Giulio Ragni - 01.11.2009
Maestro indiscusso dell'eros letterario colto e raffinato, Walerian Borowczyk ha avuto suo malgrado l'aura di regista maledetto, poiché spesso i suoi film venivano censurati, manipolati, arbitrariamente rimontati a sua insaputa, condizionandone non poco la carriera.
La peculiarità del cineasta polacco è stata quella di aver offerto una sorta di terza via fra la meccanicità del cinema hard e l'ipocrisia di quello soft, in cui l'erotismo è sorpresa, scoperta del meraviglioso, provocazione sofisticata, e dove il dettaglio e il primo piano non sono per principio rifiutati, ma arrivano inaspettati, lontani da una logica meramente pornografica.
Le espressioni più alte della sua cinematografia sono i quattro Racconti immorali, in cui affascina l'abilità del regista nel dare omogeneità stilistica ad un'opera che muta continuamente registro, passando da atmosfere languide ad altre sadiane; e poi il sorprendente La bestia, in cui Boro materializza l'erotismo con forza visiva inusitata, basti pensare alla celeberrima sequenza della masturbazione con i petali di una rosa, in cui il rorido sesso femminile invade lo schermo in omaggio a L'origine du monde di Gustave Courbet, oppure l'amplesso zoofilo con la misteriosa creatura del titolo, filmato in maniera iperrealistica, con fiotti di sperma a tutto schermo come in un porno.
Nel resto della sua cinematografia si alternano opere interessanti (Storia di un peccato e Il margine), delusioni (Interno di un convento, Tre donne immorali?), film davvero brutti (Ars Amandi e Emmanuelle 5) e rinascite artistiche (l'incursione nel fantastico de Nel profondo del delirio e l'ostico ma sorprendente La regina della notte), che oggi è possibile rivedere in DVD senza tagli, rimaneggiamenti e interpolazioni hard da altri film, dove ad emergere è il ritratto di un autore che ha cercato, pur con esiti diseguali, di dare forma originale e sostanza drammaturgica ad un cinema erotico capace di affrancarsi dal testo letterario per vivere di una propria autonoma e lucida consapevolezza.
Il suo film imperdibile:
Racconti immorali
La scena cult:
La masturbazione con i petali di rosa in La bestia
Versione stampabile / Commenta questo articolo