Marica Petti - 20.10.2009
Come ho affermato nella recensione ho apprezzato molto il libro "Esibizionista a pagamento", non lo reputo volgare perché il linguaggio usato è quello che tutti noi parliamo, al di là se i moralisti lo negherebbero, nello stesso tempo è un testo semplice. Pornografico, non lo trovo, anche se ci sono scene esplicite scritte con gusto e poi, una cosa molto importante: ha una storia, la psicologia, togliendolo quindi da quel canale solo pornografico, erotico spicciolo o da un romanzetto rosa a lieto fine, nei quali difficilmente troviamo una storia.
Di seguito uno scambio di idee con la scrittrice
D: Come affermi più volte l'ispirazione deriva dalla realtà e anch'io su questo punto sono molto d'accordo, ma cosa differenzia un romanzo dalla realtà?
R: Dipende. Secondo me la realtà si divide in due parti. Una è percepibile con i sensi, l'altra no. L'altra è invisibile, non si ode, non si tocca, né si può odorare e assaggiare. Però c'è, e ci appartiene. Molti romanzi danno corpo e forma proprio a questa seconda parte, vale a dire l'immaginario collettivo, le paure e le illusioni, le credenze più o meno ingenue, l'oscura attrazione che proviamo per il sangue, la violenza, per quanto è sprovvisto di una spiegazione razionale, il soprannaturale, soprattutto per ciò che è ripugnante. Chissà perché, quel che ci annoda lo stomaco ci appassiona come non mai. Non c'è differenza tra realtà e romanzo, se per realtà intendiamo questa. Altri romanzi invece riproducono la prima parte, quella materiale. Ma ne accentuano sempre i colori e i profili. Senza un po' di frange e ricami non sarebbe un romanzo.
D: La fantasia erotica o lo stesso atto in cosa si differenzia da quello reale e cosa non dovrebbe essere fatto?
R: Nel romanzo la sessualità, fantasia o atto indifferentemente, non ha la mente. La sessualità, non i personaggi. Solo la sessualità. I personaggi pensano. Come noi. Il sesso è diverso dal nostro. Non ragiona, è incosciente e libero da condizionamenti. Pertanto è spontaneo, facile, leggero, esente da problemi e assolutamente appagante. Quello reale non sempre è così. Inoltre ruota attorno, non alla suddetta realtà materiale, ma al famoso immaginario, a tutti quei fantasmi forse un po' sciocchi ai quali ci piace tanto credere. Cosa non dovrebbe essere fatto...? Sollevare troppo il lenzuolo del fantasma. Che almeno i romanzi ci facciano sognare un po'!
D: Secondo te che cos'è un occhio voyeuristico? Abbiamo il voyeur che legge e prova gusto nella letteratura immaginando il protagonista principale "sempre nello scrittore", oppure il voyeur visivo quello di foto, video, o realtà reale. Per esempio nel tuo libro l'occhio voyeuristico è di colui che cerca un'immolazione nei personaggi, li ama, li desidera, perché lui vorrebbe avere/provare le stesse sensazioni o passione dei protagonisti.
R: Il voyeurismo fino a ieri era un cerchio dal raggio piuttosto esiguo, qualche vecchietto impotente che, con pupilla e binocolo, rubacchiava qua e là briciole di piacere altrui. Oggigiorno è un fenomeno di massa dalle svariate sfumature. Nel mio romanzo l'occhio voyeuristico è quasi sempre omosessuale o bisex. Non c'è una ragione precisa, mi piaceva farlo così, e all'erotizzazione dello sguardo sono associate altre tendenze, ad esempio il feticismo o il sadismo. Il cliente voyeur s'immedesima nei protagonisti, o in uno dei due, e chiede loro di realizzare ciò che lui non sa, non vuole o non osa fare. Il suo piacere è paragonabile a un gioco di specchi e rifrazioni, è un giro tortuoso, e gli arriva di rimbalzo. Credo che la scopofilia sia principalmente un rifugio. Non si corre alcun rischio guardando, non si scende in campo, non si fallisce mai. Nel libro ho scritto: non ci sono limiti per il piacere visivo e l'immaginazione. Con essi si può arrivare ovunque, spaziare, raggiungere mondi sconosciuti e forse inesistenti. Non si fa del male a nessuno e non ci si fa del male. Ecco, soprattutto non ci si fa del male.
