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[Letteratura] Un Uomo, una Donna

Marica Petti - 13.04.2010

"Carissima Moglie ..." ... "... Amato mio Marito ..."

Un uomo, una donna, apre una porta verso un nuovo modo di vedere e di rapportarsi a qualcosa di perduto, alle radici di ciò che va oltre una semplice storiografia dei fatti. Ci racconta cosa è stato, cosa è successo e di cosa forse succede ora. Queste lettere sono storia vera, vissuta, sofferta, incisa nella memoria del futuro, mostrano quel frammento del passato, emozionante, coinvolgente, amaro e doloroso. Un brivido ci percorre nell'entrare con la mente in quei luoghi, nel vedere con le loro parole la voglia di vivere che spinge a scrivere all'amata, la voglia di farcela, la necessita di emanciparsi per sopravvivere.
500 lettere circa che narrano la storia di un uomo e di una donna nell'arco di tre anni, di un legame che si rafforza e non muore anche se lontano, insegna come la distanza a volte , (non solo in situazione estreme), possa legare, confortare e rafforzarsi, di come una lettera possa salvare la vita.
Un sospiro, l'amore che anche se lontano risulta vicino, palpabile, reale nella sua irrealtà. Giorno per giorno si combatte, si soffre e si aspetta quelle notizie che come la storia insegna alcune volte non arrivano, altre si perdono, altre arrivano in ritardo. Un linguaggio popolare, che impone una attenta lettura su quei sentimenti di gelosia e della paura che sua moglie si perda, degli stati d'animo, del dolore, sull'amore, di quel rispetto sempre mostrato: mai una volgarità alla quale siamo abituati oggi.
Un libro questo che andrebbe studiato e mostrato agli studenti, perché vi è rinchiusa la vita vera della guerra, di persone esiliate che lottano per poter sopravvivere e non lasciarsi andare, della perdita di un figlio, dell'orrore della morte, della fame. Mostrare queste lettere come testimonianza, possiamo pensare che sia quasi un miracolo che queste lettere ci siano giunte e che nello stesso tempo siano state scritte, uno dei tanti motivi sicuramente la difficoltà trovata al fronte e poi una cosa importante non tutti all'epoca sapevano scrivere specialmente le donne.
Le tante lettere sono accompagnate da vecchie foto del fronte, dei soldati e degli stessi protagonisti e delle lettere originali, rende il tutto più vero una rappresentazione quasi teatrale, uno squarcio nel tempo. E benché sia storia, la nostra mente si ribella chiedendosi se veramente tutto questo sia davvero successo e grazie a testimonianze come queste ci portano ad affrontare la realtà dei fatti anche se passati e a non dimenticare. Inutile puntualizzare troppe cose, è un libro che va letto e capito nelle sue parti più intime attraverso le lettere, gli avvenimenti storici, le foto dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale. Questo libro benché tragico, risulta anche un po' favola perché Elisa e Pietro, dopo tante sofferenza, la stanchezza della guerra, si ritroveranno definitivamente e vivranno insieme per molti anni ancora, Elisa darà alla luce quattro figli, l'ultima Rosita come dice il curatore del libro è la fedele custode di questa storia, alla quale siamo profondamente gradi per avercela fatta conoscere

Autore
Giorgio Havis Marchetto, laureato all'Università di Padova nel 1977, è a tal punto innamorato della Val Posina da ricostruire e narrare da anni le vicende accadutevi durate l'occupazione tedesca. Nel 2005 ha pubblicato Seguendo Teppa, Glori e il Turco (Ed. Centro Luccini), nel 2007 Uomini e chiodi (Ed. Stella).

N.B. In collaborazione con Comune di Vicenza - Musei Civici, Musei del Risorgimento e della Resistenza.
Le immagini del libro provengono dall'Archivio Fotografico del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza
Le lettere sono state donate dalla Sig.ra Rosita Caprin proprietaria e depositaria degli originali.

Titolo 1915-1918 - Un uomo, una donna
Autore Giorgio "Havis" Marchetto
Editore Meridiano Zero
Pagine 170
Euro 25,00


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