Rossana Cagnolati - 13.07.2009
Un fascio di luce fredda e bianca, una lama d'acqua infuocata d'energia, sorgente nascosta d'un ancestrale potenza naturale: questo elemento pulsante di vita eppure evanescente come polvere fatata si riversa copioso sul corpo lunare di una donna. In questa composizione selvaggia e primitiva, incantata e simbolica, una pioggia abbagliante, violenta eppure delicata, sembra accendere la donna col calore del fuoco, ma anche darle il brivido del contatto col ghiaccio; se fosse pioggia d'acqua saprebbe farsi fuoco, e se fosse pioggia di fuoco saprebbe mutarsi in acqua, in uno scambio perpetuo di ruoli generativi e distruttivi.
La Donna è l'essere che raccoglie in sé questa ciclicità perenne, e lo fa esponendosi con silenziosa dignità al flusso inarrestabile dell'energia vitale. La sua bellezza serena di madre, amante, figlia, sorella, amica, si lascia così illuminare e travolgere dalla cascata continua e discontinua delle emozioni. E' il destino delle umane creature, in fondo: piove "su la favola bella che ieri m'illuse, che oggi t'illude, o Ermione".
Fotografia di Rossana Cagnolati; testo di Cristina Pedretti
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