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[Interviste] Rivelazioni Inquietanti

Marica Petti - 04.05.2010

Un gioco sadico, una ricerca di sé dove tutto non è come appare. Il destino che si fa avanti giocando a carte coperte. L'amore che come scrive la stessa scrittrice " ... perché l'amore nasce da dentro e quando arriva non sempre ti chiede il permesso; succede e basta ..."
Rivelazioni Inquietanti descrive e racconta il mistero di qualcosa di oscuro, di una ricerca personale, l'uscire dal proprio piccolo cerchio, osare è la parola d'ordine: un viaggio di scoperta attraverso il coraggio. Rivelazioni Inquietanti: un gioco di potere, l'inganno e la sottomissione sia psicologia che fisica ... nella notte di una magica Venezia.
Un libro semplice e disarmante che incanta il lettore nella storia trasportandolo in saloni barocchi, in riva al mare nel silenzio, in una strada romana pedinati da sconosciuti, in un amore diverso dagli altri ...
Leggendo il libro mi sono posta domande, alle quali la scrittrice Fanny Uva cortesemente ha risposto ... di seguito le sue rivelazioni inquietanti ...

D: Rivelazioni inquietanti come nasce l'idea?
R: Nasce da un racconto che poi qualcuno leggendolo, mi suggerì di approfondirlo perché l'idea era buona per creare qualcosa di più e farlo diventare così un romanzo.

D: La rivelazioni inquietanti cosa sono? Il gioco sadico alla festa? Una realtà sconosciuta o solo il mettersi alla prova e scoprirsi con occhi nuovi o meglio ancora guardare il mondo con occhi diversi?
R: Direi un po' tutte e tre le cose, anche se inizialmente dare un titolo così avvincente nasceva dall'idea d'intrattenere il lettore concentrato sul tema delle rivelazioni, per sorprenderlo poi... Solo scrivendo mi sono resa conto che mi stavo mettendo alla prova con un tema davvero forte e di grande attualità, costringendomi non solo a guardarmi dentro, ma andando oltre la semplice fantasia per poter vestire quel momento di grande verità.

D: In tutto il libro, c'è una ricerca continua di se stessi, di cambiare e andare oltre l'apatica e soprattutto di mettersi alla prova ... ci sono tante affermazioni che lo dimostrano ... spiegami meglio.
R: La ricerca estenuante di ritrovare se stessi, nasce unicamente dalla voglia di affermazione nel mondo in cui vivi, cercando continui stimoli alla vita disordinata ed effimera in cui si è catapultati e forse è proprio per questo che cerco di esprimere con il personaggio di Chiara, andando oltre la semplice visibilità, che nasce dai contrasti forti e risoluti che trova attraverso in tutto il suo percorso, fatto di gesti significativi e anche di grandi delusioni.

D: Chiara instaura rapporti lesbici, un percorso di voglia di libertà, di ricerca, un gioco o solo una infatuazione adolescenziale?
R: All'inizio è un semplice gioco, un richiamo non verbale, costituito unicamente dalle avance di Sissy, scoprendosi poi complice e incuriosita da quello che sente nei suoi confronti, tanto da destabilizzare molte delle sue verità, che fino ad un attimo prima sentiva convincenti.

D: Riprendendo la domanda di prima, il rapporto che creca con Sissy sembra più un gioco con se stessa e con quello che vorrebbe essere, come guardarsi allo specchio. Possibile?
R: Certo, credo sia più la curiosità di capire che cos'è che spinge una donna ad accettare delle avance da un'altra donna al punto di compiacersi rendendosi complice ed amante insieme. Svelare a sé stesse di essere attratte da un corpo femminile non avendo mai avuto nessun tipo di approccio con lo stesso sesso non dev'essere stato facile da comprendere, e viverlo forse è stato l'unico modo per capire fin dove può arrivare l'attrazione per una donna, se di attrazione si tratta o qualcosa di più...

D: Potrebbe rappresentare (il libro) un viaggio introspettivo, con l''incontro scontro con lo sconosciuto, buono o cattivo che sia?
R: All'inizio quando scrivi cerchi di stare il più possibile fuori dalla storia, ma poi ti rendi conto che non è così semplice come sembra, almeno così è stato scrivendo questo romanzo. Perché ti trovi involontariamente catapultata all'interno del romanzo a tu per tu con le storie, i personaggi, le situazioni soffrendo ed emozionandoti con loro. So che può sembrare assurdo però è questo che ho percepito scrivendo questa storia vivendola parola per parola sulla mia pelle.

