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[Cinema] L'anticristo è la natura

Manuela Virdis - 18.06.2009

Chiariamolo da subito: se andate a vedere Antichrist, non guardatelo da soli. O meglio, guardatelo con un uomo.
In primis perché una donna mediamente colta difficilmente accetterà tanta misoginia da parte di un'altra donna (la protagonista, Charlotte Gainsbourg) e dello stesso regista del film.
E secondo perché alla fine della storia la metafora sembra abbastanza chiara: se noi siamo malvagi e siamo comunque figli della natura, allora significa che è la natura stessa ad essere malvagia nel suo senso più ancestrale.
E la donna, custode del miracolo della vita, è (forse) involontariamente la continuazione stessa del male.
Così come Lars von Trier lo è dell'assurdo.
Le scene di sesso, le evirazioni e le violenze sono ostentate, dettagliate e realistiche, eppure allo stesso tempo sono solo pretesti: in fondo si racconta il dolore, e di fin dove ci si può spingere per riuscire a superarlo.
I due protagonisti, Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg, sono assolutamente formidabili, poiché oltre ad essere gli unici attori del film sono anche bravissimi ad essere sempre autentici e mai abusati.
Raccontare la trama di questo film è come cercare di spiegare una barzelletta che non fa ridere, mentre tentare di decifrarne il finale equivale a cascare nel tranello teso in questa occasione dal vecchio Lars: volevo dire una cosa che nella sua vera essenza posso capire solo io, però mi piace vedervi scorticare nelle ipotesi più disparate.
Perché è un genio, quindi (che palle) non ha bisogno di mostrarsi digeribile per essere grande.
Il cinema a cui siamo abituati in genere ci rassicura, e per molti di noi è proprio l'idea di sentirci raccontare una storia con un finale ottimista, a far si che noi andiamo a vedere quel film.
Abbiamo bisogno di sentirci dire che tutto andrà bene, anche se prima faremo un sacco di fatica.
Qua invece il discorso è un altro.
Si tratta di capire fin dove si può arrivare, razionalmente, alle cose più crudeli. Fin dove noi le accettiamo.
La testa di un cucciolo di corvo, ancora vivo, bianco e spelacchiato è invasa da decine di formiche, che si infilano nei suoi occhi, dentro la sua bocca, e il piccolo ansima, e più trema più le formiche lo divorano, incessanti e instancabili.
E' una scena del film, ma è anche la natura.
E se la cosa vi nausea, o vi crea in qualche modo disagio, tenetevelo per voi.

Per Lars von Trier è un pessimo segno.
TITOLO :ANTICHRIST
REGIA :Lars von Trier
SCENEGGIATURA: Lars von Trier
FOTOGRAFIA :Anthony Dod Mantle
MONTAGGIO :Anders Refn
PRODUZIONE :Zentropa Entertainments, Film i Vast, Liberator Productions, Slot Machine, Arte France
DISTRIBUZIONE :Lucky Red,
PAESE :Germania, Danimarca, Francia, Italia, Polonia, Svezia
GENERE :Drammatico/Horror
DURATA:104'
ANNO :2009

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