Giulio Ragni - 13.10.2009
Scrittore prima ancora che regista, il francese Alain Robbe-Grillet ha incarnato con le sue opere lo spirito, gli umori, le ambizioni estetiche, e a dirla tutta anche la supponenza, della generazione che voleva cambiare il mondo negli anni Sessanta.
Sperimentatore e teorico di un'oggettività dell'arte che si oppone al caos del mondo, Robbe-Grillet pretende da parte dello spettatore una partecipazione attiva alla produzione intellettiva del film, in cui abbondano segni e digressioni che rimandano ad altro, come se fossero dei link di un ipertesto.
L'uso snobistico dei segni della cultura bassa sono la cifra caratteristica dei film dell'autore francese, in cui è arduo e talora irritante per lo spettatore districarsi nei giochi metalinguistici che contiene, in cui l'erotismo è astratto e freddo, più di parola che nei (pur abbondanti) nudi: ecco allora in Trans-Europ-Express far capolino un'estetica da fumetto bondage con sadomasochismo, donne in catene e lesbismo, all'interno di una struttura a puzzle con elementi di detection; Spostamenti progressivi del piacere, titolo divenuto cult dopo essere stato sequestrato per oscenità nel nostro paese, è un divertissement di cinema nel cinema che strizza l'occhio all'universo pulp, ma frusta sistematicamente le aspettative del pubblico voyeur; e poi ancora Giochi di fuoco, trama da romanzaccio porno in cui si capisce poco o nulla, messo in scena come una sorta di catalogo illustrativo di perversioni, annacquate dal cerebralismo esasperato (ed esasperante) dell'autore.
Con questi film, a cui aggiungiamo anche Oltre L'Eden come ulteriore esempio paradigmatico, Robbe-Grillet raggiunge l'apice del successo: i lavori successivi dicono di un progressivo disincanto dell'autore verso il mezzo cinematografico, ripetutamente abbandonato a favore dell'amata letteratura nel corso degli anni, per poi fare ritorno senza però suscitare il benché minimo interesse. Visto retrospettivamente, il cinema di Robbe-Grillet appare un reperto d'epoca, un'istantanea di un periodo storico fertile di grande creatività e caratterizzato da una ferrea volontà di rompere gli argini e i codici prestabiliti della cultura dominante, un pezzo d'antiquariato che trova i suoi limiti in una concezione teorica datata e in una pratica estetica ormai digerita e metabolizzata da quello stesso cinema commerciale che il regista voleva provocatoriamente sfidare.
Il suo film imperdibile:
Spostamenti progressivi del piacere
La scena cult:
Lo spogliarello a base di catene nel night club in Trans-Europ-Express
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