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[Curiosità] Eiaculazione femminile: esiste?

Fabio Dalmasso - 05.08.2009

Partiamo dalla definizione base: per eiaculazione femminile si intende l'espulsione di un fluido dall'uretra durante la stimolazione o l'eccitazione sessuale o in prossimità dell'orgasmo. Sull'effettiva esistenza di tale liquido e sulla sua natura si dibatte da tempo, anzi da secoli: come ha scritto Sharon Moalem, biologo dell'evoluzione e neurogenetista alla Mount Sinai School of Medicine di New York, già alcuni testi classici, come il Kamasutra o gli scritti di Ippocrate, fanno riferimento a un non meglio precisato "seme femminile" e il filosofo greco Aristotele accennava a questo particolare fenomeno.
Anche se permangono alcuni dubbi su questi riferimenti, occorrerà attendere il XVIII secolo per avere un'ulteriore descrizione del fenomeno, questa volta ad opera del medico e anatomista olandese Regnier De Graaf che scriveva di "un liquido che di solito fuoriesce dalle pudende in un unico getto".
Oltre tre secoli dopo, nel 1950, Ernst Grafenberg, il medico tedesco che diede il nome al punto G, riportò in auge l'eiaculazione femminile: "questa convulsa espulsione di fluidi si verifica sempre all'apice dell'orgasmo e contemporaneamente ad esso". Le ricerche di Grafenberg non suscitarono clamore nella comunità scientifica: pochi presero sul serio le sue parole e molti ritennero che il dottore tedesco stesse semplicemente descrivendo un nuovo tipo di incontinenza.
La svolta arrivò nel 1981, quando i sessuologi americano Beverly Whipple e John Perry pubblicarono il resoconto del caso di una donna che si era prestata ad eiaculare in laboratorio: grazie alla stimolazione del marito, al momento dell'orgasmo la signora emise una certa quantità di liquido, "dall'uretra è uscito uno zampillando un po' di liquido latteo". Successive analisi di laboratorio esclusero che potesse trattarsi di urina e misero in evidenza la notevole quantità nel liquido di una sostanza chimica prodotta dalla ghiandola prostatica degli uomini.
La scoperta diede impulso alla ricerca e vennero individuate le ghiandole di Skene, definite successivamente la prostata femminile, e secondo molti all'origine dell'eiaculazione femminile. La posizione di queste ghiandole sarebbe molto vicino al punto G e la stimolazione di tale area, quindi, porterebbe alla fuoriuscita del liquido: le dimensioni della prostata femminile possono variare considerevolmente e questo, quindi, spiegherebbe la presenza o l'assenza del fenomeno.
I risultati scientifici non convincono tutti però: secondo la British Board of Film Classification, l'ente britannico che si occupa della classificazione dei film, l'eiaculazione femminile non esiste e il fenomeno è semplice minzione durante l'atto sessuale. A farne le spese è stato, nel 2002, il film hard British cum queen, tagliato di una scena di sei minuti in cui alcune interpreti, al momento dell'orgasmo, sembravano eiaculare liquido dai genitali. La commissione decreto che le donne in realtà avevano urinato e che quindi, in base alla legge che vieta di urinare su un attore in un film, la scienza doveva essere censurata.
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