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[Cinema] Versione Hard per Star Trek e Happy Days: fine della tv o supremazia del suo linguaggio?

Sergio Toffolo - 19.05.2009

Forse molti fans delle serie tv Happy Days e Star Trek potrebbero indignarsi, qualcuno potrebbe addirittura parlare della morte del film stesso, ma dietro alla realizzazione di prodotti cinematografici remake o rivisitazioni di telefilm di successo potrebbe scorgersi , finalmente, la maturità della televisione.
La notizia dell'imminente uscita di This ain't Star Trek XXX, prevista il 5 dicembre, e di This ain't Happy days XXX del regista italiano Axel Braun, in distribuzione dal 28 aprile, entrambe prodotte dalla Hustler, sta facendo incetta di commenti su internet, dividendo i goliardici favorevoli, ai nostalgici indignati.

La cinematografia di genere pornografico, per diffusione di cassetta, è la nicchia della produzione che più è attenta al gusto del suo pubblico. Produrre un lungometraggio ignorando la sovranità di chi acquista il biglietto, votando e decretando l'affermarsi di un filone rispetto ad un altro, è un grave errore che spesso, affidandosi a registi più divi che lavoratori di azienda, le produzioni cinematografiche hanno avvallato. Diverso è il caso della tv, poiché la produzione dei suoi contenuti è totalmente dipendente dall'audience e dunque dalla capacità dei prodotti seriali da lei prodotti, di fidelizzare l'audiovideo ascoltatore accogliendo le sue istanze di gusto.
Se gran parte di critica cinematografica ha snobbato le produzioni tv bollandole come produzioni di serie b, oggi, si assiste, ad un progressivo anche se lento, riconoscimento dei prodotti seriali, fino a decidere la loro produzione anche nel grande schermo. Hazzard e Vita da strega, sono solo alcuni dei prodotti seriali approdati al cinema in questi anni e, in quest'ottica, risulta coraggiosa la quasi certa produzione di Sex in the City il film II episodio, che continua la storia iniziata in tv con il fidanzamento tra Carrie e Mr. Big, e conclusa (?) con il loro matrimonio nel grande schermo nel primo episodio cinematografico della serie.

Il direttore artistico del Telefilm Festival Leo Damerini ha dichiarato all'AdnKronos "In un mercato sempre più dinamico come quello dei telefilm l'industria del porno ha spostato l'attenzione dal cinema alla tv. È l'indice che ormai i telefilm, vera e propria 'settima arte bis', hanno talvolta superato i film".

In un linguaggio da reality show si direbbe che la scelta della produzione di Hustler è gigiona e sicuramente attirerà anche i curiosi oltre che i fruitori del genere, ma la domanda che serpeggia rimane la seguente: la tv sta conquistando il cinema, o è il cinema che non riesce a comprendere il mondo contemporaneo?
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