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[Interviste] Elisa Cappelli & 99 Desideri Proibiti

Marica Petti - 04.05.2010

La Peccaminosa Regina di Picchi così definire il libro. Nel vero, nella fantasia, nell'erotismo ... attraverso immagini di sesso estremo, di possessione fisica e mentale. Un gioco perverso ma esaltante ed eccitante, dove immagine e parola si unisco creando sinergie parlanti. 99 desideri che portano all'infinito lo sguardo del desiderio, senza peccato, senza scendere nell'abisso, senza essere definiti pervertiti ... Un gioco fantastico dove si può ritrovare e sentire la potenza del sesso che si trasforma in energia vitale. Ma fate attenzione non tutto è fantasia ...
Il mio peccato preferito il 36 Masks, un gioco settecentesco dal gusto quasi macabro, perverso e baracco sotto una luna maschera voyeuristica.
Di seguito leggere l'intervista ad Elisa Cappelli autrice dei testi. Una intervista piacevole e mai scontata ... che può aprire le menti per una nuova possibile visione.
Buona lettura.

D: Come è nata questa collaborazione?
R: Cercavo un editore per un libro di poesie erotiche su e per l'uomo e, nel frattempo mi stavo trasferendo a Roma, dove ho conosciuto Cristiano Armati, quando ancora lui lavorava alla Purple Press. Davanti a un caffé, abbiamo deciso insieme che era meglio aspettare per le poesie (e puoi immaginare il perché, visto lo stato di salute della poesia in Italia). È stato lui a propormi la collaborazione con Cristina, che conoscevo come autrice di Chiudi gli occhi.

D: Perché proprio 99 desideri? Il 99 ha un significato in particolare? Mi verrebbe di pensare di si, anche se manca un 9 ... oppure è una sorta di prova del 9? Come vedi è tutto un gioco di 9.
R: Trovo che il numero 99 sia come prendere un bel respiro, stai lì appeso fino alla cifra tonda. E l'erotismo c'entra molto con il gioco in generale, specie con quello del ritardare.

D: Attimi, frasi, pensieri, può apparire come un monologo di una donna/uomo metamorfica, inoltre i testi sono poesia, immagini e sensazioni paralleli, in alcuni casi reali altri quasi più psicadelici. Non solo, non sono mai volgari nel senso stretto del termine. Come mai questa scelta stilistica (sempre se così si può definire).
R: Le immagini che prendono forma nella testa vogliono quelle parole e non altre, per cui non scelgo io. A questo aggiungi che ogni scrittore ha il peso e l'onore di darci sotto di calamaio sempre tenendo presente che alle spalle ha giganti, che abbiano parlato, per dire, di ardore, Cavalcanti, o dell'attesa sul farsi della vita, penso a Buzzati. E sono solo due dal mazzo oceanico, senza calcolare la letteratura straniera.

D: VoYEUerismo cos'è? Questo libro un po' lo è!
R: È intimità nel senso profondo. Perché voler guardare è anche conoscersi. Anche guardarsi mentre ci si tocca. O guardare l'altra persona mentre questi si tocca. Poi la coppia decide come e se estendere la cosa. Certe voci, di persone o di vocabolari, la chiamano deviazione. Ma non ho mai capito la parola "deviazione", presuppone deviare rispetto a qualcosa, ma rispetto a cosa? Cosa c'è di stabilito nel piacere?
Poi con la tua domanda mi fatto venire in mente che chi legge un libro è anche un po' un voyeur. Io la prima volta che ho letto D.H. Lawrence mi sono eccitata nel "guardare" fare sesso la Lady Chatterly e Mellors. Spero capiti la stessa cosa a chi avrà in mano i 99 desideri.

D: " ... Tutti siamo pudori offesi ... " perché? E cos'è per te il pudore?
R: Il sesso è un energia, ma questa verità è coperta da "sporcizia" derivante da società costruita sul senso di colpa unita a religione come istituzione. La frase vorrebbe prendere in giro la sporcizia di cui sopra.

D: " ... una vetrata erotica ... "Mi sono piaciute molto queste due parole. Allora ti chiedo il mondo oggi rispecchia questa affermazione? In fin dei conti siamo tante vetrate erotiche umane che regalano continuamente "imput" erotici ma anche stereotipi da seguire, uno schema di bellezza. Ti premetto che dal mio punto di vista l'erotico in molti casi è associato solo a un tipo di bella standardizzata. Il problema è: lo si usa male! Forse manca qualcosa e forse non è proprio vero. Secondo te?
R: Provo a rispondere. Erotico è sofisticato incontro di anime. Manca il rito secondo me, in ogni cosa, va scemando il gusto del sacrificio, inteso come render sacro ... (Imput: intendendo questa parola come stimolo)

D: Il potere del sesso, tutti lo voglio, in pochi lo possiedono, in pochissimi lo sanno usare. Perché nel caso tu sia d'accordo.
R: Sesso non è potere. È potenza. Si confonde potere con potenza (vedi culto dell'erezione o l'orgasmo a tutti i costi, vedi scandali dei politici). La potenza è di chi si chiede, si indaga e ascoltando se stesso, ha il cuore aperto all'altro. Un'apertura che va ben al di là di quella delle gambe.

