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[Letteratura] Marco Vassi: sperimentazioni sessuali senza... 'soluzione'

Michela Alesi - 18.06.2009

‘ La soluzione salina ' è un romanzo autobiografico che spalanca le sue pagine al lettore con la stessa voracità con la quale lo scrittore spalanca e offre il proprio sesso a un'umanità altrettanto famelica.
Marco Vassi è nel romanzo - come nella vita- un raffinato sperimentatore e, al contempo, un sessuofago, un predatore che calibra e pondera il proprio esistere sulla dissolutezza sessuale muovendosi come un animale selvatico e come tale annusando, cacciando. Cibandosi: senza chiedere il permesso, senza inibizioni, nelle pienezza di un narcisismo spinto sempre al limite.

" Ero bello, come può esserlo una donna... ‘allora è questo che vedono' - commentai allo specchio - ‘questo è quello che desiderano quei matti che vogliono far l'amore con me, che vogliono scoparmi...è la bellezza che vogliono succhiare...E dunque diamogliela! "

Ogni riga pare impregnarsi di una cifra stilistica semplice, schietta, di quella schiettezza cruda e al tempo stesso confidenziale che spesso contraddistingue le cameratiste e piccanti confessioni fra uomini.
Il protagonista si ritrae come un camaleontico avventuriero erotico poco incline a cedere alle lusinghe sentimentali dei suoi molteplici e fugaci amanti ma propenso invece a vestire via via, con naturale disinvoltura, i panni di violentatore, di seduttore, di sgualdrina. Di sciamano del sesso.

" A me non la racconti. Sono stato scopato cinquanta volte più spesso di quanto lo sia stata tu, e da più di cinquecento uomini diversi. Ho scopato migliaia di donne. So quel che ti piace e come ti piace. Tu non puoi emettere un suono...o fare un movimento di cui io non sia un perfetto intenditore... "

La libertà d'azione di Vassi aspira a muoversi in solitaria considerando invece un potenziale rapporto monogamo con la sua compagna Lucinda come un'arma, una tagliola. Una vera e propria uccisione che lo fa rabbrividire d'orrore

" pensai che avrei potuto provare ciò che per me rappresentava il massimo della perversione: la monogamia...Mi sentii in trappola...il corpo di Lucinda cominciava ad apparirmi come un rotolo di carta moschicida. La sua pelle divenne porosa, come coperta di ventose.... "

Lo spauracchio del proprio annientamento nel concedersi ad un unico partner, l'elemento disturbante, si staglia, per tutto il romanzo, nel sottile skyliner dell'aborto di Lucinda iniettando nell'io narrante un veleno di indifferenza verso un evento che non fa più parte del gioco: il sesso, nel momento in cui diventa mezzo riproduttivo smette di essere arte. La soluzione salina sarà rimedio letale per il nascituro ma antidoto salvifico e benedetto per la sopravvivenza del protagonista.

" In questo pianeta abbandonato da Dio non esiste altro modo per sopravvivere che la crudeltà...quindi uccidiamo; e ogni volta che affondiamo il coltello dentro qualcuno, è come se ce ne cibassimo... "

Il possedere un sesso, come il fare sesso, è per il protagonista ciò che qualifica ogni essere umano, distinguendolo e catalogandolo per genere –uomo, donna- e per tipo di orientamento sessuale –gay, lesbica- con tutte le implicazioni psicorelazionali che dal sesso ne conseguono. Il romanzo si srotola così in un'eterogenea collezione di partners, più o meno occasionali, che riempiono freneticamente il letto e il periodo estivo fuori New York dello scrittore, travalicando un perbenismo che ormai appartiene a un'umanità sessualmente più elementare ma sentimentalmente più complicata.
E quella soluzione salina pare entrare in circolo anche nel caleidoscopico turbinio di amplessi e pratiche estreme andando a lubrificare gli ingranaggi di un gioco che si riproduce all'infinito senza mai arrivare a un traguardo: eppure, verso l'epilogo, le distanze fra una tappa e l'altra si assottigliano, si logorano, si sfilacciano sino a far vacillare gioco e giocatore

" Quel che mi serve nessuna donna può darmelo. Quel che voglio, nessun uomo può comprenderlo. Eppure pare così semplice. Giace in quel luogo inesprimibile, in quel luogo silenzioso, in quel luogo dove tutto è piccolo e fragile e chiaro "

Le ultime riflessioni di Vassi sono un malinconico e dimesso abbandono di un'umanità ormai anonima ed estranea ai passati virtuosismi del possedersi reciproco. Tutto scompare insieme a un giallo mulinare di umori: scompare il gioco, scompare il terreno di caccia, scompare la fiera delle vanità: tutto sembra aver riacquistato le sembianze di sempre, come se i dadi non fossero mai stati lanciati. Come se lo sciamano del sesso non fosse mai esistito.

" La caccia è finita. Abbiamo catturato noi stessi...Mi vestii e andai in bagno. Il mio volto nello specchio mi sorprese, avevo un'aria così normale. "

Titolo: ‘La soluzione salina' (titolo originale ‘The Saline Solution' , 1972)
Autore: Marco Vassi (nato a New York nel 1937 e morto di AIDS nel 1989)
Edizione: Ugo Guanda Editore (1995)
Pagine: 194

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