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[Interviste] Intervista a Guido Guidi Guerrera, autore del libro Vivere alla grande, galateo postmoderno di seduzioni e tentazioni.

Giulia Tarroni - 20.07.2009

Vivere alla grande non è esattamente un romanzo: forse ai più può apparire tale ma personalment preferisco definirlo un manuale per moderni dandy, uno strumento prezioso per tutti coloro che credono ancora nel potere del lusso e della seduzione, per tutti coloro che si sentono un po' i Casanova ed i Dongiovanni del ventesimo secolo. Di seguito l'intervista a Guido Guidi Guerrera, autore del libro.

D. L'argomento del suo libro Vivere alla grande, è la seduzione: cosa significa per lei essere un seduttore? Ritiene che al giorno d'oggi sedurre sia ancora un'arte o si è andata un po' perdendo?
R. La seduzione, come la maggior parte degli atteggiamenti umani nasce da una educazione di tipo antropologico che affinandosi nel tempo ha finito col far parte del patrimonio genetico comune. Fattori di ordine sociale, etico ed estetico, nonché aspetti culturali di vario ordine hanno fatto sì che nel corso delle epoche questa qualità venisse screditata o viceversa particolarmente valorizzata fino a farne motivo dominante di un genere letterario posto, come nel caso di Don Giovanni o Casanova, nel novero delle arti più squisite. In realtà un seduttore, o una seduttrice, mette in moto un meccanismo assolutamente naturale che risiede nel fascino personale e per questo opera un'azione irresistibile e incantevole. Purtroppo siccome sedurre è prerogativa di una cultura raffinata e sottratta alla massificazione, non vedo come oggi nel pieno della caduta verticale del senso del bello ci sia posto per questo elegante esercizio.

D. Seduzione fa rima con erotismo o sono due concetti disgiunti?
R. Perché non dovrebbe? Vero è che esistono molti gradi di seduzione e chi possiede questa qualità la può esercitare in molti ambiti, anche diversi dall'erotismo puro e semplice e fine a se stesso. Fatto sta che come sosteneva Wilhelm Reich, discepolo di Freud, nella sua teoria orgonica non esiste azione umana significativa che sia priva di una adeguata pulsione erotica. Un artista vedrà fatalmente declinare il suo talento a mano a mano che vedrà scemare la sua carica sessuale: è fatale. Quindi il seduttore usando la timbrica della voce, i gesti, lo sguardo, il movimento della mani e manifestando con spirito i propri pensieri deve contare sul funzionamento chimico dei propri canali di eros. Solo così potrà coinvolgere l'altro. A quali livelli saranno le circostanze a deciderlo.

D. Lei si ritiene un seduttore nella vita? il libro è frutto della sua esperienza personale?
R. Tutte le volte che durante le presentazioni del libro partecipa mia moglie dico che Vivere alla Grande è solo frutto della mia immaginazione di scrittore. Quando invece sono da solo affermo il contrario...Scherzo, naturalmente. Però sottolineo che ogni scrittore, come diceva Ernest Hemingway, per essere passabile deve per forza raccontare cose che conosce bene. Quindi una persona che come me ha fatto un bel tratto di strada, dato che non sono più giovanissimo, ha il dovere di essere sincero. Così, a parte qualche immagine rubata qua e là da ricordi non miei, il resto è assolutamente autentico. Io un seduttore? Sì, lo spero. Credo fermamente che sia elemento imprescindibile per essere qualcuno nella vita.

D. A che cosa o a chi, si è ispirato per scrivere il romanzo?
R. A me stesso, lo confesso con narcisistica sincerità. Naturalmente non direi tutta la verità se negassi di essere stato a mia volta sedotto dalla lettura della vita di Giacomo Casanova, un libro di duemila pagine che fila via come un treno e consiglio a tutti. Ma la cosa principale che mi ha spinto a scrivere Vivere alla Grande è l'indignazione nei confronti di un mondo felice di rotolarsi nella propria mediocrità, in un grigiume di cui la maggior parte si compiace e che come una divisa sembra far grado. L'ho voluto scrivere per superare il disgusto verso questi tempi - penso a La Sirena di Tomasi di Lampedusa - imbarbariti da una maleducazione senza fine, senza più bellezza e con un occhio verso culture insensate e volgari che abbiamo barattato con le nostre radici greche e latine. Non abbiamo fatto per niente un affare: siamo come quei selvaggi felici di aver regalato perle in cambio di collanine di vetro.


Ringraziamo Guido Guidi Guerrera per la cortesia riservataci, sperando di poterlo avere ancora tra le nostre pagine!


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