Rossana Calbi - 05.10.2009
Quando la pittura si può toccare, allora questa diventa un'esperienza che va al di là del puro gusto estetico. Questo è quello che ha ben chiaro Roberto Taito , che per la sua prima personale sceglie la galleria Spazio Officina 468 di Roma e propone una serie di quadri che giocano sull'opposizione del maschile e del femminile, della forza e della dolcezza, del vero e del falso.
La mostra Realtà e illusione e gioca proprio sui contrasti. Le immagini che si staccano dal muro si avvicinano allo spettatore e lo stesso è chiamato a muoversi verso di loro, lo coinvolgono e lo attirano alla parete per essere viste e toccate.
La ragazza che fa volare in aria il pallone, lo porge direttamente a noi, come il corpo nudo della donna che dondola sull'altalena. Il pallone e la corda sono tangibili, come gli oggetti che i copri maschili tengono tra le mani. Allo stesso modo, la forza di quei muscoli, ben delineati, stringe le cosce o le braccia di copri voluttuosi.
Immagini che sono ritagliate e che non si esprimono in toto, è il particolare che deve colpire, ingrandito e focalizzato. Nessuna discrezione, ma voluttà del movimento e del gesto. I corpi di Taito ricordano le immagini di Manara e di Crepax e non stupisce che il percorso di questo artista parta proprio dal fumetto.
La descrizione del corpo è così ben curata da esigere una certezza maggiore, così Taito mette in campo altre sue esperienze e competenze, quelle scenografiche.
"Lavoro da solo nel mio laboratorio e insegno le tecniche scenografiche, soprattutto trompe d'oeil" spiega l'artista. Il suo modo di lavorare è illustrato in un percorso fotografico; ogni step è spiegato da una foto per svelare ogni segreto, ma senza dire troppo della magia dell'arte.
La vicinanza alla delicatezza del femminile è presente nell'attenzione al corpo e alle curve, ma queste opere rimangono la visione dell'uomo rispetto alla bellezza e alla sensualità, della forza e dell'erotismo. Mutandine sfilate delicatamente, unghie smaltate di rosso. Sono gli oggetti che spiegano il particolare corporeo, come se il gesto avesse bisogno dell'esterno per spiegarsi.
La tecnica di Roberto Taito è multipla, scolpisce le immagini e materializza i colori. Taito definisce la sua pittura multidimensionale, e ancora ritorna questo concetto del doppio. Una dicotomia che permette all'artista di superare una singola visione e di far partecipare chi guarda un suo lavoro.
"Basta spostarsi un poco di lato per capire di essere vittima di un'illusione." Spiega l'artista nel presentare le sue opere, in fondo è questo quello che deve stimolare l'arte: invitare ad una nuova prospettiva, se poi lo fa usando l'armonia delle forme e l'erotismo ben venga. Il linguaggio risulterà più fruibile e immediato.
Fino al 10 ottobre 2009, Jeanne Stavropoulou Rossi ospita nella sua galleria l'ennesimo artista da lei scoperto e permette al pubblico di scoprire una carnalità, discreta e tattile, in un'arte tangibile che non si avrà paura di sfiorare.
Realtà e illusione
Spazio Officina 468, via della lega Lombarda 48
Curatore: Jeanne Stavropulou Rossi
Dal 22 settembre al 10 ottobre 2009
Ingresso libero. Lunedì - Venerdì 10.00 - 17.00
Sabato su appuntamento. Chiuso festivi.
Versione stampabile / Commenta questo articolo