Marica Petti - 16.04.2010
Scrivere una vera e propria recensione al libro, mi lascia un po' perplessa, perché credo che questo Falso D'Autore vada discusso e capito.
Questo articolo è più una premessa, una presentazione dell'intervista all'autore Vittorio Caratozzolo, che sicuramente riuscirà nelle sue risposte a far comprendere di più il testo e il personaggio, o forse permetterà a una riflessione o considerazione di farsi avanti. È un processo studiato nei suoi più piccoli dettagli, portando alla luce anche alcune problematiche sociale, ma nello stesso tempo risulta esilarante.
Certo il personaggio principale è controverso, c'è chi lo ama, c'è chi lo odia. Lui rappresenta colui e coloro che, senza rispettare il prossimo, abusano del loro potere; purtroppo è una storia vecchia quanto il mondo e di Don Giovanni ne nascono quanto i funghi. Tutto sommato, sotto alcuni punti lo trovo anche divertente e pittoresco, sicuramente ha fantasia. Sono un po' incuriosita dalla sua parte burlesca, se vogliamo, anche se risulta fastidioso. Fatto sta che, se esiste lui/loro, è perché esistono facile prede, persone che amano, forse, farsi abbindolare, corteggiare, truffare per quella vanità ed egocentrismo che porta sempre in situazioni oscure e poco chiare.
Don Giovanni è il peccato, la lussuria, la superbia, la gola ... forse il mondo ha bisogno di lui per odiare o amare, per difenderlo o accusarlo o semplicemente per nascondere le proprie marachelle. Lui, l'esteta, si crea e vive a propria immagine e somiglianza.
Conoscere un personaggio così dal vivo? No, mai! Parlo per me ovviamente, ma leggere la sua vita e "tutti i suoi danni" sì! La storia insegna che dagli errori si impara, specialmente da quei rapporti di potere come il suo: chi domina e chi è sottomesso.
Titolo Processo a Don Giovanni
Autore Vittorio Caratozzolo
Editore Alfredo Guida Editore
Pagine 113
Euro 9,00
Il libro fa parte della collana Autentici Falsi D'autore diretta da Giovanni Casertano
Vittorio Caratozzolo ha scritto altre «Quattro variazioni sul "Don Giovanni"», in attesa di essere messe in scena, disponibili per l'acquisto su www.lulu.com
Questo è invece l'elenco delle sue pubblicazioni più recenti, oltre al Processo a Don Giovanni :
2008
Tras i "Chèdres de na espojizion". / Attraverso i "Quadri di un'esposizione", Istituto Cultura Ladina, Vigo di Fassa, (Ediz. ladina e italiana, con cd audio)
Il testo narra la vicenda di un bambino che, recatosi con la madre in visita all'Ermitage, si perde in una sala e inizia una serie di avventure all'interno dei quadri, con l'aiuto dello Gnomo mussorgskiano. Al termine delle peripezie "attraverso i Quadri", il bambino comprende l'importanza della cooperazione immaginativa tra il fruitore e l'opera d'arte. Messo in scena già 10 volte con accompagnamento di una piccola formazione orchestrale; recensito su "Amadeus", genn. 2009 e "Musica Domani", sett. 2009.
2007
Scrivere come Frankenstein. Esperimenti di chirurgia testuale, Molfetta, La Meridiana. [Contiene numerose proposte, talora bizzarre, di adattamenti drammaturgici di testi letterari classici, compreso un brano dal "Processo a Don Giovanni" e altre variazioni sul tema.]
Il mio quaderno di poesia, Vittorio Veneto, Kellermann. [Dieci celebri poesie illustrate su un quaderno di seconda elementare.]
Valencia, una città-mondo, Milano, Unicopli. [Città contemporanea e città letteraria, sulle tracce dei personaggi di Blasco Ibáñez.]
Parastoria della letteratura italiana. La fantasaggistica e l'impero del verosimile, Napoli, Guida Editore. [Cialtronerie pseudo-saggistiche.]
Viaggiatori in Egitto. Eça de Queiròs, Vicente Blasco Ibàñez, Giuseppe Ungaretti, Torino, Ananke. [Etnocentrismo ed esotismo.]
2006
La finestra sul deserto. A Oriente di Buzzati, Acireale-Roma, Bonanno Editore. [Una profonda e innovativa riflessione filosofica alle radici del celebre romanzo «Il Deserto dei Tartari». Cfr. P. VANELLI, «Studi Buzzatiani», gennaio 2009:
«Il volume di Caratozzolo, La finestra sul deserto - a Oriente di Buzzati (Bonanno Editore, Acireale-Roma, 2006, pagg.178, € 18,00), contiene due illuminanti saggi sul Deserto dei Tartari, che colmano, in modo efficace ed esauriente, un vuoto lasciato dalla critica buzzatiana. Il Bertacchini, ad esempio, scriveva: "il mondo di Buzzati si serve di entrate e di uscite", ma non riusciva a spiegare chiaramente la sua felice intuizione, soprattutto non chiariva quali fossero queste "uscite". Tanta critica poi, dal Pullini al Volpini, ha notato l'influenza determinante di Kafka, certe analogie tra i due scrittori, ma è stata ben poco chiara nell'individuare le ragioni che segnano la distanza di Buzzati dalla visione senza scampo, assurda e nichilista, che è propria dello scrittore praghese.
Ora i due saggi di Caratozzolo rispondono a questi interrogativi. Ma per rispondere, lo studioso intraprende una strada mai battuta dalla critica buzzatiana, e si serve di originali strumenti di analisi, che gli derivano da una sorprendente conoscenza della cultura filosofica e del mondo orientale. Egli cioè sposta l'asse epistemologico dalla letteratura alla filosofia e, geograficamente, dal Nord (dove lo puntano di solito i critici) all'Oriente. Basta scorrere infatti la fittissima bibliografia e si scopre non solo che gli strumenti su cui poggiano le lucide analisi di Caratozzolo sono quasi esclusivamente opere filosofiche, psicologiche ed ermeneutiche, ma anche che abbondano gli studi sulle filosofie e sulle religiosità mistiche orientali."»
G. Vicente, Il Giudice della Beira, Roma, Carocci. [Introduzione, trad. dal portoghese e note.]
Il teatro di Gertrudis Gómez de Avellaneda, Bologna, Il Capitello del Sole, 2003. [Analisi dell'intera opera di una drammaturga ispano-cubana, in voga negli anni '40-'60 del XIX secolo.]
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