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[Letteratura] Vanessa storia di una metamorfosi

Marica Petti - 06.11.2009

Vanessa è un percorso, una metafora.Vanessa è una sorta di archetipo è il divenire, infatti il testo non ha una fine certa (a mio giudizio), è solo un tassello, la riscoperta, la ri-messa in discussione del tutto.
Vanessa è la non accettazione del sé, è il modificarsi. Anche il concetto di non piacersi di non amare la "sua nudità" o la stessa perdita dell'uomo amato (che può essere definita come la goccia che fa trabboccare il vaso, quindi come evento scatenante), risulta come una sorta di perdita di se stessi e una continua ricerca della felicità.
È un libro mentale, onirico quasi, che si modifica e si scrive continuamente. Il sesso è solo una conseguenza, il sesso come ricerca e accettazione del corpo e della mente. E' lo specchio dell'anima, il sesso non più come storia erotica fatta solo per eccitarsi, ma costruito per capire, è un sesso sociale che si mostra nelle varie forme: dal branco alla violenza, dal virtuale all'omosessualità fino alla carezza.
Il testo anche se scritto in modo semplice non è facile, in alcuni tratti risulta ermetico dando spazio "al casto e osceno al tempo stesso", fino a fermarsi senza dire il di più. È un testo che deve essere letto con attenzione perché diviene metafora in pulsioni e confessioni inter-personali. Vanessa si mette a nudo ma nello stesso tempo nega la sua nudità fisica, annulla il tutto per poi ritornare nel desiderio pornografico. Lo stesso "diario" non è altro che il suo doppio che ascolta Vanessa ... Vanessa VS Vanessa.
Il concetto di persona svanisce, ne rimane solo la mente addormentata che al risveglio nega il corpo, il suo corpo e quel volto segnato nel riflesso ... da qui il "branco" una parola da svariati significati, violare quel poco che resta in una violenza psicologica, accetta ma non capisce, due elementi che si unisco nella spontanea volontà di partecipare al gioco sadico altrui. Carne ... tanta carne in vendita, carne come scambio ... l'animale da macello.
Vanessa "forse" rappresenta anche i tabù, rappresenta quelle regole morali che se ignorate ci fanno diventare vittima perché la liberazione o sperimentazione porta alla solitudine che la maggior parte delle volte risulta solo per il femminile rientrando in quel rapporto fatto di catene "dell'essere umano". La legittimazione di prendere e fare ciò che si vuole, perché mentre la cultura accetta ancora oggi la scoperta del corpo o la classica "educazione sentimentale" degli uomini tende a negarla all'altro e nell'altro inserisco tutti gli altri, questo rende il viaggio e la scoperta tortuosa. Ma ribadisco che questo andare oltre è per la mente e per il corpo solo una conseguenza, questo perchè la volontà dell'Io è il punto cardine di equilibrio, la libertà non è nel corpo ma nella psiche.
Un cammino celebrale nato da sensazioni e spiegazioni, da descrizioni e attimi che ognuno di noi ha dentro di sé, in quel passaggio che ci porta nel mondo, è qui che si diviene e si gioca tra anoressia e bulemia.


Autore
Alessandra Di Gregorio (Cugnoli, 1983) è una giovane autrice che ha avuto a che fare con la scrittura precocemente. Ancora bambina compone le prime poesie, ma è con la prima età adulta che si approccia alla narrativa con convinzione, pubblicando racconti sul web e partecipando a concorsi letterari. Laureata con lode in Lettere Moderne presso l'Università D'Annunzio di Chieti, attualmente è collaboratrice freelance di diverse case editrici per cui svolge editing e consulenza editoriale. Cura inoltre uno spazio personale di divulgazione letteraria online recensendo testi della piccola e media editoria italiana.

Titolo Vanessa storia di una metamorfosi
Autore Alessandra di Gregorio
Editore Il Ciliegio editore
Pagine 192
Euro 15


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