Fabio Dalmasso - 05.07.2009
Chi è Marina Viro? La descrizione migliore la fornisce lei stesa nel suo libro Ultima spiaggia - La vita ricomincia a quarant'anni, della Aliberti editore: "un buon mix di madre responsabile e di quarantenne in grado di ballare come se nessuno mi stesse guardando, ridere senza sensi di colpa e godere senza pudori". Un equilibrio apparentemente perfetto tra pubblico e privato raggiunto dopo momenti dolorosi, passioni ed emozioni vissute in una vita caratterizzata dal successo professionale, un matrimonio, due figli, una separazione e una convivenza finita dopo 7 anni.
Come si reagisce a tutto questo? Inizialmente male, racconta Marina Viro, che unisce elementi autobiografici a episodi raccontanti da amiche condendo il tutto, a volte, con un po' di fantasia, ma soprattutto con tanta ironia. Quando il tuo compagno ti lascia dopo 7 anni per una ragazza che ha 15 anni in meno di te e ti ritrovi sola e spaesata, che fai? Ti guardi allo specchio e vedi che la faccia è quella di un cane depresso; ti accorgi che le giornata trascorrono tra il lavoro, i figli, le serie tv e il cinema: una routine quotidiana fatta di appuntamenti previsti e programmati che mette a tacere la passione erotica naturale e nemmeno il video porno rubato all'amica riesce a stimolare qualcosa di più di un sano autoerotismo.
Non rimane che reagire ed affrontare la nuova situazione con una sana carica di ironia, ma anche un po' di cinismo, cercando di vivere il momento fino in fondo: "ho smesso di marcire sul divano, ho cura di me [...] a quarant'anni essere single non è male". I pretendenti non mancano, a quanto pare, e riscoprire le gioie del sesso dona sicurezza in sé stesse e voglia di vivere, dimenticando (o cercando di farlo) il passato e concentrandosi su un presente da assaporare e gustare.
Gli uomini, ovviamente, sono un elemento importante del libro: il ritratto che ne scaturisce non è forse dei migliori, ma sottolinea alcuni aspetti curiosi del genere maschile, anche se a volte, occorre dirlo, si finisce per celebrare uno stereotipo. Ad esempio, è noto come agli uomini piaccia sapere alla perfezione le misure del proprio pene, aspetto questo che se è comprensibile nell'adolescenza, ma che diventa alquanto paranoico - maniacale nell'età adulta: lo si misura perché si spera che, col tempo, sia aumentato? Ma la lunghezza e/o larghezza del pene non è una fissazione solo dei maschi: tra gli uomini raccontati da Marina Viro figura anche Michele, ipodotato insoddisfacente, e Dionisio, il quale, invece, si portava dietro uno strumento di piacere di dimensioni tali da provocare serie conseguenze fisiche alla fortunata di turno.
Ultima spiaggia però non è solo sesso, peni e vagine: colpisce molto positivamente la capacità di Marina Viro nel descrivere le emozioni, positive e negative, che può attraversare una donna qualsiasi dopo la fine di un amore. Rabbia, perdono, frustrazione, dubbi: è un groviglio di sensazioni che prendono testa, cuore e pancia e a volte rischiano di far naufragare il rispetto per sé stesse.
In tutto questo le amiche possono essere un utile appiglio al quale aggrapparsi, sfogarsi, confidarsi e, perché no, scoprire aspetti nuovi del sesso come la prima visita al sexy shop, le piccole perversioni dei mariti e le grandi corna che attanagliano una percentuale spaventosamente alta della società.
Ultima spiaggia è anche l'occasione per ripercorrere la propria vita: Marina Viro la racconta con una scrittura agile e immediata, in grado di raccontare con la stessa maestria sia i sentimenti e le passioni che gli aspetti più curiosi e divertenti di una vita piena di tutto: successo lavorativo, amore, sesso, figli, lacrime e gioia. Una vita come tante, forse, ma che merita di essere letta.
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