D: Ci sono alcuni punti che mi interessano e sono:
Lei parla di tre persone in una sera Andrea, Sissy, Marco. Che possono essere il passato, il cambiamento, il futuro ( non con Marco direttamente ma poi con Max, quindi il processo di crescita)
Poi ci sono i 3 rapporti: uno contrastato con la madre; due con il rapporto del padre; tre l'amore e la lettera di Asia.
E infine i vari rapporti di potere, l'ossessione e rigetto per l'alta borghesia, l'ipocrisia e così via ...
Mi spieghi bene questi punti andando per ordine?

R: Il cambiamento che Chiara percepisce attraverso la conoscenza di questi tre personaggi chiave vicino a lei, è il frutto di un percorso fatto d'ingranaggi dolorosi prima, con la morte del padre figura per altro importante che l'accompagnerà in tutto il suo percorso interiore e nella vita di tutti i giorni; poi il contrasto adolescenziale con la madre, infatti appena può sceglie di andare a convivere presto con Andrea il suo compagno, che in realtà credeva fosse amore ma si rese conto con il tempo, che era soltanto l'ennesima scappatoia da una vita che le stava stretta. Poi è la volta di Sissy in cui ritrova la sobrietà, la giovinezza, la spensieratezza, l'audacia e la voglia di trasgredire fino al limite, consapevole del fatto che questa sarà soltanto la fase di un percorso e non di un traguardo finale.
Il rapporto che Chiara ha con l'amore è molto confuso credo sia ancora allo stato embrionale e quell'affetto tanto ricercato e paradossalmente smisurato lo avrà per il suo cane Asia, alla quale dopo la sua morte le dedicherà una lettera dove la parola amore è un concentrato di grande emozione, come a voler sigillare una storia davvero importante così come lo è stata per la morte del padre. La speranza però di trovare quello vero, nonostante queste due perdite immense, non la scoraggeranno a continuare, anzi...
Per quanto riguarda il potere, l'alta borghesia, l'ipocrisia di cui sono affetti, Chiara nonostante sia cresciuta all'interno di questi contesti, ha un rifiuto morboso con essi, un contrasto forte con la quale si confronterà spesso, a cominciare dalla vita famigliare, il rapporto con il suo compagno, il lavoro avuto per via di una raccomandazione a sua insaputa, tutte cose che la spingono a recidere ogni volta un cordone ombelicale diverso, questo per rivendicare la sua personalità in quel mondo di adulti apparentemente idilliaco, ma contornato da squali.

D: Il testo è scritto attraverso la mente della protagonista quindi una sorta di monologo, dove va in un certo senso a spiegare il tutto insieme a tanti dialoghi. Come mai questa scelta stilistica?
R: Sinceramente non avendo mai seguito un corso di scrittura, il percorso fatto è stato del tutto casuale, sentendo poi l'esigenza man mano che scrivevo, di far parlare i protagonisti attraverso dei dialoghi. Così facendo sperimentavo un nuovo modo di comunicare, dando al lettore la sensazione di interagire direttamente con i personaggi, un po' come guardare un film, con l'emozione e le vicissitudini che le pagine di un libro ti accompagnano passo dopo passo, fino alla fine.

D: Dalla storia fuoriesce "il mai dire mai, il niente è scontato, e tutto può succedere" in che modo ti rapporti a tutto questo? E la tua vita personale quanto ha inciso?
R: Devo ammettere che è un motto che uso spesso nella mia vita, quando si verificano dei fatti che mi portano a dover prendere delle decisioni importanti e soprattutto, quando credo non ci sia via d'uscita ad una soluzione mi dico: che nulla è impossibile!!! Esiste una soluzione per tutto, l'ho sperimentato più volte nel corso degli anni, magari non è sempre ciò che mi aspettavo, ma almeno i tentativi fatti non sono mai stati vani e quindi nella vita cero di essere sempre propositiva e positiva di fronte alle difficoltà, serve a non abbattersi ulteriormente, dato che spesso ci facciamo del male da soli e gratuitamente.

