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[Interviste] Intervista a Giovanni Casalegno

Marica Petti - 29.10.2009

Leggendo il testo Nella tua carne, percorriamo un viaggio nell'erotismo. Un percorso affascinante, eccitante nel rapportarsi ad un modo, per molti antico, della scrittura erotica.
L'intervista proposta di seguito al curatore del testo Giovanni Casalegno, ci permette di capire meglio alcuni aspetti: sia del libro e della scrittura erotica sia del rapporto con la società.


D: Che cosa è cambiato nello scrivere oggi un racconto erotico?
R: La svolta nella scrittura erotica, specie narrativa, è avvenuta con la scoperta di Freud. Il racconto erotico novecentesco rispetto alla precedente novella è l'accresciuta e spesso dominante dimensione psicologica. L'interesse non è soltanto verso la preparazione e la realizzazione dell'atto sessuale, ma anche, talvolta soprattutto, nei confronti della sua dimensione psichica. Esemplare in tal senso è, tra i racconti inclusi nella mia raccolta, Innocenza di Brodkey.

D: Cosa differenza la realtà dalla fantasia? E perché secondo lei l'uomo cerca sempre di più di sfuggire dalla realtà, immergendosi ad esempio in una realtà virtuale (oggi o in un libro ieri)?
R: La dimensione fantastica, la fuga nella fantasia sono prerogative e bisogni umani di sempre. Il racconto, prima orale poi scritto, ha per millenni soddisfatto questo bisogno. Poi il cinema lo ha parzialmente sostituito, rivelandosi un mezzo più immediato e in parte più complesso. Oggi c'è tutto ciò che crea realtà virtuali. Naturalmente non riguarda soltanto l'immaginazione erotica.

D: L'uomo attraverso il sesso esprime ogni suo disagio sociale perché secondo lei? Il racconto erotico molte volte non è altro che una denuncia specialmente su alcuni punti tipo: la cultura che può essere religiosa (cattolica) la politica, la supremazia, il potere in genere osservato sempre da un occhio voyeuristico o espresso durante e nelle pause di un atto sessuale.
R: Il testo erotico nella società occidentale cattolica ha spesso avuto una forte valenza provocatoria e polemica verso i valori dominanti. Il sesso rappresenta il piacere proibito, ma è anche lo specchio dell'ipocrisia del potere sia politico sia religioso, che predica ma poi razzola. Già Pietro Aretino aveva usato con una forza espressiva straordinaria la tematica erotica per innescare polemiche roventissime. Il Surrealismo ha eletto a proprio campione il Divino Marchese innalzandolo a grande scardinatore di una millenaria convenzionalità di costumi sessuali.

D: L'immaginario collettivo con il tempo è in parte rimasto invariato usando sempre la stessa scaletta sesso-potere-soldi, secondo lei ci sono differenze anche minime?
R: Il sesso come strumento per ottenere vantaggi o benefici è già presente in alcune novelle di Boccaccio (per esempio Alatiel), a dimostrazione di un nesso antico. Oggi è ancora più forte o più esibito. L'esuberanza sessuale, effettiva oppure soltanto ostentata, si accompagna spesso alla gestione e all'esibizione del potere.

D: Tre parole: vita/sesso/morte. Tre parole: religione/potere/soldi. Secondo lei può formare una sorta di equilibrio?
R: Un equilibrio simmetrico assoluto non direi. Senz'altro gli intrecci tra gli elementi di queste due triadi sono innumerevoli.

D: Che tipo di rapporto c'è tra sesso e morte?
R: In francese l'orgasmo è anche detto "petite mort". George Bataille ha spesso parlato dell'esperienza sessuale come situazione limite, come parossismo della morte. E che dire degli snuff movies...

D: Qualcuno afferma che nessuno ha inventato il sadismo né il masochismo quindi è sbagliato rapportare il tutto a De Sade e a Masoch, secondo lei>
R: I termini furono coniati dallo psichiatra Krafft-Ebing nella sua Psychopathia sexualis a fine Ottocento. Ma le pulsioni ovviamente già esistevano in precedenza: De Sade e Sacher-Masoch hanno rappresentato in maniera esemplare pulsioni umane e non soltanto personali.

