Rossana Cagnolati - 10.01.2010
In ogni uomo alberga l'istinto, una voce profonda e convincente che spinge ad agire al di là dei comandi della ragione. Perché spesso non sappiamo quello che vogliamo, ma accade anche che non vogliamo quello che sappiamo, e andiamo in cerca di un angolo di mondo in cui lasciar echeggiare quella voce che udiamo soltanto nell'intimo. Nella favola della dolce fanciulla Bella (di nome e di fatto) che si lascia prendere dall'amore per la spaventosa Bestia, si mescolano i temi del saper guardare oltre le apparenze e dell'avere il coraggio delle proprie azioni al motivo "sotterraneo" del cedere al lato animalesco di se stessi. Quella parte bestiale e istintuale, solitamente sopita, può guidare nella scelta, può far scorgere a Bella la bellezza nascosta nella Bestia, col risultato che il "salvataggio" avviene per entrambi: nell'amore, lei salva lui tanto quanto lui salva lei, facendole scoprire un sentimento più forte delle convenzioni e più impetuoso delle paure.
In questi scatti fotografici si delinea un racconto di bellezza e bestialità, elementi che si compenetrano nella figura della donna impellicciata. Da vezzoso oggetto di seduzione, la pelliccia diviene metafora dell'istinto, delle pulsioni più profonde e irrazionali, fino a fondersi con la pelle di chi la indossa. Fino a che Bella è la Bestia.
Fotografia di Rossana Cagnolati - testo di Cristina Pedretti.
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