Marica Petti - 27.04.2010
Mondo Bizzarro Gallery è un luogo alternativo, polo dell'arte contemporanea a Roma. Da sempre presenta artisti di fama internazionale, mondiale e nello stesso tempo scopre e propone la nuova generazione, diverse infatti sono le collaborazione all'estero.
È un luogo d'incontro e scambio culturale di massimo livello. La Gallery è animata dalla corrente pop-surrealism: ... una rappresentazione senza veli del mondo reale di tante verità nascoste, di ciò che viene occultato. Una realtà cruda e paurosa alcune volte immerse in tinte dark ed esoteriche, bagnata di sarcasmo, in un simbolismo a volte ermetico, in un gioco suggestivo ed incredibile che incanta e soggioca lo spettatore, lo immerge, lo ingloba per farne di lui il prossimo attore/soggetto. Una tendenza artistica contrastata a volte snobbata, da quegli stessi occhi avidi nel guardare e da chi disprezza il cinismo: quel cinismo schietto e a volte offensivo nei confronti del mondo. Nasce in California negli anni Ottanta, mentre L'Italia rimane scettica e diffida ...
Sabato 5 Giugno 2010 Mondo Bizzarro Gallery apre le porte ad una nuova esposizione di due artiste straniere: Karine Rougier e Camilla D'Errico. In questa intervista ai curatori andremo a scoprire di più su queste imperdibili esposizioni e sul loro lavoro artistico.
D: Perché "Unire" queste due artiste? Cosa le accomuna?
R: La D'Errico è una delle maggiori esponenti del pop-surrealismo mentre la Rougier è una novità, una fresca scoperta che siamo contenti di far conoscere al nostro pubblico. Mondo Bizzarro Gallery dispone di due spazi espositivi: la Main room, la sala principale, in cui vengono allestite le opere degli artisti più conosciuti, o collettive di particolare rilievo; e la Project room, uno spazio dedicato alle giovani proposte emergenti o a progetti sperimentali. Tra i due spazi c'è una comunicazione, per contrapposizione o somiglianza. In questo caso si tratta di due artiste differenti per scelta stilistica, ma vicine per tecnica, accomunate principalmente dall'uso della linea come elemento espressivo, e dell'immaginario visionario.
D: Cosa l'ha colpita di più di Karine Rougier e Camilla D'Errico e perché?
R: Abbiamo scoperto Karine Rougier durante una visita al Salon du Dessin Contemporain di Parigi, siamo rimasti subito colpiti dalla sua linea dinamica ed originale, reinterpretata in chiave surrealista e dai suoi personaggi al limite dell'onirico visionario. Camilla D'Errico è un'artista già conosciuta e seguita da tempo e finalmente siamo riusciti a darle lo spazio che merita anche in Italia. L'ermeneutica dei suoi personaggi è spiazzante, le sue fanciulle comunicano silenziose, per mezzo della linea leggiadra e dei colori fiochi, un senso di alienazione sessuale forte che appartiene a questa epoca e ricorre spesso nell'iconografia pop surrealista.
D: Queste due esposizioni simultanee cosa rappresentano e in quale modo bisognerebbe rapportarsi?
R: Il nostro unico consiglio è questo: osservare, denudandosi dei pregiudizi. Lasciarsi andare sulla scia di linee, colori e icone che posseggono qualcosa che, nel nostro profondo, ci appartiene.
D: I quadri delle due artiste : la prima più sognatrice, ingenua ma nello stesso quasi realista nella sua irrealtà; l'altra più metamorfica, quasi dissacratoria nella presentazione di una sessualità a volte bizzarra ma così reale; quanto rappresentano il mondo contemporaneo?
R: C'è una forte connotazione contemporanea in entrambe. Le due artiste trattano ed interpretano, secondo la loro personale visione, elementi ricorrenti del pop surrealismo: la sessualità ctonia, che si insinua nelle espressioni indifese di sguardi puerili, la presenza di animali silvestri che accresce la simbologia nascosta del quadro "rebus" e la necessità di evadere, il parallelismo del mondo onirico dove ognuno di noi si rifugia, un mondo in cui elementi appartenenti al reale vengono rivisitati in chiave surreale, attribuendogli nuova vita e nuovi significati.
D: Rispecchiano i temi e le tendenze più importanti dell'arte oggi?
R: Entrambe le artiste sono attuali: la D'Errico è cresciuta con l'industria del fumetto e della pubblicità; la Rougier è, evidentemente, contaminata dagli strumenti comunicazionali dei nuovi media. Le loro tematiche, la sessualità e la visionarietà, affondano con prepotenza le radici nel nuovo millennio.
D: Due giovani artiste quasi coetanee, due modi diversi di rapportarsi all'arte ... quanto ha influito il loro vissuto, il loro paese d'origine secondo lei?
R: L'influenza dell'ambiente che ci circonda è inevitabile: luoghi, famiglia, esperienze... in entrambe riecheggia la terra d'origine, la sensibilità delle origini italiane sopravvive nell'ormai radicato status di canadese doc della D'Errico, cosi come la Rougier, parigina d'adozione, cerca di riportare nelle sue opere la complessità elegante e spudorata della Francia.
