Marica Petti - 08.05.2010
È un'opera di Publio Ovidio Nasone poeta romano, è composto in tre libri. I primi due dedicato agli uomini, il terzo alle donne. Con questo Ovidio diventò un po' l'insegnate d'amore. Ovidio considera l'amore come un'arte, questo poema che parla di sesso e seduzione scandalizzo all'epoca l'antica Roma.
Di seguito verrà riportato un frammento della prima parte "L'arte di trovare un'amante" e un frammento della terza parte "Un consiglio alle donne"
L'Arte di trovare un amante e L'arte d'interessarla
Un consiglio alle donne
" ... Spesso un eccitato Cupido abbraccia Bacco, il dio del vino, e da i presenti ancor più vulnerabili. Il vino da coraggio e stimola il desiderio ... Il sorriso appare sulle labbra, il corruccio svanisce, le pene si sciolgono come il ghiaccio al sole ... giovani uomini hanno spesso perso i loro cuori, soccombendo a Venere e Bacco ... Paride ammirò le tre dee alla luce del sole, sotto un cielo sereno, quand'egli scelse Venere. La notte cela i difetti e concede la grazia alla imperfezione. La sera fa bella ogni donna ... Il pallore è la tinta dell'amore, anche se fa pensare ad una malattia. Notti insonni e il male struggente d'amore possono aver provato tutto questo. Per esaudire i tuoi desideri tu devi aver l'aria profondamente triste, affinché si possa dire di te: "è innamorato" ... Non sciupare il piacere d'ambedue con l'eccessiva fretta; controlla l'appassionata impaziente del tuo amore. Carezza la tua donna come lo desidera, cerca di scoprire le parti del suo corpo che maggiormente la eccitano. Tu vedrai tremare lo splendore dei suo occhi quando le scopri. La sentirai sospirare e mormorare per il piacere. Non allontanarti subito, ma continua con le tue carezze. Trasportala a quel parossismo che travolge le vostre anime e vi fa volare insieme alla felice meta. Osserva sempre queste istruzioni quando hai tempo e nessun timore d'essere interrotto ... "
" ... Il prossimo capitolo mi fa arrossire, ma Venere stessa dice:"Quello che vi scandalizza è mia giurisdizione". Sia dunque noto a tutte.
Per far bene all'amore scegli una posizione che metta in rilievo tutto il tuo corpo. Se il tuo volto è bello, giaci supina; se sei più bella vista di spalle, rivela questo lato al tuo uomo. Melanione giaceva con le gambe di Atalanta sulle sue spalle, perché così si rivelava la loro bellezza. Donne piccole dovrebbero cavalcare a cavalcioni sull'uomo. Andromaca, ad esempio, era troppo grande per così con Ettore. Inginocchiati sul letto, col capo leggermente teso se i tuoi fianchi sono molto belli.
Se i tuoi seni e le tue cosce sono giovani e sode, l'uomo dovrebbe restare in piedi mentre tu giaci sul letto. Segui l'esempio di Laodamia e lascia che i tuoi capelli ti ammantino la schiena. Se il tuo ventre non è più liscio perché sei già madre, voltati dall'altra parte, come i guerrieri Parti che fuggivano sui loro cavalli. Infiniti i modi di fare all'amore, ma ricordare, o donne, che il semplice e il meno faticoso è quello di giacere un po' verso destra.
Quando un uomo e una donna congiungono i loro corpi, ambedue dovrebbero mormorare dolci parole d'amore e lanciare piccole grida. Anche se un donna non è naturalmente sensuale, essa dovrebbe ugualmente emettere suoni di piacere per convincere l'uomo che sta godendo l'amplesso.
Ma non posso che sentir pena per ogni donna che non abbia mai questa sorgente di piacere in lei, che è idealmente l'amore dovrebbe offrire la stessa delizia tanto a lui che a lei ..."
Odio la donna che si dà perchè ella / costretta è a darsi, e che insensibile resta / mentre pur va pensando alle sue lane; / amo i gemiti udir che il godimento esprimono di lei: ch'ella mi chiegga / di ritardar, di trattenermi ancora / ch'io vegga della donna inebriata/ gli occhi morenti.
Se fingerai, guarda che la finzion non appaia / ne farà fede il moto e gli stessi sguardi. / ciò che ti piace mostrino le tue parole e l'ansante respiro ... molte cose del vostro corpo è meglio celare ... (sugerisce di non far entrare la luce nella stanza)
A quanto sembra il Finto Orgasmo è vecchio quanto l'uomo ... Visto che ne parla anche Ovidio
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