D: Ogni libro erotico scritto nel passato (principalmente), aveva un retrogusto politico o di denuncia, insomma c'era una morale. Anche nel tuo libro c'è, vengono descritte specialmente alla fine la psicologia dei personaggi, il loro pensiero e affermazioni abbastanza dure, risultando non banale e con concetti reali, che nel contesto risultano facilmente assimilabili, come ti poni in questo piano e cosa puoi dirmi.
R: I miei romanzi, che io definisco romanzi contro, contestano tutto, tanto il presente quanto il passato che dell'odierno costume è la causa: hanno attecchito facilmente certe mode fra gente stanca di repressioni e assurdi tabù. Mode senza dubbio fruttuose che sconfinano allegramente nella sfera della salute, degli affetti, della sessualità, alterando, alienando, svuotando. E per logica conseguenza sconfinano anche nella sfera riproduttiva. Ieri la sessualità era finalizzata solo alla procreazione, quantomeno agli occhi del mondo. Oggi è finalizzata a tutto fuorché a quella. E' solo "trasgressione" oggi, perversione, divertimento. Il sesso "normale", la coppia, è roba scaduta, demodé, dimenticata. Per non parlare del sentimento, considerato quasi un nemico da combattere. Io credo che bisognerebbe dissotterrarli, per mille ragioni, e riproporli. Adeguatamente ristrutturati. E' questo il retrogusto, il messaggio del mio romanzo. Una morale che non ha niente a che vedere con il trionfo del bene sul male, o dell'amore sul vizio.
D: C'è una frase nel tuo libro che spiega poi tutto il rapporto che c'è fra sesso e potere, come te lo spieghi? Perché è ignorato?
R: L'hanno snaturato, deturpato, spogliato e rivestito, demonizzato, infangato, strumentalizzato, venduto. Al sesso è stato fatto tutto questo e anche di più. Molto di più. Ciò nonostante non ha mai perso posizioni nella classifica degli interessi dell'essere umano. E mai le perderà. Chi lo vuole in un modo, chi nell'altro. Chi lo sogna, chi lo fa. Chi lo gradisce zuccherato, chi amaro. Chi difficile, chi facile. Ma sempre di sesso si tratta. E tutto gli gravita intorno. Viviamo per copulare, questa è la pura verità, e vi abbiamo edificato sopra un castello ingombrante. Ieri. Oggi. Ma se togliamo il castello, resta lei sola, nuda e splendente. Va da sé che la sua forza è immensa e unica. Datemi il sesso che vi solleverò il mondo. Non è affatto ignorato. Sappiamo tutti che è così, solo non lo ammettiamo perché la nostra mentalità ci impedisce di farlo. Quella mentalità che, appena sotto la superficie, è la stessa di ieri: non si cancellano millenni con un colpo di spugna.
D: Come mai proprio la storia di un ragazzo ucraino? Che ai giorni d'oggi è più che attuale. Nel romanzo non è lui che spinge sulla cattiva strada una donna italiana, ma è il contrario.
R: La storia di un ragazzo ucraino perché è da un ucraino che presi spunto per scrivere il romanzo. Sei anni fa, o poco più. Avrei potuto mutarlo in un albanese o in un marocchino, un indiano. Avrebbe fatto poca differenza: sempre di extracomunitario trattasi. L'ho lasciato ucraino per riportare ciò che mi aveva raccontato del suo paese. La donna italiana che spinge sulla cattiva strada il ragazzo straniero è una sorta di metafora. Rappresenta le infinite circostanze che possono indurre gli immigrati a commettere illeciti. Io non ho la testa infarcita di pregiudizi gratuiti. E ho anche l'abitudine di andare sempre a monte di ciò che vedo, di risalire dall'effetto alla causa. Sono convinta che se percorressimo a ritroso le strade che conducono gli extracomunitari a delinquere, nel punto iniziale, nella premessa, spesso e volentieri troveremmo uno di noi. I guai di Oleksandr, il protagonista del romanzo, cominciano dall'intolleranza di una ragazza italiana che lo muove alla rissa. E si aggravano a causa della dissolutezza e della cupidigia di un'altra italiana, Aurora, la protagonista, che sfrutta lui e le sue doti fisiche per far soldi. Tutto questo è inventato, ma non è così distante dalla realtà. Altro spunto di riflessione ovviamente. Non una cieca difesa generalizzata.
