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[Racconti] Urlo a ''Signora ipocrisia''

Valentina Rimauro - 28.05.2009

URLO A "SIGNORA IPOCRISIA" Libera
Libera da ogni menzogna, questa mattina assolata m'ha svegliata libera

Essere vivi nella completa estraneazione, aleggiare con lacrime traboccate d'ogni sorta
d'assordante emozione

Sola senza la fiducia appena persa dev'esserci un modo per rinsavire

Mi son guardata allo specchio ore orsono, come ho già fatto, come già feci ed ho
visto occhi vibranti differenti, all'estremo dell'imprevedibile

Fugace ed esilmente instabili con loro mi son coricata e mi son arrampicata sullo scoglio di fumo
di tetro e nero Barcamenando sulle spoglie rive
del traghettante Laocoonte circonnavigo ogni mio battito dove s'aggroviglia ogni ricordo
nel mio respiro
del disperato desiderio

Invado complete terre straniere stando ferma
Faccio gioco euforico, come puzzle mi incartapesto in pensiero d'un reale presente, con ago e
filo tingo ed impasto col passato e futuro

Vibro
Vibro e biasimante continuo a vibrare stranita ed estraniata
sono canti di voce di femmina, come colpi rapaci

Ogni notte che dio mette in terra, ogni orbita che passa e fa sentire l'ascolto del passaggio
(mi rammarica l'autostoppista fertile e solitario)

Chi non dorme di notte veramente consuma più in fretta il tempo che ha?
E come può essere così, non è un acquistare e recuperare dimensioni del tempo?
Il giorno da conferme

Indiavolata
Le stesse notti in colabrodo scolano indelebili macchie riversate su pavimenti dell'anima

Stanotte guardavo il soffito e ci vedevo le stelle e mi filtravo nel manto blu
del cielo
Nella profondità mi sono incastonata con l'amore sbagliato e più vero e giusto che mai

Corruzione
(inermi ed ingenui notti scorse c'addormentammo uniti)

è un sibiliio estremo, il grillillio che sento, che sentivo dovrei dire, mi mette brividi
e l'aria nottambula mi punzecchia

Trovarsi improvvisamente in altrove mondo dove ti par d'essere dalla parte del consapevole sguardo
ascoltare tutto in profonda maestosità
Ipersensibile

E sei incredula di te stessa non capti e ti confondi di come puoi tu povera stella, lepre leggiadra,
cerbiatta calda
capire d'aver sollevato il velo di Maya, superato ed estirpato intarsi ed ortefizi
Vedi la chiara ipocrisia fino ad ora celata ed è per questo che ancora ami
nella maggior qualità l'amore del malato

che sa di sbagliato e di vivo, di veritiero, d'arcaiche arti

Ringrazio la fermezza divina d'un folle gesuita e la stupidità del caso che m'ha evitato l'errore
progressivo

C'ho che provo e che provai è raro esprimerlo, come le mappe dei pirati di tesori reconditi la
scoperta è infinita, infinito il suo passaggio
e non mi vergogno più degl'occhi scaltri
dell'ipocrisia sfrontata; mi accorgo solamente ora che
è pura ribellione
c'ho che faccio, urto di governo

Urlo a "Signora Ipocrisia"
Sotterro i sogghigni e sotterfugi e mi dimeno al pensiero dell'incoscenza e incompletezza umana
me ne rammarico

Mi fulgida il torpore e me ne rende vulnerabile
Indemoniata di vita
perchè qui il sacro tutti cercano di raccapezzarlo
usandolo a 'pro creano negativi amplessi

vivendoli cerco purezza
stato di purità

Urlare alla popolazione, sappi che l'Urlo muto e onnipresente
Valentina


ne sono ancora allibita
(ho spostato il mio corpo, ma la mente ha la stessa posizione)
di come l'uomo possa imparare a plagiare, a plagiarsi
ed eludere ogni forma che passa al suo fianco

L'uomo è un costato incredulo
ed errante di natura
cacciatore onnivoro di cibo, di carne e di vita vitale

si ciba egoisticamente

Ma di cosa sto parlando se non di te?
Se non di voi, di me, se non di loro, se non di essi.
Gridare

Questo pezzo è un p.s. Che delogo al mondo intero
Salvezza
Non sei più un sano abbandono, ma non lo sei mai stato d'altronde

Culla primordiale, sipario delirante,
mondo o maestà?
Stralunate il giorno dopo la notte e mi affaccio sull'orlo e vedo lava e pazzia
Se le correnti si spegnessero, se le logge cadessero
se il terremoto cade cosa fate? Quando ti fanno male i sensi ed i seni e ti senti la mamma del mondo
Quando le gambe stanche usate ti fanno del male ed il ventre è spento come la mente

Quando tutto c'ho è avvenuto riposati, nasconditi
Riposati fanciulla, torna linda e cara
tu che conduci la tua vita a passi di musica intarsiata dai girigogoli della memoria

Ora ragazza che ti sei persa tra le stanze di Barbablù, nel labitinto d'un fauno o magari in ciò in cui
non dovevi perderti

è voglia di Arte, Arte ed Arte

Arte che sei regola fuori dagli schemi, ladra di mia vita

Non riconosco ancora ma odo la sensuale seduzione

Buonanotte

stai giungendo alla fine deo?
E se questo fosse vero..

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