Rossana Cagnolati - 20.12.2009
L'amore è come l'acqua: questa similitudine compare spesso in letteratura, è un motivo ricorrente nella poetica amorosa. Le persone, come le piante, sono incapaci di vivere se private dell'acqua, ossia del sentimento, dell'affetto, del calore umano. In queste immagini, il corpo femminile appare come un arbusto bruno, flessuoso, proteso a chiedere acqua: se ne avverte la tensione, ne trapassa il desiderio dalla pelle. L'altra protagonista delle scene è una figura maschile i cui contorni emergono con minore evidenza: pare un denso cumulo di nubi, o una roccia corrosa da luce abbagliante. In quella che diviene, a ben guardare, una silenziosa danza dei sensi, l'uomo e la donna si alternano ad esibire le rispettive necessità. Sono due creature assetate -di acqua, d'amore- che, nel contatto, riescono a estinguere vicendevolmente la loro sete.
Fotografie di Rossana Cagnolati, testo di Cristina Pedretti
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