D: Molte persone nella nostra realtà si vendono, perché?
R: Perché sono avide di denaro e di tutto ciò che con il denaro si ottiene. Perché abbiamo stabilito che il valore di un individuo è proporzionale ai suoi averi: dimmi quanti soldi hai e ti dirò se meriti considerazione. Perché oggi la prostituta gode di grande "prestigio", soprattutto alcune, quelle di lusso, che allietano la notte persino di principi e di re (così dicono). Perché è trendy. Perché è "trasgressivo". E lo fanno anche i ragazzi, con scarsi risultati presumo, sempre che non si offrano agli uomini.
D: Non credi che questo silenzio e il non parlare, la non comunicazione fra individui possa portare a una decadenza (cosa che esiste palesemente) psicologica sempre più totale? Non per quanto riguarda ovviamente la pratica sessuale in sé, ma a tutto ciò che lo circonda il pagamento, la schiavitù, i soldi, il potere, lo stesso egoismo.
R: Assolutamente sì. Io infatti sto parlando.
D: Cos'è cambiato nell'eros femminile, quali sono secondo te i bisogni e le fantasie? Dal mio punto di vista ci sono ancora moltissime leggende metropolitane su una donna che parla di sesso, o scrive di sesso e in alcuni casi che pratica sesso.
R: Nell'eros femminile non è cambiato nulla. E' solo affiorato ciò che per secoli è stato represso o tenuto nascosto. Le attuali esigenze della donna non sono molto diverse da quelle che il maschio manifesta da sempre. Oggi la donna vuole essere donna. Non un utero stabilmente genuflesso davanti al divin arnese. Vuole essere donna, e cerca di esserlo. Peccato che ciò disorienti i signori uomini, così abituati a lanciarsi col trapezio nel vuoto con la certezza che tanto, sotto, c'è una bella rete robusta. Un cuor di leone davvero straordinario! Peccato due volte, perché se c'è una cosa che ammazza la passione e il desiderio è proprio la sicurezza. Cosa intendi per leggende metropolitane? Se intendi quel che intendo io, ti rispondo di sì, che ce ne sono molte. Su di me poi, aleggiano che è una bellezza. Un traffico pazzesco. Metropolitano anch'esso.
D: Quanto difficile è oggi per te il rapporto con il sesso? (in senso globale oppure nel ieri, oggi e domani) Quali sono le discriminazioni oggi?
