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[Letteratura] Rose rosse, rose bianche

Marica Petti - 31.07.2009

Già il titolo offre volontariamente per chi è più acuto nell'osservazione e involontariamente per chi non ci bada, un imput della storia. Infatti le rose rosse e le rose bianche insieme, sono simbolo dell'unità. Il libro risulta una unità di intrecci, personaggi, storie, amori, sesso. Perfetto.
È vero come viene definito una sorta di bildungsroman di derivazione e cultura illuministica. Infatti i personaggi hanno questa cadenza nel parlare e nel comportarsi come quelli dei vecchi salotti settecenteschi dove oltre al piacere vi era un dialogo, sulla cultura, sulle idee, sull'uomo, sulle regole imposte, su Dio, sull'estetica, sulla filosofia, sui costumi, sul potere, sulla politica, tutto questo vicino al piacere più puro e semplice di un buon vini seguito al piacere della carne e qui infatti che ci riporta e ci trasporta a tanti tanti anni fa
L'autore scava nei suoi personaggi rendendo forti e vivi i loro pensieri in ogni momento e situazione senza tralasciare nulla: come Tilia che amava ma nello stesso tempo ripudiava per cultura, una vita sessuale sadomaso cedendo alla fine alla sua pulsione, come Giovanni che si addentra in un ménage à trois o come Lupetta l'ultima vera amica di Maria che da fedele compagna, da sempre se stessa senza chiedere nulla. mentre la loro interiorità emerge da eventi del passato, da quelli del presente ma anche da quelli del futuro, nelle loro paure e angosce, nei loro desideri.
Erotismo di raccontare un corpo che porta quasi parallelamente a un dialogo interpersonale nello scambio assiduo di una intimità mentale.
Le origini di ogni personaggio, il loro viaggio mentale e fisico, le loro sensazioni non sono altro che un viaggio personale del sé, la coscienza e la scoperta di una delle tante verità. Le dettagliate descrizioni dei luoghi, della sensorialità portata ad uno dei più alti livelli come descritto in seguito dalla dimensione OBE, rende il romanzo accogliente, caldo e sensuale.
La scrittura non diventa mai volgare, si trasforma in una scena erotica e piacevole durante i passaggi d'intimità sessuali dei personaggi che vagano da una sessualità diversa ed esaltante a un sadomasochismo, ad una coppia lesbica (un po' sopra le righe) fino ad arrivare ad un ménage a trois ... certo i bei pensanti non credo che accetterebbero ben volentieri il messaggio del libro. Le storie degli attori "personaggi" si intersecano, si confondono, e in un certo senso si assomigliano, tutti hanno qualcosa in comune vanno oltre il quotidiano del mondo e vivono intrecciando i loro pensieri.
La causalità, il destino scritto svariate volte in queste pagine, da quel senso quasi mistico al tutto ... Perché è vero niente succede a caso, tutto a un senso anche se molte volte a caldo non possiamo, non riusciamo e non vogliamo né pensarlo né accettarlo.
Gli incontri ti portano a entrare così per gioco nelle vite degli altri a scoprirne i segreti più nascosti in una eccitazione anomala. La vita scritta in un diario come un segno di coraggio negli anni che passano, un cammino alla scoperta e accettazione di sé, si tenta di dare una risposta al chi siamo e Maria, la vera protagonista di tutto il romanzo, è lei infatti la voce narrante alla fine ammette una triste realtà:

Devo arrendermi all'evidenza. Deprimente.
Io, Maria, non sono altro che un granello di polvere in un cosmo di indifferente alla polvere. Ho amato e sono stata amata, ho sofferto e gioito, ho studiato, letto e lavorato, e ciò nonostante della mia intera esistenza non resterà la benché minima traccia...

E ancora
Secoli fa mi chiedevo chi fossi, senza riuscire a darmi una risposta che quella (piuttosto deprimente) di essere un nulla assoluto nell'ambito di un universo dalle finalità incomprensibili, se non addirittura privo di qualsiasi finalità ...

Il senso di vuoto che in molti casi ci accompagna non è altro che il nostro pieno, il nostro tutto, ed è meno terrificante di quanto sembra una volta accettato e imparato ad amare, perché alla fine noi siamo "il tutto e il niente, il pieno e il vuoto".
Si nota questo grande uomo, il suo moralismo vittoriano dell'800, "il costante deterioramento dei rapporti interpersonali" ... la sua stupidità ... come antagonista eppure il testo ha un retrogusto tutto umano, tutto nasce dal suo desiderio è lui infatti l'architetto del mondo e della propria storia.
Questo è solo un passaggio ed è uno solo. Dove si va? Non lo so e chi può dirlo! Non bisogna avere paura solo questo. Il resto va vissuto senza preconcetti, va assaporato con tutti i sensi, va mangiato come solo gli amanti possono fare e poi bisogna lasciarsi andare ...

Autore
Romano P. Chiarini è nato a Mantova ed è emigrato da giovanissimo a Milano dove si è inserito nella vita brillante della metropoli lombarda. Prima di approdare al giornalismo vero e proprio, ha fatto il fotografo, l'illustratore, il grafico e il traduttore, ma ha sempre amato e desiderato scrivere. Autore del saggio I luoghi dell'essere e il romanzo Il prezzo.

Titolo Rose rosse Rose Bianche
Autore Romano P.Chiarini
Editore Todariana Editrice-Collana "Le Scelte"
Pagine 320
Euro 14,00


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