Racconti

traduci

[Racconti] Essenze

Gloria Virginia Togni - 31.07.2009

Pendolino quasi deserto. Tre, quattro viaggiatori sparpagliati per il vagone come pedine di scacchi dimenticate. Mi accomodo al mio posto accanto al finestrino e chiudo gli occhi decisa a godermi il viaggio nel più totale relax. Partiamo.

Spostamento d'aria. Sento il fruscio di un corpo nel sedile a fianco. Maledizione, con tutti i posti a disposizione, proprio accanto a me? Ed io che già pregustavo di guadagnare preziosi centimetri per allungare le gambe!

Azzaro puor Homme, riconoscerei questo profumo fra mille! Un uomo, dunque. Ad occhi chiusi respiro la fragranza del profumo. Non è un dopobarba, è un eau de parfum, ne riconosco il bouquet carico e persistente. Maschio, virile... sento la testa leggera, mi inebrio di legno di sandalo, vetiver e qualcos'altro che non colgo. Tabacco? Mi lascio sfuggire un leggero sospiro godereccio e mi rilasso, facendo aderire il corpo alla poltrona. Il profumo mi avvolge, mi cattura. Maschio, virile... Sento i capezzoli che si inturgidiscono, sollevando leggermente la seta della camicetta bianca. Ma guarda se dovevo vestirmi così proprio oggi! Faccio finta di niente, sperando che il mio vicino non si accorga. Il profumo mi solletica i sensi. Non posso, non qui! Maschio, virile... Niente, ormai ci sono dentro. Mi abbandono all'estasi aromatica, cosa mai potrà succedere? Eccitata, sento il caldo salire per l'interno coscia, fino all'inguine. Piccoli brividi mi attraversano guance, collo, seno. I capezzoli dritti, duri, sfacciati! Oh, male che vada avrà visto una donna eccitata. Il sangue continua salire, le pareti del mio sesso ora pulsano. Basta, ora basta, però. Niente da fare. Sento le pareti della vagina che si contraggono, massaggiandosi. Che dolce tortura! Oddio, no, devo pensare ad alto. il briefing di stamattina (maschio, virile...). Devo far andare la lavatrice coi colorati (maschio, virile...)

Accavallo le gambe sperando di far cessare il calore e... no, così è peggio! O meglio? Stringo le cosce, cercando di bloccare le contrazioni dei muscoli pelvici. Confermo, il punto G esiste! Istintivamente inarco il corpo sul sedile imbottito e cerco di mitigare il gesto voltando la testa verso il finestrino, tentando di camuffare un gridolino di godimento con uno sbadiglio. Lo sento. Sta per arrivare, lo sento dietro gli occhi chiusi, sul ventre... I muscoli pelvici non mi danno tregua. Non c'è più niente da fare, arriva... eccolo!! Oddio!!! Dio, dio, dio... Oh, sì, maschio, virile, sì... Azzaro puor homme, legno, sandalo, sì!! Colorati e briefing assieme... sì! Dio, che orgasmo... ho il fiato spezzato, il labbro inferiore incastrato fra i denti. Ho le dita conficcate nel bracciolo del sedile. Che orgasmo! Il corpo si rilassa, la schiena recupera lo spazio creato fra me e l'imbottitura. Piano piano...

Finalmente apro gli occhi e con nonchalance mi volto verso il mio vicino. Mi guarda. Un sorriso smagliante illumina una faccia abbronzata e incartapecorita.

"Ho sempre fatto questo effetto, sa?". Quando mi strizza l'occhio, le rughe si increspano in un decoro che sa di mille esperienze.

Arrossisco e annuisco lentamente, imbarazzata.

Comunque sia... grazie.

Versione stampabile / Commenta questo articolo

ROI campagne pubblicitarie