Arti Visive

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[Arti Visive] Egon Schiele: l'impressionista erotico

Giulia Tarroni - 21.09.2006

Rappresentare ciò che l'occhio umano vede è il principale dictat del movimento pittorico impressionista, di cui certamente Egon Schiele fa parte. Tuttavia per un gran numero delle sue opere appare inusuale il riferimento a tale corrente pittorica, fatta di paesaggi, di persone, di ballerine. Inusuale in quanto i soggetti a lui più cari sono donne, provocanti, fuorvianti, ritratte interamente, e ricche di sensualità. Donne semivestite (Figura femminile, 1917), che fanno trasparire ogni frammento di intimità (Nudo femminile supino, 1917), ma anche corpi avvinghiati (Gli amanti, 1917 e Amicizia, 1913), masturbazione (Nudo inginocchiato,1917 e Seminudo sdraiato, 1918). Anche numerosi nudi maschili (Autoritratto, 1910).
Ma per meglio comprendere la sua arte, occorre indagare nella sua vita, nella sua infanzia. Nato a Tullin sul Danubio nel 1890, Egon Schiele subisce il trauma della perdita paterna, evento che lo segnerà fortemente, che lo porterà a cercare insistentemente rifugio intimo nella madre e che, soprattutto, influenzerà la sua sessualità, che nelle sue opere è quasi ossessionante. C'è continua ricerca del corpo, non c'è sfondo, e lo spazio coincide con una sorta di vuoto esistenziale.
Così accanto la tema dell'angoscia, della solitudine, spiccano ritratti di ragazze, molto giovani all'apparenza ma già maliziose, che esprimono certamente una sessualità disinibita per l'epoca. Infatti Schiele subirà molte volte l'onta della censura sulle sue opere, giudicate troppo esplicite per un'era in cui imperavano i dettami religiosi, rigorosi sulla pudicizia e sulla sessualità.
Nel 1912 subisce anche un processo e l'esperienza del carcere, con l'accusa di aver corrotto la minorenne Wally Neuzil, sua compagna a quel tempo. Al termine del periodo carcerario gli furono confiscati ben 125 tra disegni ed opere, considerate di oscena pornografia e non arte. E fu in questo periodo che divenne amico con l'artista Klimt, che lo spronò a continuare la strada intrapresa.
La produzione artistica di Egon Schiele è vasta, soprattutto ritratti di corpi nudi, in posizioni che tendono all'irrealtà. I volti sono maliziosi, senza esprimere gioia: i tratti con cui sono dipinti, nettie taglienti, sicuri, tendono ad evocare nello spettatore una provocazione sociale, oltre che ansia ed inquietudine, soprattutto a causa dell'allungamento innaturale dei corpi stessi.
Egon Schiele è certamente annoverabile tra gli artisti che hanno contribuito alla diffusione di un'arte scioccante ma realistica, che racconta la vita. Vera. E che ci offre una bellezza scarna ma altamente emotiva.
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