Simone Santi - 26.04.2009
Melissa P è cresciuta, ma non troppo. E' vero, adesso si chiama Valerie, si è trasferita a Barcellona e accarezza ormai la soglia dei trent'anni: ma il suo problema, ammesso che lo sia, è sempre lo stesso. Mania sfrenata, compulsiva, di sesso.
Ninfomania, lo chiama la società bollando quello che forse è soltanto il suo modo di vivere, di scoprire se stessa e il mondo attraverso il proprio corpo. Certo, anche a trent'anni non è facile sopravvivere con certi giudizi morali: Valerie ci passa sopra tra amplessi furenti e fugaci quasi con chi capita, coltivando però anche una vita normale con un lavoro normale e forse un pizzico di solitudine (normale) di troppo, mitigata solo dalla presenza di una nonna ‘moderna'.
E' proprio quando questo esile equilibrio si spezza (fine del lavoro, morte della nonna) che la ninfomania diventa un problema. Valerie vive dapprima, per la prima volta, il sogno dell'amore che non dipende dal sesso, salvo poi scoprire di essere precipitata in un incubo fatto di gelosie, incomprensioni e violenze. Ne esce di nuovo grazie al sesso, facendo del suo piacere irrinunciabile perfino un lavoro per poi verificare, in una continua altalena di orgasmi e dolore, che nemmeno la vita della squillo fa per lei. "Diario di una ninfomane" di Christian Molina, liberamente tratto dall'omonimo libro della francese Valerie Tasso, è un film sicuramente coraggioso e torbido, che spesso scivola nell'ingenuità e cade in qualche grossolana semplificazione narrativa, ma che perlomeno ha l'ardore di mostrare (in ogni senso) gli estremi del sesso come difficilmente accade in Italia.
E che si sforza di giudicare come deviante non la "ninfomane", ma l'uomo che il denaro e il potere rende vile e violento. Un film in cui "non si parla di sesso, ma di potere - come spiega proprio la Tasso - sebbene io non volessi legare il sesso alla violenza, perché il mio lavoro tutto voleva tranne che dare un giudizio morale".
Giudizio morale che peraltro ha già dato la censura italiana, che al contrario di quella spagnola ha bocciato la ‘troppo sexy' locandina della pellicola (il corpo di Valerie, alias Belen Fabra, coperto solo da uno slip, e la sua mano che vi si infila dentro), scatenando le ire della ‘femminista soft' Tasso, che si è spinta a parlare di complotto mass-mediatico: "I giornali sono pieni di immagini di ragazze da desiderare, ma non si riesce ad accettare quella di una ragazza che desidera: è un colpo ancora troppo duro da digerire per una società patriarcale come la vostra". Intanto "Valerie - Diario di una ninfomane", in uscita il 30 aprile, sarà distribuito in Italia in 90 copie: su come sarà accolto, poi, ci sarà da vedere, perché non si vive di solo coraggio. Intanto Valerie Tasso, avrebbe dovuto partecipare alla trasmissione "Quelli che il calcio" di domenica 26 aprile.
L'appuntamento però, nonostante fossero già stati definiti tutti i dettagli, è stato all'improvviso cancellato dalla Rai. La motivazione che è stata data all'ufficio stampa del film è la seguente: "Quando gli autori hanno, come di consueto, presentato ai vertici RAI la stesura definitiva della scaletta, l'editore ha fatto una valutazione preventiva complessiva della puntata e per la delicatezza del tema ha deciso di soprassedere per il momento alla partecipazione delle due ospiti alla puntata", ha testualmente spiegato Alberto Manca, uno dei produttori della trasmissione.
Valerie - Diario di una ninfomane
(Diario de una ninfomana)
Regia: Christian Molina
Sceneggiatura: Cuca Canals
Attori: Belén Fabra, Leonardo Sbaraglia, Llum Barrera, Geraldine Chaplin, Angela Molina Produttori: Julio Fernández, Mariví de Villanueva, Fernando Monje
Produttori Esecutivi Julio Fernández, Carlos
Fernández, Mariví de Villanueva
Distribuzione: Mediafilm
Paese: Spagna
Uscita: 30/04/09
Genere: Drammatico
Durata: 93'
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