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[Cinema] Erotiche Visioni - Gerard Damiano

Giulio Ragni - 23.10.2009

La cinematografia di Gerard Damiano è l'esempio più vivido e consapevole di cosa sarebbe potuto essere il porno se non avesse preso la piega di semplice coadiuvante masturbatorio: entrato nella leggenda come autore di Gola profonda, un filmetto hard abbastanza ordinario che ha sdoganato il cinema a luci rosse, diventando un fenomeno di costume - visto senza alcuna vergogna dalle coppiette e dal pubblico comune, con guadagni trecento volte superiori ai costi - e rompendo ogni tabù sulla fellatio, che dopo questo film diventa "in", in realtà Damiano ha dato miglior prova di sé nei film successivi.
Benché il film cult con Linda Lovelace avesse comunque aspetti interessanti, per come poneva la problematica del piacere femminile e per il divertito uso del montaggio ejzenstejniano, era girato con mezzi modesti e tutto sommato con minori ambizioni di altri suoi film: pensiamo ad esempio a un film come The Devil in Miss Jones, in cui la zitella suicida Georgina Spelvin chiede al diavolo di poter tornare sulla Terra per conoscere le gioie del sesso prima di affrontare l'Inferno, solo per ritrovarsi alla fine condannata a masturbarsi per l'eternità senza raggiungere l'orgasmo. Temi quali colpa e desiderio di matrice cattolica, e sesso consumato con urgenza febbrile, si ritrovano in questo piccolo gioiello, e la scena finale della protagonista chiusa in una cella con un uomo (lo stesso regista) ossessionato da una mosca inesistente, insensibile alle suppliche della donna, possiede valenze metaforiche assai più elevate della scoperta di un clitoride nella gola.
Il sesso nei film di Damiano non è quasi mai liberatorio, piuttosto è ordinario, problematico, non rassicurante né conciliatorio, come evidenziano i protagonisti dei vari episodi di Odissea sessuale, e talora flirta persino con atmosfere che poco hanno a che fare con il porno: in The World of Johanna, Damiano dice cose molto dure sul maschio, il sesso e l'amore, cambiando continuamente registro, dalla violenza alla passione, dal languore alla perversione, fino alla straziante sequenza del maggiordono che depila e taglia i capelli alla protagonista. Si esce turbati dalla visione di questo pamphlet pessimistico e tutt'altro che eccitante sui rapporti uomo/donna, e anche in altre sue opere la funzione onanistica è ridotta ai minimi termini.
La breve ed effimera stagione del porno di massa si concluderà tristemente con l'autoghettizzazione nell'homevideo, a causa di un rigurgito di moralismo che riportò in auge le condanne per oscenità e oltraggio al pudore, ma i film dell'epoca, e in special modo quelli di Gerard Damiano, hanno mostrato una via possibile per sesso esplicito e riflessioni serie, recitazioni curate e idee visive all'interno del cinema hard, un'opzione stroncata dall'ipocrisia della società "perbene", e che curiosamente è stata fatta propria da molti film "d'autore" contemporanei, regolarmente presenti ai grandi festival internazionali come Cannes e Venezia: forse il concetto di osceno non esiste, ma è solo il nostro senso di colpa a definirli tali.

Il suo film imperdibile:
The World of Johanna

La scena cult:
La"condanna" finale di Georgina Spelvin in The Devil in Miss Jones



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