D: In che modo ha selezionato e scelto le opere? E da cosa è nato il titolo dell'esposizione?
R: Le opere sono state scelte dalle due artiste, cosi come il titolo dell'esposizione. Abbiamo molto rispetto per il lavoro degli artisti che esponiamo e cerchiamo di interferire nel loro processo creativo il meno possibile.
D: Finalmente due donne, quanto è difficile per donna un'artista emergere in questo ambiente?
R: Credo sia ancora difficile, il mondo dell'arte è ancora misogino. Detto ciò però, non è corretto trasmettere un'immagine vittimistica e patetica del ruolo delle donne artista, ce ne sono e sono molto brave.
Quando le donne riescono a superare lo scoglio del pregiudizio accettando il loro status di artiste con sincerità, sanno essere toccanti e provocatorie anche più degli uomini. Con questo non ci interessa alimentare una sterile competizione di genere, ma solo rimarcare che, se la sensibilità artistica femminile viene ancora giudicata, promossa e acquistata soprattutto da uomini, fatica maggiormente ad essere compresa appieno.
D: Un lavoro artistico di questo genere, quanto è difficile trovarlo di alta qualità, in Italia ad esempio molte volte viene rimpiazzato con un facsimile e di scarsa qualità, cosa hanno in più Camilla e Karine?
R: Camilla e Karine sono due donne con una forte personalità, la loro unicità è palese anche nelle loro opere, le due artiste sono state in grado di trovare il canale giusto per comunicarlo, e noi eravamo semplicemente ricettivi e pronti ad apprezzarlo.
D: Difficile anche esporlo, come mai? Un problema di mentalità?
R: Il pop-surrealismo è una corrente artistica di provenienza americana, attinge enormemente da questa cultura ed è inoltre relativamente giovane. Difficile quindi esportarla in Europa dove l'arte contemporanea ha seguito tendenze e ispirazioni radicalmente diverse.
L'anima stessa del pop-surrealismo è inoltre radicata nella leggerezza, gli stessi temi esistenziali, comuni a tutta l'arte (amore, morte, esperienze personali, analisi sociale), diventano iconici e ironicamente surreali.
In Europa e in Italia, si tende a non prendere troppo sul serio forme d'arte che usano sdrammatizzare o giocare, come invece fanno gli artisti della nostra galleria, raccontando la vita come se fosse un enorme circo dell'assurdo.
D: Quanto è difficile importare gli artisti stranieri ed esportare gli italiani?
R: La difficoltà è principalmente pratica, le spedizioni internazionali, non permettono facilmente a gallerie private l'acquisizione di opere di grandi dimensioni o sculture fragili oltre che pesanti. Di contro però, gli artisti americani sono forse più abituati ai rapporti con le gallerie e ci sembrano più corretti e abili nel promuoversi.
Per l'esportazione il discorso è differente, Mondo Bizzarro rappresenta al momento il lavoro di due scultori italiani, Gabriels e Niba, straordinariamente talentuosi e "bizzarri", ovviamente è più difficile per un italiano esportare un lavoro pop-surrealista, negli Stati Uniti, luogo in cui il movimento si è formato e si sviluppa autonomamente fin dalle origini.
D: Di solito fra curatore e artista, (in alcuni casi ad un quadro in particolare), nasce una specie di legame invisibile, a lei è successo? E con quale lavoro?
R: A me succede spesso con l'arte, è proprio il mio modo di approcciarla, la ricerca di quel legame o di quell'esperienza intima in comune che si comunica attraverso un'opera.
Mi è successo con "The Fly Machine" di Camilla D'Errico, perché è un'opera emozionante, ma anche perché ho una predilezione tutta personale per il tema del volo e dei volatili.
D: "Mondo bizzarro Gallery" è una delle gallerie più importanti, stravaganti, provocatorie che ci sono. In molti cercano di esporre, secondo lei perché? E Cosa le piace di più di Mondo Bizzarro Gallery?
R: Apprezzo l'audacia e lo spirito pionieristico di questa realtà. Mondo Bizzarro è una galleria che ha precorso i tempi, da dieci anni ospita presso la sua sede artisti pop surrealisti internazionali, lavorando con una realtà di nicchia ha corso un rischio che l'ha ripagata nel tempo con la fedeltà e la curiosità di collezionisti e pubblico. L'arte di MB parla alla nostra memoria perduta, comunica con le nostre zone d'ombra, i coraggiosi che hanno deciso di ascoltarle sono diventati nostri clienti affezionati.
Le vorrei porle alcune domande fuori tema, sulla situazione artistica:
D: Nel nostro periodo quali difficoltà incontra un curatore d'esposizione?
R: In tempi di crisi economica è più difficile azzardare proposte coraggiose, si tende alla conservazione, che non aiuta ovviamente la ricerca curatoriale contemporanea.
D: Dal suo punto di vista cosa manca nell'arte italiana? Perché alcune forme d'arte si ricercano all'estero piuttosto che in Italia e nessuno osa investire? Paura? Mentalità?
R: Probabilmente paura e crisi economica a braccetto.
D: La crisi economica e sociale quanto ha inciso nell'arte?
R: Molto.
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