Marica Petti - 24.04.2010
Matteo Alfonsi nasce a Roma nel 1979. Inizia la sua attività artistica col dipinto tradizionale, inseguito si lascerà catturare dalla filosofia digitale, che prenderà svariate forme e caratterizzerà tutti i tuoi lavori. Nel sintetico ed artificiale, dal 2D al 3D, nel bontage e Fetish ... Matteo Alfonsi costruisce la sua casa ... e la sua sperimentazione.
Vive tra Roma, Milano, Londra e Parigi ... e nel 2009 entra a far parte di Sexy Art Gallery
D: Per iniziare perché proprio un arte erotica legata al Bondage e Fetish? Cosa ti colpisce di più di quest'ultimi.
R: Il bdsm in genere mi da la possibilità di rappresentare certi rapporti di potere in una chiave molto diretta e potenzialmente violenta, questo è interessante per tutti i possibili parallelismi con il modo civile.
D: Il digitale, l'irrealtà dell'immagini, dell'artificiale, cosa rappresenta per te? Perché è così importante nella cultura moderna?
R: Il digitale e l'artificiale sono gli strumenti per il prossimo passaggio evolutivo, l'aspetto naturale/analogico è legato al nostro passato.
Per questo è fondamentale che ogni aspetto della nostra cultura impari ad assimilarli altrimenti il disaggio sarà enorme.
D: La tua ispirazione ho letto che parte questi grandi nomi: Andy Warhol, Tim Burton e David Lynch i film in particolare, mi puoi dire cosa in particolare di ognuno di loro?
R: Warhol lo adoro per la sua superficialità e leggerezza, di Tim Burton mi piace invece il modo trattare l'estetica gotica in maniera infantile e favolosa.
Di Lynch senza dubbio tutto il "non detto", il "non sense" e tutta l'inquietudine che ne scaturisce.
D: I tuoi lavori possono essere la rappresentazione di tante fantasie sessuali, come ti poni tu? È vero che molti artisti tendono a rappresentare ciò che non possono fare? Oppure le loro ossessioni? (premetto la fantasia serve in ogni campo, dall'arte al sesso) ...!!
R: Le fantasie sessuali mi piace veicolarle, mi piacerebbe riuscire a rappresentare anche le più estreme, ma non sono necessariamente anche le mie. Le trovo piuttosto un grande strumento di comunicazione.
D: I tuoi lavori possono rappresentare il rapporto morboso e ambiguo sia nella sessualità che nei rapporti se vogliamo di potere della società d'oggi?
R: Sicuramente, della società di oggi di ieri e probabilmente di domani, non è a caso che ho dedicato una serie di quadri alle donne naziste. L'istinto alla dominazione e alla sottomissione è cosi affascinante proprio perche influenza profondamente i nostri comportamenti all'interno della società.
D: Principalmente assistiamo alla presentazione di donne, tante donne sia umane che non ... perché senti l'esigenza di lavorare su questo tipo di soggetto piuttosto che un altro?
R: Bèh lo trovo molto più divertente!
Ma non è una vera e propria esigenza, mi è capitato anche di rappresentare uomini, trovo solo che la sensualità sia molto più femminile.
D: Ogni tua donna ha un nome ... sono ragazze reali quindi? L'ispirazione dalla realtà che si trasforma in un gioco metamorfico a volte quasi perverso?
R: Molte sono reali, ma mi piace chiamare per nome anche quelle nate digitali, in fondo una volta filtrate attraverso una tecnica di rappresentazione non sono poi molto diverse le une dalle altre... forse la perversione è proprio questa.
D: Corpo ed effetto del corpo femminile, cosa mi puoi dire a riguardo?
R: Se penso al corpo femminile penso alla sinuosità e alla morbidezza , il corpo di una donna è di per sé debole ed innocente è per questo che ha bisogno di "strumenti" se vuole esprimere la sua ferocia ed il suo istinto dominante, questo lo trovo molto erotico.
D: Hai dichiarato in un' intervista:
"ma alcune delle mie influenze sono state colpite da l'ultima musica gotica , soprattutto i suoi elementi stereotipati".
Mi spieghi meglio cosa intendi per elementi stereotipati?
R: Mi ricordo questa affermazione, si riferiva a dei vecchi lavori che giocavano un pò con alcune figure che ormai fanno assolutamente parte dell'immaginario gotico grazie anche all'uso ed abuso che ne è stato fatto, uno per tutti Alice in wonderland ...
D: Dal digitale al 3D perché questo processo? Cosa ti dà una e cosa l'altra?
R: Il percorso non è dal digitale al 3d ma dal 2d al 3d.
Sono entrambi digitali ed il 3d lo è in maniera molto più profonda in quanto si libera anche dalla gestualità analogica del disegnare, che è comunque presente nelle immagini bidimensionali, trasferendo all'elaborazione del pc le restituzione dell'immagine.