D: Secondo alcuni, questo tipo di testi non rappresenta più le donne e gli uomini del nostro tempo, però se noi andiamo a leggere bene i comportamenti, le loro fantasie sessuali, risulta tutto il contrario anzi in alcuni casi si equivalgono. In pratica c'è stato un cambiamento nel modo di porsi e di scrivere ma il concetto rimane invariato. Lei che ne pensa a riguardo?
R: La sessualità resta la stessa, cambiano i modi per descriverla. Non direi però che la letteratura erotica del passato non sia più rappresentativa. Un esempio: al recente Festival di letteratura di Mantova ben 4 serate sono state dedicate alla letteratura erotica con letture e drammatizzazioni di testi erotici dall'antichità a Patrizia Valduga, dirette dal regista Gianfranco De Bosio con la mia collaborazione per la ricerca dei brani. Ecco: il successo è stato straordinario, il grado di coinvolgimento e apprezzamento del pubblico è stato impressionante. A mio giudizio, il Cantico dei Cantici come testo erotico regge il confronto con tanta scrittura contemporanea.

D: La società è impregnata e regala/impone imput sessuali tutti i giorni, attraverso ad esempio tutti gli oggetti di forma fallica che ci circondano, però nega in un certo senso un libro erotico. Tutto questo fa parte della solita contraddizione umana?
R: È la solita cara vecchia ipocrisia finto bacchettona. Ci si scandalizza per i titoli di Aldo Busi e invece le cronache recenti di sesso e politica fanno aumentare i consensi.

D: Quali sono le fasi chiavi del cambiamento, non so dall'antica Grecia al 600/700 a oggi?
R: Esiste una sessualità antica legata ai riti della fertilità (i culti di Dioniso in Grecia, quelli di Priapo a Roma, l'erotismo indiano e orientale) che è poi stata in parte soffocata dal cristianesimo. Nel tardo Medioevo e soprattutto nel Rinascimento con il ritorno ad una prospettiva umana si assiste anche ad un rinato interesse per il corpo e i suoi istinti, i suoi bisogni e i suoi piaceri. Con il Concilio di Trento, l'Indice e l'Inquisizione la censura diventa micidiale. Il movimento libertino reagisce a questo oscurantismo e ha il suo massimo fulgore nel ‘700, quando l'erotismo letterario diventa anche mezzo di protesta politica (sono centinaia, per esempio, i libelli e le poesie dedicate ai presunti turpi vizi di Maria Antonietta). L'Ottocento borghese ha coperto per pudore anche le gambe dei tavoli. La grande svolta sarà il Surrealismo: dopo la catastrofe epocale della Grande guerra c'è un bisogno di rinnovamento della mentalità, ed ecco che, attraverso l'incontro tra Freud e De Sade, la letteratura erotica va a indagare le pulsioni più profonde e inconfessabili. L'ultimo cambiamento epocale è stata la rivoluzione sessuale avviata negli anni Sessanta. In questo ambito, in Italia un testo esemplare è stato Porci con le ali.

D: Perché proprio nel ‘700 c'è stata l'ampia divulgazione? (Sicuramente ci sono motivi e una situazione culturale, sociale e politico e che lo permetteva.)
R: Il Settecento è stato un periodo straordinario per la letteratura erotica. Il pensiero libertino si era quasi solo più concentrato sulla libertà dei costumi sessuali. C'è un libertinismo di protesta, ma anche un libertinismo di moda, quello che dentro la nobiltà esalta la ricerca assoluta del piacere. È un mondo che sa di essere alla fine e si rifugia nell'appagamento dei piacere più immediati.

