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[Arti Visive] L'eros di Irene Falci

ArtErotica - 09.03.2010

La particolarità stilistica della pittrice Irene Falci (1969) è data dall'eros. Un erotismo che nelle sue tele è apparentemente sfacciato e aggressivo, eppure il suo desiderio è una propensione dell'anima, una liberazione, un sentimento, nel quale l'abbinamento di un corpo in atteggiamenti sessuali, anche espliciti, e l'anima di chi quel corpo lo possiede formano due aspetti di una sola unità: l'anima dell'essere amato. Crediamo sia questo l'assunto della bella mostra personale di Irene Falci dall'indovinato titolo esplicativo Dans les airs, ovverossia A mezz'aria, facente parte della rassegna visiva Vox feminae,organizzata da "Tre Boracce" di Palermo.

Il percorso artistico della Falci è indiscutibilmente un poliedrico avvicendarsi di svariate fasi pittoriche, ognuna conseguita a un preciso periodo psicologico ed esperienziale, l'ultimo dei quali le ha permesso un perfezionamento di tematiche già sviscerate nel tempo e un costante approfondimento di tecniche formali già adottate, come si può rilevare nelle opere presenti nello spazio temporale dedicato alla pittrice in seno alla rassegna Dans les airs.

Prendendo in prestito il titolo del bel saggio di Roger Shattuck, L'occhio innocente, si potrebbe allo stesso modo descrivere quello di Irene Falci. Un occhio discreto, ma allo stesso tempo profondamente indagatore, proprio come dovrebbe sempre essere quello di ogni artista, e la Falci si rivela davvero tale. Meticolosa pittrice e acquerellista di qualità, dispone sin dall'inizio della sua carriera di ciò che le occorre nel campo visivo per essere un'ottima e completa creatrice. Tanto è vero che le sue opere presentano un elevato spessore sia riguardo alla tecnica sia per la rilevanza estetica delle immagini, in particolare in riferimento alle varie tematiche cui s'ispira. Dei componimenti che spaziano dall'intenso, quanto esplicito - in molti casi - erotismo al paesaggio, dai classici ritratti fino ad arrivare a quelli cosiddetti "interiori", ma è soprattutto il suo aspetto sensuale ad emergere in questa mostra. L'impianto dell'esposizione scaturisce dalla mescolanza degli acquerelli realizzati dalla pittrice nell'ultimo decennio sia su carta che su tela, in diversi formati e, permettendo un semplice raffronto stilistico, offre l'opportunità di analizzare tutto il suo universo pittorico. "Pur mantenendo ancora brani di scomposto erotismo, realizzato con lo stile asciutto e chirurgico del grafismo essenziale, che riprende le concrete e spiazzanti figurazioni degli anni precedenti, l'artista non si sottrae alla manifestazione delle trasformazioni che vibrano nel suo percorso esistenziale. Invero, la nuova produzione vede annoverate alcune opere la cui visione risulta apparentemente schermata da un incorporeo ma infrangibile diaframma che, rendendo le figure inavvicinabili, si pone al fruitore come limite invalicabile, come nel caso dei dipinti: L'attente,La vie qui ne coincide pas, Le triste voyage des trois tournesols, la cui resa pittorica rimanda a un'immagine cui è sovrapposto un vetro che riflette aloni di luce trasmettendo allo spettatore lo straniamento derivante da una percezione appena distorta.", commenta in catalogo Daniele Licciardello.

Questi maestosi acquerelli segnalano tuttora la loro dislocazione nell'universo onirico raffigurato negli anni precedenti, spazio che emerge ormai lontano e ricomposto. I vari dipinti di Irene Falci, creati utilizzando "il filtro pittorico della velatura ora plumbea, ora lattiginosa", collocano il soggetto ritratto in una dimensione così remota da raffigurarlo incorporeo. La sua recente elaborazione pittorica mostra tutta l'efficacia della sostituzione del supporto: la tela al posto della consueta carta. Tale avvicendamento artistico si manifesta in linea con il mutamento di prospettiva che l'acquerellista attua "nell'alchimia fra produzione pittorica e quotidianità. Il silenzioso cambiamento interiore si concretizza nella manifesta scelta di un nuovo supporto pittorico."

Dall'osservazione di questi componenti si può dedurre come Irene Falci prenda risolutamente le distanze dall'onirismo erotico dei suoi lavori anteriori, cedendo - all'opposto - spazio alla coscienza di una nuova prassi comunicativa. La rugosità della tela, la nuova particolarità cromatica delle pennellate e la quasi assoluta mancanza del disegno richiamano ad una corrispondenza di "cromatismi assonanti", nei quali si tacitano gli sguardi delle donne raffigurate, non più occhi spalancati in balia della passione erotica, ma serrati in una meditabonda affettuosità pressoché casta. "L'elaborazione di questa nuova rappresentazione ha comportato quindi l'eradicamento della carnalità e della sensualità dalla figura femminile alla quale adesso l'artista dona uno spazio di silenti riflessioni, soavi melanconie e pacate nudità.", chiarisce ancora Daniele Licciardello. Le sue figure femminili sono ora dipinte in ambienti composti e meditativi, ormai lontane da quegli "scompaginamenti erotici" che hanno contrassegnato la sua produzione precedente. Dove antecedentemente l'opposizione e l'ambiguità coesistevano e si commisuravano, ora la prima concede margine alla "conciliazione", e la seconda si sottrae all'equivocità, certificando il congedo dai fragori sensuali del passato.

Irene Falci dona così al visitatore dell'interessante esposizione l'opportunità di rendersi manifesta, illustrando una tappa del proprio percorso esperienziale, accrescendo con questa sua nuova fase pittorica la stretta relazione fra artista e fruitore "all'interno del quale passano nuove informazioni: pudore e non più oscenità, garbo e non più audacia, sobrietà e non più smodatezza, tutte allocate nei rinnovati paradigmi della conoscenza".

Rassegna visiva Vox feminaeorganizzata dalle "Tre Boracce" di Palermo
Irene Falci
Dans les airs
Dove e quando:
Palazzo Fatta, Piazza Marina n.19
Dall'11 al 18 marzo 2010, Orario: ore 19,30
Info:
letre.boracce@libero.it
irenefalci@hotmail.it


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