paolo gresta - 23.03.2010
L'antica arte del Burlesque sta vivendo a livello planetario una vera e propria seconda giovinezza. Se è vero che i caratteri "storici" del genere, pur senza essere stati abbandonati si possono tuttavia considerare superati dalla nuova ondata di performers che sta incendiando i quattro angoli del globo, il suo carattere trasgressivo, provocatorio e in continua evoluzione è ancora saldamente alla base di ogni show. Abbiamo parlato con Natsumi Scarlett, l'artista di Burlesque attualmente numero uno in Europa, per capire che cos'è e dove sta andando questa disciplina impertinente, colorata e spettacolare.
D: Natsumi, come e quando è cominciata la tua esperienza come ballerina di Burlesque?
R: Sono sempre stata abituata al palcoscenico, ho lavorato come ballerina per quasi 13 anni. Ma dopo tutto quel tempo sentivo il bisogno di nuove sfide. Navigando in rete ho trovato un sacco di materiale sul Burlesque, un'arte per me piuttosto nuova visto che in Olanda non è ancora molto popolare. Poi ho continuato ad informarmi sulla sua storia e il suo background. Ne sono rimasta talmente affascinata da decidere di prendere il primo aereo per l'Inghilterra per vedere coi miei occhi di cosa si trattasse. Questo è successo circa tre anni fa e da quando ho conosciuto il Burlesque ho capito immediatamente che era quello che stavo cercando. Quindi è stato proprio tre anni fa che è iniziata la mia carriera in questo mondo: da qualche parte in un piccolo teatro di Londra.
D: Qual è secondo te la caratteristica che una ragazza deve avere per poter intraprendere una carriera in questo mondo?
R: Ci sono molte caratteristiche che possono rivelarsi estremamente utili per diventare una ballerina di Burlesque. Saper ballare, intanto, è una di queste. Ma aver avuto esperienze anche nel mondo della recitazione, del canto, del teatro o come musicista è un privilegio. La qualità più importante, comunque, è senza dubbio la volontà di lavorare sodo su se stesse per creare un personaggio. Non bisogna cercare di copiare un certo look: può portarti da qualche parte, ma sulla lunga distanza non funziona. Non è semplicemente questione di spogliarsi e ammiccare al pubblico. Per quanto mi riguarda, è ammirare un'individualità esibirsi su un palco e magari divertirsi anche! Amo guardare i veri artisti che riescono a combinare tutte le qualità di un attore di teatro.
D: Secondo te il Burlesque è una filosofia di vita?
R: Sì, lo è. Mi addormento e mi risveglio con questo pensiero in testa. E nel frattempo, è qualcosa che mi occupa gran parte della giornata. Mi ci vuole maledettamente tanto per non pensarci! Ovunque vada, sono ispirata da qualsiasi nuovo gesto, costume, qualità che sono curiosa di assorbire: può essere una persona con cui mi metto a chiacchierare in treno, un oggetto visto in una vetrina, un quadro, la musica che ascolto... E' la vita stessa che mi ispira per i miei spettacoli. Credo quindi che questa si possa chiamare una "filosofia di vita".
D: La storia di quest'arte è piena di mutazioni dettate da tantissime influenze artistiche e sociali. Secondo te oggi qual è la nuova incarnazione del Burlesque?
R: La risposta la puoi trovare nei miei shows. Tante persone si chiedono se questi siano o non siano spettacoli di Burlesque: alcuni dicono di sì, altri no. Io preferisco considerarmi una performer e secondo me, è proprio in questa direzione che il Burlesque sta andando oggi. Se pensi a quest'arte come a quella delle cheesecake pin ups, allora probabilmente non puoi considerarmi una ballerina di Burlesque. Non che io abbia qualcosa contro di loro! Anzi, sono fantastiche! Ma sicuramente non sono io. I miei shows sono un mix di glamour, danza, spettacoli col fuoco, acrobazie aeree, teatro e fetish. In generale, rappresento personaggi drammatici che hanno sempre una storia da raccontare. Quello che sta mettendo in mostra oggi il Burlesque sono un sacco di ragazze capaci di combinare caratteristiche diverse. Ovviamente le cheesecake girls ci saranno sempre e sempre ne avremo bisogno! E' la ricchezza di performers diverse che rende la scena attuale così interessante.
D: La musica è una componente fondamentale di questi spettacoli. Con quale tipo di musica preferisci esibirti?
R: Domanda difficile... Lavoro con tanti tipi di suoni diversi, ma la caratteristica comune è che tutti sono sensuali ed emozionanti, spesso con un tocco dark. Mi piacciono le colonne sonore che da sole raccontano già una storia e quando ne ho l'opportunità, amo lavorare con i "miei" soliti musicisti: ho fatto un sacco di spettacoli assieme a Bev Lee Harling, una ragazza estremamente talentuosa che capisce esattamente cosa voglio. E' in assoluto l'artista con cui preferisco lavorare, siamo sempre in sintonia e mi sembra una benedizione averla accanto quando lei è disponibile. Lavoro anche con un altro artista che si chiama Mr. Saryn e quando ci esibiamo insieme sappiamo già che la musica sarà più intensa e oscura.
D: Secondo te, quanto è potente l'ironia come arma di seduzione?
R: Praticamente tutto può diventare un'arma di seduzione! Per sedurre il mio pubblico di solito uso oscurità, drammaticità e un po' di rischio. Tutto dipende da come si è fatti: e a me, letteralmente, piace giocare col fuoco. E' maledettamente divertente e credo che il pubblico si renda conto che mi sto davvero godendo quello che faccio!
D: Ironia, sensualità, irriverenza, spirito "punk": a cosa deve il Burlesque questa nuova ondata di popolarità che sta vivendo da qualche anno ad oggi?
R: La gente ha costante bisogno di divertirsi e di essere "sfidata". Viviamo in un'epoca in cui puoi trovare tutto quello che desideri grazie a Internet, alla Tv o in qualsiasi altro modo. E' sempre più difficile mantenere un segreto, lì fuori... E' tutto così "sbattuto in faccia" e quindi noioso. Per cui credo che il Burlesque sia la naturale risposta per stimolare la mente delle persone. Se cerchi il nudo hai migliaia di modi per trovarlo. Ma il Burlesque è sensuale "solletico", seduzione e immaginazione.
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