Cinema

traduci

[Cinema] Erotiche Visioni - Dalla pagina allo schermo: la letteratura erotica al cinema

Giulio Ragni - 01.11.2009

Il binomio fra eros e letteratura comincia ad avere una certa consistenza sullo schermo cinematografico con la liberazione sessuale post sessantottina, in cui la volontà di sfogare desideri per troppo tempo repressi stimola la curiosità del pubblico verso storie a sfondo erotico: a dispetto dell'esplosione del porno, il cinema erotico-letterario si caratterizza per evocare atmosfere pruriginose senza mai spingersi nella crudezza dei dettagli dell'hard, e manterrà intatte queste sue caratteristiche fino ai giorni nostri.
Benché il nome più quotato sia in assoluto un maestro come il polacco esule in Francia Walerian Borowczyk, quando si parla di eros letterario il primo nome che viene in mente è Emmanuelle, un ciclo di film tratti dai romanzi di Emmanuelle Arsan - dietro il cui nome si cela in realtà un uomo - in cui a dominare sono una fotografia patinata e le ambientazioni esotiche, con un po' di nudo a condire il tutto: oggi può far sorridere pensare a come questi film scatenassero la fantasia del pubblico, eppure proprio il loro successo permette di compiere una radiografia dell'epoca, laddove un'eroina sessualmente emancipata darà paradossalmente un contributo determinante non solo a dei comportamenti sociali più spregiudicati, ma persino alla diffusione dei film a luci rosse.
Il numero di film ispirati ed apocrifi di Emmanuelle davvero non si contano, segnaliamo almeno l'Emanuelle con una "m" sola, che in Italia ha avuto grande fortuna con le pellicole (molto più spinte) di Joe D'Amato; e tra i film coevi che hanno la stessa origine letteraria citiamo Historie d'O, sorta di versione bondage - con un seguito - dell'eros annacquato di Emmanuelle.
La tendenza a trasportare sullo schermo storie di matrice letteraria negli anni successivi ha coinvolto i romanzi storici in costume e le biografie di artisti e scrittori, due categorie di film che riscuotono un successo oggi assai minore rispetto all'epoca di Emmanuelle, ma che hanno conosciuto momenti di altissima qualità, come Le relazioni pericolose di Stephen Frears, dove John Malkovich impressionò nel ruolo del cinico seduttore. Questi film erotici in costume traggono origine dal melodramma storico, sul modello di Senso di Luchino Visconti - di cui Tinto Brass trarrà una versione assai più audace - spingendo sull'acceleratore della componente passionale, spesso in contrasto con la pretenziosità di dialoghi d'antan che difettano di eccessivo cerebralismo: è il caso di molte biografie di artisti, come Henry & June di Philip Kaufman - che invero sulle stesse atmosfere erotico/intellettualistiche aveva girato una buona riduzione de L'insostenibile leggerezza dell'essere - sul triangolo amoroso che vide coinvolti Henry Miller, sua moglie ed Anaïs Nin, Poeti dall'inferno, sulla passione omosessuale tra Artur Rimbaud e Paul Verlaine, e recentemente Little Ashes, sull'amicizia tra Salvador Dalì e Federico Garcia Lorca, che si sviluppa in un'insolita storia d'amore.
Negli ultimi anni la letteratura erotica è diventata sempre più esplicita, tanto da far utilizzare ad alcuni il termine pornografia - benché questa parola ci sembri legata essenzialmente all'immagine e non alla scrittura, e quindi inadatta - ma il cinema che ne trae ispirazione continua ad utilizzare lo schema narrativo del softcore, come dimostrano i casi recenti di film fallimentari come Melissa P. e lo spagnolo Diario di una ninfomane, mentre allo stesso tempo il nuovo cinema d'autore contemporaneo si affida sempre più al linguaggio hardcore: stretto dunque tra l'usurato modello dell'eros letterario e la noiosa finta provocazione del porno intellettuale, il cinema erotico contemporaneo vive un'impasse stilistica e narrativa di cui ancora non si intravede una soluzione.



Versione stampabile / Commenta questo articolo

Articoli correlati:
» Que viva porno!
» Il '68 e la rivoluzione sessuale
» La visione surrealista
ROI campagne pubblicitarie