Rossana Cagnolati - 22.06.2009
Distesa sul nulla, accesa di bianco, sospesa nel tempo: è una donna "assente" la protagonista di questi scatti fotografici. Il suo corpo è trattato dall'obiettivo come un paesaggio collinare o montuoso, di cui si scorgono più nitide le cime più imponenti, mentre il resto della visione sfuma in un delicato ed impreciso insieme.
Si resta ammirati, davanti a certi paesaggi; così queste anatomie, raccolte come scorci di panorama, lasciano ammirato lo spettatore, colto alla sprovvista dal nitore abbagliante, e depistato dalle inconsuete angolature di ripresa.
I profili del corpo, stagliati sul bianco orizzonte, appaiono ora ripidi come montagne, ora scoscesi come pendii; morbidi come colline, scavati come depressioni. La linea sensualmente disegnata dai glutei diviene promontorio spezzato lungo il bacino; i seni e le costole, nella visione di sottinsù, si fanno rilievi taglienti.
Queste immagini colpiscono chi guarda, tanto per la silenziosa impersonalità che le permea quanto per il concomitante senso di familiarità che riescono a suscitare: un "paesaggio naturale" in forme umane, una viva "natura morta", di viva carne, vivi muscoli, respiri.
Fotografia di Rossana Cagnolati - testo di Cristina Pedretti
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