Diciamo che il 2d mi da la possibilità di sperimentare più nel campo della grafica mentre con il 3d ho modo di relazionarmi con alcuni elementi che sono invece più propri della fotografia.
D: Il tuo autoritratto stessa scelta stilistica? Ti senti in qualche modo come i tuoi lavori?
R: Bèh l'autoritratto è proprio un occasione per identificarmi con il mio lavoro.
D: Primi piani di volti e corpi, dietro non c'è nulla, uno scenario allusivo, vuoto e pieno, una parete astratta come mai? Alcuni lavori che vidi molto tempo fa invece rappresentavano stanze dal gusto narrativo ... cosa è cambiato?
R: In realtà non è cambiato poi molto, anche le stanze erano in fondo dei gusci vuoti. Mi piace rappresentare i miei protagonisti come i santi di certe rappresentazioni medievali, lo sfondo diventa secondario ed a volte si presta a spunti allegorici.
D: Bianco e nero, colori accessi e fittizi nello stesso tempo pastello, perché?
R: Di solito scelgo i colori in base al carattere del quadro, ma ho una preferenza per i colori pastello che credo si sposino molto bene con l'immaginario fetish, mi piace il contrasto tra l'innocenza dei toni e la costrizione del bondage.
D: Come nasce, si sviluppa e muore un'idea?
R: Ho la tendenza a ragionare per "serie", mi innamoro di un concept generale e lo vado ad illustrare attraverso una serie di situazioni. Di solito tutto il processo creativo avviene nella mia testa finché non arrivo all'idea che so essere quella finale solo allora inizio a concretizzarla. Faccio rarissimamente uso di schizzi e prove, ma questo dipende fondamentalmente dagli strumenti che uso, non ho bisogno di schizzare un idea dal momento che usando mezzi digitali posso tranquillamente modificare il disegno in corso d'opera.
D: Il legame che si crea tra arti figurative, musica e letteratura? Specialmente nella tua arte.
R: Per quanto mi riguarda la letteratura mi ha sempre dato i maggiori spunti illustrativi.
D: Il viaggio quanto ti ha dato?
R: Ogni viaggio è un grande stimolo, ogni spostamento comporta la crisi di un sistema e ti costringe ad ampliare il punto di vista.
Inoltre mi è stato molto utile per studiare da vicino l'ambiente fetish che in Italia è ancora molto modesto.
D: Sei un artista che rappresenta, feticci vari, erotismo e altro, che rapporto hai come persona a tutto questo, ovvero la sessualità in tutte le sue forme?
R: Mi piacciono molto i feticci per il loro carattere un pò infantile, sono una sorta di reincarnazione perversa dei giocattoli di infanzia. Per quanto mi riguarda ho solo un frustino da cavallo.. (hai mai fatto caso a quanto è fetish un negozio di equitazione!?)
D: Raccontami in breve la tua esperienza al Museum of Erotism di Amsterdam.
R: La mostra al museo di Amsterdam è legata alla galleria che tratta alcuni dei miei quadri, la "sexy art gallery", che ha aperto proprio la sua sede nel museo.
Purtroppo non ho potuto partecipare personalmente alla mostra.
D: In Italia oggi, artisticamente cosa manca? E quali sono le difficoltà per gli artisti?
R: Non mancano certo gli artisti, ne conosco tanti e bravissimi. L'Italia è in un momento di imbarazzante appiattimento culturale, che non incoraggia certo la sperimentazione.
D: Riprendendo la domanda precedente il tuo lavoro che dimensione trova in Italia e perché? Ho potuto leggere che la maggior parte delle tue esposizioni sono all'estero ...
R: Per il momento la mia dimensione in Italia è spesso più connessa a certi ambienti ben precisi, più legati al clubbing che al circuito artistico vero e proprio, ho l'impressione che ci sia poca voglia di rischiare da parte delle gallerie, ma soprattutto manca un pubblico educato all'arte.
D: Progetti per il futuro? La tua prossima esposizione?
La prossima esposizione è il 15 maggio a Roma, in collaborazione con il Riot, una nuova serata romana.
Per il momento sono molto interessato a continuare la sperimentazione nella modellazione 3d, mi piacerebbe anche affacciarmi all'animazione, ma è un progetto più a lungo termine.
D: Lasciami se vuoi qualche considerazione, osservazione personale
Ti ringrazio molto per l'intervista.
Io e la redazione ringraziamo Matteo Alfonsi, lasciando tutte le info per poter vedere le sue opere dal vero.
Dove:
Riot Clubbing, Via della lega lombarda 54, P.le delle Province (Roma) Il 15 maggio 2010
Info catalogo
DigitalBondage 1.0 di Matteo Alfonsi "Copyright Matteo Alfonsi (Licenza standard di copyright)
Edizione first edition
Lingua Inglese
Pagine 110
Euro 34,38
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