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[Curiosità] Internet mette in crisi il porno italiano

Fabio Dalmasso - 03.07.2009

Gli attacchi alla libera diffusione di contenuti su Internet arrivano ormai da tutte le parti: l'ultimo, in ordine di tempo, parte dal variegato e ricco mondo del porno. E chi, se non uno dei suoi più illustri rappresentanti, poteva sollevare il problema? Rocco Siffredi, incontrata star del cinema hard, alcuni giorni fa ha sottolineato come l'intero settore si senta economicamente danneggiato dai tanti siti che mettono gratuitamente a disposizione filmati hard: "Sul Web - ha dichiarato Siffredi - a farla da padrone ormai sono le clip di film porno piratati. E' appena uscito in America il mio ultimo film e già mi hanno riferito che si può trovare gratis su uno di quei siti. La pirateria è globale e rischia di uccidere tutta l'industria". In rete i siti come YouTube, ma specializzati in video hard, sono sempre di più e l'offerta di video a lucci rosse in streaming è cresciuta in maniera vertiginosa.
Non è affatto difficile trovare un sito in grado di offrire, in maniera del tutto gratuita, spezzoni di film porno se non addirittura l'intera pellicola. Il tutto grazie alla pubblicità presente su tali siti con il risultato che l'utente finale non paga nulla mentre il gestore ci guadagna con l'affitto dei banner: "I nostri filmini su YouPorn non hanno per noi alcun incasso, a guadagnarci sono solo i proprietari di questi domini internet" ha sottolineato il Rocco nazionale. Ma sarà davvero così?
L'ultima edizione dell'Erotica L.A., uno dei più importanti appuntamenti mondiali del settore, ha registrato, come ogni anno, il tutto esaurito: i numeri parlano di oltre 50 mila visitatori attratti da tutto ciò che gravita attorno al mondo dell'hard e del soft. Dai libri alle riviste passando per l'oggettistica oggettistica e i dvd, l'Erotica L. A. ha trasformato Los Angeles nel fulcro planetario del porno.
Ma oltre alla presentazione di vecchie e nuove star, la kermesse losangeliana è stata anche l'occasione per fare i conti in tasca all'industria del porno statunitense e, in particolar modo, a quella californiana, la più importante: solo nella San Fernando Valley esistono 200 compagnie di produzione e vengono distribuiti 4.000 film ogni anno che impegnano 1.200 attori e 5.000 tra tecnici e addetti vari per un giro d'affari di 13 miliardi di dollari.
Cifre notevoli che, però, non trovano riscontro in Italia: secondo alcuni dati, infatti, nel nostro paese ci sarebbero circa venti case di distribuzione, ma almeno la metà non avrebbe una vera e propria struttura e gestione aziendale. Per quanto riguarda i fatturati, le cifre sono alquanto diverse a seconda della grandezza della singola casa: secondo Silvio Bandinelli, della Showtime, un'azienda può arrivare a fatturare dagli 800 mila al milione e mezzo di euro all'anno e quasi l'80% dei ricavi deriva da dalla vendita di videocassette o dvd.
Per quanto riguarda, invece, il guadagno degli attori, le cifre variano sensibilmente: i professionisti maschili che hanno raggiunto una certa fama possono arrivare a 70 - 100 mila euro all'anno; cifre maggiori riguardano le attrici più note. Stando a questi dati è evidente che se l'80% degli incassi deriva dalla vendita di vhs o dvd, la diffusione libera e massiccia dei filmati sul web porta a conseguenze nefaste per l'industria del porno, ma in particolar modo a quella italiana: come si è visto, l'hard made in U.S.A., infatti, risente molto poco o quasi nulla dei siti di video streaming gratuiti.
La ragione di questo potrebbe trovarsi nel gap generale che esiste tra Italia e Stati Uniti nel saper usare adeguatamente le potenzialità della Rete: probabilmente le case di produzioni hard americane hanno saputo sfruttare meglio il nuovo mezzo di comunicazione e si sono adeguati alla presenza di Internet con precise strategie di marketing che qui da noi sono ancora lontane a venire. In ogni caso Rocco Siffredi ha lanciato l'allarme: tra ventilate porno tax e video gratuiti il porno italiano sta attraversando una brutta crisi.
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