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[Racconti] Monelle alla stazione dei pullman

alberto maietta - 23.11.2009

"Te l'hai fatta la pugnetta?"e giù una risata isterica da ubriaca o almeno di una che s'è da poco fatta!Mentre la guardavo mi chiedevo se non fossi diventato sordo!Ma la puttanella riformulò di nuovo la domanda"Te l'hai fatta la pugnetta?"srotolandosi ancora in quella risata da demente...La guardai meglio mentre si nascondeva il viso da troia con le mani,abbassando il capo tra le gambe allocate in un jeans attillato,su dei stivaletti bianchi da cafoncella.Fu allora che notai accanto alla troietta una megera sotto i cinquantanni,forse più giovane ma usurata dal mestiere e dal trucco vistoso come una maschera da cabaret,tantè che la stessa smozzicò delle parole che rantolarono in un sibilo misto a respriro"...forse non ti ha capito"rivolgendosi alla ragazza.Ma io avevo inteso bene,solo che la sorpresa mi aveva spinto in un attimo di attesa,perchè la mia mente stava ponderando con chi avessi a che fare,così che i miei sguardi erano tuttuno con i miei quesiti,mentre le osservavo.Ma la ragazza continuando a ridere mi sorprese di nuovo apostrofandomi con"ma a te ti piace trombare?"
Stavolta,mentre lei lo ripeteva e la megera ridacchiava per prendermi in giro,credendomi sprovvisto di coraggio o almeno di facciatosta,esclamai"mi sono chiavato ieri una ragazza di napoli,perchè sono le donne più belle d'Italia".La megera"male male...offendi le ragazze di Avellino?Guarda quanta è bella sta guagliona!"Al chè risposi"Certo ch'è bona,forse un pò sfrontata,prima di prendere in giro le persone deve vedere chi ha davanti" -"Ma io non volevo prenderti in giro...volevo sapere solo se ti piaceva trombare..."e giù a ridere di nuovo come se fosse la scema del paese.Ormai la scena si andava costruendo da sola,c'erano più registi e più mani e l'epilogo poteva cambiare a seconda dell'altimetro delle mie voglie.Ma l'eccitazione era al massimo e arrizzava il cazzo nei pantaloni e poi osservandola meglio mi accorgevo che non era male,perchè intanto s'era alzata dal muretto e potevo ammirarla in tutta la sua altezza,con le gambe che erano autostrade da carezzare e quella bocca impertinente da tappare col pene.La megera intuì che la cosa era ormai fatta e mi domandò se volessi seguirle a Capriglia per consumare l'affare...al chè risposi che non avevo tempo e che si poteva combinare qualcosa di veloce nei bagni del bar Excelsior,assai accoglienti e utili ad un capriccio erotico!Sparò 50 euro ma ci accordammo per trenta,più quello che avrebbe consumato al bar mentre mi sarei intrattenuto con la troietta.Il bar a quell'ora era frequentato da filonari e da qualche vecchio bavoso a caccia di badanti o similari,feci accomodare la megera e la ragazza mentre mi avviai ai bagni.C'eravamo accordati per uno squillo se non ci fossero stati intoppi e così fu.
Lei entrò,chiusi bene la porta con il lucchetto e cominciai a toccarla.Ero eccitatissimo,voglioso di umiliarla e darle una lezione,perchè non consentivo a nessuno di prendermi in giro,neanche per gioco o per essere abbordato.Pretesi che si togliesse il maglione,in modo da potere avere accesso al suo seno,ai capezzoli che cominciai a mordicchiare vorace,lei mi diceva che non gli piaceva,ma io ribattevo che avevo pagato l'amica e che avevo diritto di fare quello che volevo.E continuai a riempirmi la bocca dei suoi seni ,mentre la lingua pennellava ogni poro di quelle dune sode.Ero eccitatissimo:il cazzo stavo per esplodere nei pantaloni!Me li abbassai e me lo feci tirare fuori,lei me lo strizzò...sorprendendosi per la grandezza!Glielo misi in bocca e mentre ripensavo ai suoi"ti sei fatta la pugnetta?"glielo facevo succhiare per il mio gusto,per poi cacciarlo e pennellarlo su tutta la sua faccia,umiliandola!Quando fui sazio della vendetta,la misi contro il muro,le abbassai i pantaloni,e senza toglierle le mutandine glielo infilai tutto nel culo tanto che lei lancio un urlo di dolore che mi fece subito venire in gocce di piacere che allettavano la mia mente che aveva avuto una così ampia soddisfazione.Solo allora mi accorsi che davanti a me non avevo più la monella impertinente che s'era voluta prendere gioco di me ma una ragazza spaurita,inerme,affogata nella sua solitudine.
E un pò mi fece tenerezza ma non avevo tempo per pensare perchè la strada della mia vita si accorcia dopo ogni attimo di respiro....


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