Giulio Ragni - 16.03.2010
Temevamo il peggio con il nuovo film di Atom Egoyan, regista armeno-canadese tra i più glaciali e pretenziosamente intellettualistici del panorama contemporaneo, e invece questo Chloe, remake del francese Nathalie di qualche anno fa, sebbene non cambierà la storia della settima arte, rappresenta una prova dignitosa che ha i suoi punti di forza nella credibilità delle interpretazioni e nella classe della confezione.
La storia è quella di una coppia in crisi, in cui la moglie, una ritrovata Julianne Moore, sospettando che il marito la tradisca, decide di ingaggiare una prostituta per sedurlo e farsi raccontare nei dettagli i loro incontri sessuali: la vicenda prenderà la piega inaspettata di un triangolo amoroso - con varianti che non riveliamo ma che è facile intuire - che si insinua fra le crepe di una società altoborghese, ritratta nel suo sfacelo morale dietro la maschera di perbenismo, come evidenzia l'epilogo muto, tutto giocato su sguardi e dettagli ben orchestrati al montaggio.
Si diceva degli attori, vero valore aggiunto del film, e se non possiamo che riscontrare un sempre titanico Liam Neeson, tutto sommato poco utilizzato a causa dell'adesione di un punto di vista esclusivamente femminile, l'elemento più interessante è il rapporto dualistico fra la superba Moore e la prostituta Amanda Seyfried, che conferma di essere un vero talento in ascesa: se la prima si esprime soprattutto attraverso il volto, su cui passa una vasta gamma di emozioni, la moglie tradita, la madre inadeguata, i turbamenti dell'eros, il desiderio inappagato, la Chloe del titolo esiste unicamente in quanto corpo, ancor più conturbante perché quello di una ragazza qualunque, esibito con generosità dalla Seyfried e spesso incorniciato da specchi e superfici riflettenti. Il suo ruolo resta però quello più enigmatico e ricco di contraddizioni, quello meno definito in fase di sceneggiatura, e che non a caso si fa carico di banali risvolti thriller che sono la parte meno interessante della pellicola; viceversa funzionano a meraviglia i duetti tra le due attrici, in cui il sesso è soprattutto raccontato piuttosto che visto, e anche se nel film non mancano scene bollenti di amplessi, la forma convince maggiormente quando ad esempio sublima una malinconica masturbazione sotto la doccia con la visualizzazione della fantasia erotica stimolata dai racconti, oppure quando sottolinea lo scorrere del tempo sulla desiderabilità dei corpi maschili e femminili, e le loro diverse percezioni per i protagonisti.
Un prodotto corretto e ben impaginato questo Chloe, tolto il brutto ralenti finale, meno narcisista della pellicola originale e più accessibile di altre opere del regista, a cominciare da quel False verità che potrebbe rappresentare una sorta di dittico con questo film, e che in definitiva vale più per il terzetto d'attori che non per la prevedibilità dell'intreccio.
Chloe
Regia: Atom Egoyan
Cast: Julianne Moore, Amanda Seyfried, Liam Neeson
Produzione: Studio Canal, Montecito Picture Company
Distribuzione: Eagle Picture
Paese: Canada/USA/Francia 2009
Uscita Cinema: 12/03/2010
Genere: Melodramma/Thriller
Durata: 96 Min
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