D: Perché secondo lei l'uomo/donna hanno bisogno di sfogare nei modi più violenti le loro frustrazioni, insoddisfazioni. In alcuni casi l'atto sessuale può essere ritenuto un gioco di ruoli e nello stesso tempo rappresenta una scala gerarchica e la meccanica è "chi penetra e chi è penetrato" e nel genere animale chi penetra è il più forte (anche in quella umana), non per niente l'espressione che sta a dimostrare che ormai sei perduto, che non hai più scelta o scampo è questa: "Sei Fottuto".
Le espressioni di ambito sessuale per indicare una perdita, una sconfitta, ecc. sono davvero numerose: "sei inculato", "l'hai presa nel culo", "nel didietro", ecc. a dimostrazione di come il sesso sia anche una questione di rapporti di forza e l'attivo è il vincente.

D:Qual è la differenza tra una scrittura femminile e una maschile?
R: Non ho una risposta certa... Nell'ambito della letteratura erotica potrei dire che la scrittura maschile è lo specchio della sua sessualità, quindi prevalentemente fallica, mentre l'erotismo femminile ha una varietà maggiore di sfumature. Però non voglio proporre definizioni assolute. Si potrebbero confrontare le pagine erotiche di due scrittori amanti: Miller e Anaïs Nin. L'uno è davvero concentrato tutto nella sua asta da infilare con urgenza, lei, nei suoi racconti, è sicuramente più articolata.

D: Come mai, dagli alti livelli del passato siamo arrivati ai romanzi rosa? (la maggior parte poi scritti da donne per le donne)
R: Il romanzo rosa semplifica e banalizza per motivi di consumo tematiche e vicende che in letteratura esistono da sempre. Le donne sono comunque il pubblico dominante (già Boccaccio aveva dedicato il Decameron alle donne).

D: Perché secondo lei gli stupri che sono descritti nei romanzi rosa (principalmente alle eroine) passano in secondo piano, definiti leciti mentre in novelle del passato vengono ripudiati e si grida allo scandalo?
R: Non so rispondere, non ho nessun esempio in mente...

D: Nell'immaginario collettivo, il modo di descrivere la donna è rimasto invariato, anzi forse peggiorato solamente che è mascherato. Questo secondo lei a cosa è dovuto? Voglio dire, prima era logico trattare una donna come una bambola e la storia è testimone, ora non più, ma alla fine è questo che si rispecchia in special modo nella fantasia sessuale dove c'è sempre la potenza del maschio e del suo orgasmo.
R: Ancora oggi l'imperante gossip gioca con le bambole. Anche alcuni politici giocano con le bambole...

D: Quando secondo de lei una passione diventa ossessione e perdita di se?
R: Quando il sentimento (amoroso o erotico non cambia) supera la ragione e il controllo. Werther, insomma.

D: L'erotismo tra oriente e occidente.
R: Una definizione sintetica, di certo non esaustiva, potrebbe dire che è questione di centimetri: l'occidente si è interessato per lo più agli organi sessuali, mentre l'oriente ha indagato pressoché tutta la superficie del corpo. Forse...

D: Ci può parlare dell'estetica dell'osceno?
R: È il titolo di un importante e molto piacevole saggio di Guido Almansi, in cui lo studioso ha indagato con tutti gli strumenti del critico e dello studioso alcune zone "impure", appunto oscene, della letteratura, soprattutto italiana, cercandone le qualità estetiche. Anche l'argomento sessuale è stato trattato dalla grande letteratura con gli stessi alti esiti di altre tematiche. In Italia Almansi non ha mai ottenuto una cattedra universitaria...

D: Lei definisce il suo interesse all'erotismo scientifico perché?
R: Mi sono occupato di metafore erotiche medievali e rinascimentali nella mia tesi di laurea. Ho scritto, con Valter Boggione, il Dizionario del lessico erotico e il Dizionario letterario del lessico amoroso. Ho curato un'antologia di racconti erotici per Einaudi. Ho curato (con Gianfranco De Bosio) la rassegna "Ars Amandi" per il Festival di Mantova. Tutto ciò per dire che nel binomio letteratura erotica, a mio giudizio, deve dominare anzitutto il primo termine.



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