D: Amore cos'è? E il sesso?
R: L'amore, bella domanda? Direi una forma completa di appartenenza che ci gratifica, ci fa star bene, lasciandoci a volte in balia di smisurate emozioni che dispensiamo poi a nostra volta per farci amare. Perché credo che pochi saprebbero solo dare senza ricevere. Cerchiamo sempre qualcosa indietro, qualcosa che ci dia la sensazione che non stiamo vivendo di luce riflessa, ma che le persone ci amino per quello che siamo, anche se difficilmente scopriamo che è così. L'amore incondizionato, quelli che tutti vorrebbero almeno una volta nella propria vita, credo che lo riceviamo solo dagli animali, i quali non si aspettano da noi grandi cose, perché loro sanno davvero darci molto senza in cambio il più delle volte, pretendere niente.
Il sesso è meno complicato dell'amore. L'istintività è la cosa più immediata che hai, quella strana sensazione che senti avere per la persona che ti è accanto in quel momento, detto comunemente anche: fattore di pelle; è il grado di percezione che si ha nel comunicare con il corpo quando qualcuno ci piace, il desiderio di sedurlo, di baciarlo, di sentire il suo odore nel passarti accanto e tutto questo, senza necessariamente provare un sentimento. Non ci sono paletti, non siamo costretti a misurarci con la nostra coscienza, non viaggiamo sul filo della razionalità per accorgerci che forse stiamo sbagliando e ci serve un alibi per tornare indietro. Qui siamo di fronte ad una concessione arbitraria dettata dalla nostra istintività e nasce unicamente dal desiderio, dalla passione, che può durare una vita oppure evaporare dopo un unico incontro, con l'estrema convinzione che il tutto è determinato dal solo e puro sesso.

D: Parli del destino nel libro, tu ci credi?
R: Sì, con la maturità acquisita nel corso di questi anni posso dire di credere nel destino, dettata da una serie di episodi che mi hanno volutamente fatto riflettere. Non so cosa ci spinge a credere in esso, quello che è certo è che ti investe di una sensazione strana aumentando la percettibilità delle cose e delle persone, a volte disorientandoti altre, comunicandoti quello stato di grande benessere di cui sei avvolto.

D: Raccontare una realtà sconosciuta, trovarsi al momento sbagliato nel posto giusto? È così?
R: Chi non vorrebbe che fosse sempre così, trovarsi al posto giusto nel momento giusto! Anche questo credo sia un modo di appartenere al destino, non trovi?

D: Hai usato la maschera, come mai? Nasce dal concetto del nascosto come anticipo di un rebus? Di un gioco fatale in una città magica e misteriosa come Venezia?
R: Inizialmente l'idea della maschera in copertina era quella di suggerire al lettore un indizio riguardo al titolo assicurandogli la visione di una trama altamente intrigante in una città come Venezia. Poi mi resi conto scrivendo, che ogni personaggio in realtà indossava volontariamente o involontariamente una maschera e che non necessariamente questo significava avere un'influenza negativa nei rapporti interpersonali, a volte può costituire un semplice passaggio per dar prova di fiducia in se stessi valorizzando la propria posizione nei confronti degli altri.

D: L'orgia come rituale di un libertinaggio settecentesco alla De Sade, il rapporto di potere non solo fisico ma anche mentale ... puoi dirmi qualcosa?
R: Sono sempre stata affascinata dalle letture del Marchese De Sade, nonostante alcune fossero davvero di grande sadismo, quasi illeggibili dal contesto brutale con cui certe situazioni venivano descritte, tanto che si può persino parlare di un periodo storico come le Inquisizioni Spagnole, quando la tortura vigeva come condotto per portare i malcapitati alla ricerca della verità. Però la curiosità andava ben oltre la fantasia e così finivo sempre con il leggere tutto quanto, anche se in realtà il mio istinto libertino non è certo per l'aspetto sadico, direi piuttosto per la sensualità, la complicità, l'erotismo per le situazioni che si consumano come estremo atto di piacere dove il limite concesso è il semplice godere.

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Scrivere questo romanzo è stata un po' una scommessa e tutto sommato posso dire di aver avuto fino ad ora, grandi riconoscimenti da parte dei lettori, dandomi quella carica in più per andare oltre il semplice scritto, aiutandomi a stabilire quel contatto emotivo che ti serve per poter avere le idee chiare e continuare in questo percorso per me davvero straordinario e Speciale!

... Avevo passato gli ultimi anni sopravvivendo alle cose, agli eventi, alle persone, al quotidiano, senza rendermi conto che stavo soprattutto annaspando in una vita che non desideravo vivere ...
... Questa è solo un'altra forma di amore, di sesso, di esaltazione dei sensi, di fronte alla quale non abbiamo bisogno di scuse morali per difenderci o giustificarsi, perché non siamo ree di nessun atto di violenza ma abbiamo semplicemente condiviso insieme un momento d'amore ...


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