R: Per me non è difficile il rapporto con il sesso. Non lo è mai stato. Lo diventa solo quando mi scontro con la chiusura del prossimo che, al contrario di quanto si crede o si dice, è ancora notevole. Certo, qualcosa è cambiato. Questo è innegabile. L'estrema rigidità del passato un pochino si è allentata. Io pubblico libri erotici, mi espongo con tanto di foto e nome vero. Tante altre donne fanno lo stesso. E non succede assolutamente nulla. Un po' d'imbarazzo qua e là, lievi rossori, qualche frecciatina maligna o maliziosa ma niente di più. Zero lapidazioni, che io sappia. Anni fa non sarebbe stato uguale. Tuttavia, i cambiamenti di costume non sono stati perfettamente metabolizzati, così come sostiene qualcuno. E la discriminazione femminile è ancora viva e vegeta, solo velata, silenziosa, con i suoi bei pregiudizi e stereotipi rivoltanti. Tutta quest'apertura mentale è più che altro illusoria, apparente. Se uno prende a calci i nuovi schemi dinanzi agli edonisti convinti, subito si solleva un polverone di reazioni selvagge. E' apertura mentale questa? Ma dove? La vera apertura non ha schemi d'alcun genere. Qui sono solo state imposte nuove norme comportamentali, di botto, non per gradi, che si sono sommate alle altre, quelle millenarie, cementate in tutti noi e ancora condizionanti. Risultato: in giro c'è un po' di tutto, chi è passato di qua, chi si è incollato di là col mastice, chi si è arenato a metà via e non sa più se procedere o tornare indietro. Se diamo una sbirciatina al gaudente Duemila di là dalla maschera, vediamo una gran confusione, gente disorientata che non sa più quale sia il suo ruolo e la sua identità. Tra l'uomo e la donna c'è un muro. D'incomprensione. Di antagonismo. Il contatto, così facile e veloce, è un "non contatto". L'intimità è inesistente. Idem la spontaneità. Le mosse sono studiate, calcolate, come strategie commerciali. L'insicurezza spadroneggia. Si bada molto alla forma, alla prestazione. Lei. Lui. Della serie vi stupiremo con effetti speciali. Il sesso che dovrebbe essere il mezzo di comunicazione più piacevole, ora come ora non trasmette niente di buono, con conseguente separazione delle due metà, sempre più sole, sempre più fragili. Ripeto quanto ho già detto: bisognerebbe rivedere tutto il meccanismo, in fretta per di più.
D: Che cosa può far diventare un amore un incubo, ossessione, perdita del sé
R: L'evitare di difendersi, di fare le barricate, di resistere alla voglia di lasciarsi andare. In altre parole il desiderare, più o meno inconsciamente, che un amore diventi proprio questo, un'ossessione. Esattamente quel che dovrebbe essere. Dice Osho, maestro indiano: l'amore ucciderà il tuo ego. L'amore è un veleno per l'ego. Per te è la vita, ma per l'ego è morte. Quando gli amanti non hanno alcuna paura l'uno dell'altro, né di lasciar cadere l'ego, si buttano l'uno nell'altro a capofitto. E si tuffano così profondamente che l'uno diventa l'altro. Di fatto, essi diventano un unico essere, e quando questa unione accade, l'amore si trasforma in preghiera.
D: Una letteratura al femminile scritta da donne, per le donne ... cosa la differenzia da quella maschile, e quali sono le difficoltà. Che io credo ci siano anche se molti affermano di no, nascondendo la testa sotto terra.
R: Non ci trovo una gran differenza. In linea di massima le vedo uguali. Forse gli erotici scritti dalle donne sono un po' più sensibili. E più "eleganti" nel linguaggio (eccetto i miei, ovviamente). Le difficoltà secondo me esistono: mi è parso di capire che gli addetti ai lavori, case editrici, stampa, premi letterari e quant'altro, apprezzino poco questo genere, a prescindere dal sesso dell'autore. Comunque negli ultimi anni è cambiato qualcosa anche qui.
D: Nel tuo libro c'è qualcosa che sfugge ... una sorta di non detto, c'è, esiste, si fa sentire, pulsa, ma non è dichiarato apertamente ... E' una mia illusione? O effettivamente qualcosa è celato?
R: Non è una tua illusione. Qualcosa c'è. Un qualcosa che mi piace definire profezia. Così, per gioco. Non è espressa chiaramente perché non va letta, ma solo captata. E bisogna cercarla nel disegno sullo specchio appannato.
D: E per concludere, dimmi qualcosa su di te. (ma prima dimmi velocemente, perché secondo te alle scrittrici di romanzi erotici fanno quasi tutti le stesse domande?)
R: Be', non direi proprio, le tue domande sono particolari. Che cosa posso dirti di me che non abbia già detto agli altri...? Forse solo questo: non mi riconosco nella figura dello scrittore moderno, mondano e salottiero. Bel guaio vero? Né mi fa gongolare il titolo di scrittrice erotica. L'uomo è autore dell'eros o semplicemente scrittore. La donna diventa subito scrittrice erotica. Con tutte le associazioni di idee che ne seguono (sinonimi di erotica: amorosa, sessuale, carnale, sensuale, erotizzante, eccitante, lussuriosa, libidinosa), le quali con la scrittura c'entrano meno di niente. Va be'.
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