Rossana Cagnolati - 22.01.2010
"Amata, m'ardi, con tuoi guardi, vaghi, Amata, a me, dolce mercè, denieghi; Amata, l'alma da la salma, sleghi; Amata, amanti, idolatranti, ammaghi." Con questi versi ricchi di rime interne e allitterazioni, il poeta secentesco Lodovico Lepóreo raccontava i suoi affanni amorosi con tono scherzoso e volutamente bizzarro. Nel caso da lui narrato, la donna amata non è anche amante: coi suoi sguardi, ella incendia i cuori dei corteggiatori, ma poi si nega a loro. L'innamorato si sente dunque sotto l'effetto di un incantesimo; non è soltanto "amante", ma addirittura "idolatrante"ed arriva ad affermare che la sua amata gli "slega l'anima dal corpo". Un concetto romantico, certamente, ma che può anche sottintendere l'ironia della situazione: l'amore, che sa elevare l'anima, lascia poi insoddisfatto il corpo. La "salma", ossia la parte fisica e mortale dell'essere, si stacca dalla parte spirituale. Quest'ultima può nutrirsi di sogni e sentirsi ricambiata, almeno platonicamente; al contrario, per il corpo, se manca il contatto, non c'è che lo struggimento d'amore, il dolore della mancanza, la freddezza del rifiuto.
In queste due immagini, quasi speculari, c'è una donna che sembra offrirsi in modo totale ed incondizionato a chi la guarda; una grossa corda la trattiene e la immobilizza, le è impossibile fuggire. Eppure i suoi sguardi non sono rivolti allo spettatore: il suo corpo è lì, ma è come slegato dall'anima, dai pensieri. Anche se un legaccio fisicamente la imbriglia, la scissione anima/corpo in lei è già avvenuta, l'amata-non amante è riuscita a negarsi nonostante le apparenze. E' riuscita a slegare "l'alma da la salma" in se stessa, oltre che nel suo ammiratore. E a ben guardare, sulla sua pelle, un poco al di sopra del cuore, è tatuata una farfalla: un leggero groviglio di linee che parla di bellezza, incanto ed assoluta libertà. Impossibile catturarla davvero.
Fotografia di Rossana Cagnolati - testo di Cristina Pedretti.
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