mi completi.
È quel limite e varco raggiunto, dal
quale ora non son più capace a
scenderne.

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