D: Il sesso più psicologico o più fisico, mi spiego meglio con una mentalità più tantrica e orientale o più occidentale ed estrema al bdsm? Dal tuo scritto, appare una carica molto forte, anche violenta ma sempre molto celebrale ...
R: Quel che trovo di erotico in rete o in letteratura ha in molti casi una carica dannata per forza, cupa, scura, morbosa. Io direi, invece...sesso luminoso, olistico, mente-corpo, sinapsi-gesto.

D: Uscire allo scoperto, riscoprire il corpo ... come ti pone questa affermazione.
R: Quando iniziai a praticare arti marziali, anni fa -parlo delle prime lezioni da allieva- avevo accelerazioni cardiache, ero ferma dalla vita in giù, sconnessa. Riscoprire il corpo vuol dire anche avere consapevolezza di un gesto singolo. Sapere che tu sei tanto le tue mani quanto la tua fica.

D: La fantasia quanto è importante? E quanto è più importante renderla reale? In alcuni casi alcune fantasie possono però essere molto pericolose! (Secondo me la fantasia e la sua realizzazione sono alle basi della vita)
R: La fantasia è vitale. E quando ha per alleata la voglia di trovare soluzioni creative diventa reale. Ed è una delle cose degli umani che trovo divina.

D: Nel tuo blog hai affermato:" "Sedurre" è un verbo che indica il condurre fuori da un qualche bene con la b grande. "Delirio", poi, è l'allontanamento dal solco." Puoi spiegarci meglio questa affermazione e questo legame di sedurre e delirio?
R: Mi ricollego alla domanda precedente. Delirio come uscire fuori è pari a fantasia, che è immagine, qualcosa che esce fuori. La seduzione, la fantasia e il delirio portano fuori quello che hai dentro. Ecco, il dentro e il fuori dialogano di continuo, sedurre qualcuno o essere sedotti smuove la fantasia e ti fa delirare; allo stesso tempo, ti dice molto su chi sei dentro.

D: Romantico ed erotico ... anche tu lo affermi, in molti pensano che sia in contrapposizione perché? È un problema di mentalità? Nasce da ciò che ci mostrano ogni giorno in Tv attraverso i film? Dalle fiabe non direi visto che in molte sono violente, ovviamente parlo delle originali non della Disney.
R: Non so perché si sia creata questa scissione. Mi fa anche soffrire parecchio. Forse dobbiamo rileggere certe cose, vedere certi film. Ma non c'è da scavare così indietro, poi. Ferro 3 non è un film così vecchio, voglio dire...

D: Si mormora che la rivoluzione sessuale, sia sta una sorta di liberazione specialmente per le donne, in realtà non è vero nel senso più ampio. Tu affermi: "C'è da fare marcia indietro per andare avanti nel senso dell'erotico." Cosa intendi?
R: Vado spesso a festival di letteratura. A un certo punto c'è sempre qualcuna/o che inizia a parlare di scrittura femminile contrapposta a quella maschile. Io so che se posso anche solo pensare di mettermi a scrivere nella "stanza tutta per me" lo devo a Virginia Woolf e a molte donne di cui non conosco i nomi. A loro sono infinitamente grata. Ma dobbiamo andare avanti. La scrittura è scrittura. Diresti mai che un passo di danza, una pennellata, una foto sono più maschili che non femminili o viceversa?

D: Donna / peccato / erotismo
Sesso / potere / religione ... cosa ne pensi? Dammi una definizione se puoi, in fin dei conti il sesso sta al potere come il potere sta alle religioni ...

R: Il sesso ha a che fare con la vita, influisce sul piacere di vivere, vale per la donna quanto per l'uomo. La religione, nel senso profondo, è un chiedersi dell'esser umano sul senso di questo stare in vita. Il potere stravolge il significato genuino di sesso e religione. Ma sono pensieri ad ampio raggio, che funzionano fino a un certo punto. C'è la vita singola, il modo in cui ci si rapporta all'altro, si gestiscono le responsabilità e la maniera in cui si fa i conti con la fede, ammesso che si trovi la forza per averne.

D: Da scrittrice donna, quanto è cambiato nella sessualità femminile, e quanto bisogna ancora fare?
R: Posso dire che le donne che conosco si ascoltano e ascoltano molto, o comunque la ricerca e gli sforzi vanno in quel senso. Però i discorsi di genere non li so fare. C'è un po' di maschile nel femminile e viceversa.

D: E nella scrittura? Ultimamente molto donne scrivono erotico, tu credi che questo sia una esigenza di mostrarsi ed emergere?
R: Può esser di tutto. Il rischio si schianta sui lettori. Nessuno vorrebbe trovarsi a leggere un libro di ricette scritto da una che non sa cucinare ma va fiera del suo bel grembiulino.

D: Il mondo cambia, la sessualità anche, il modo di scrivere al femminile si evolve, eppure ogni 3 passi avanti se ne fanno 6 indietro. Il corpo femminile è ancora usato come oggetto, la televisione costantemente ci fornisce archetipi sbagliati da seguire, la cultura si ridicolizza e si butta letteralmente nel cesso il cervello femminile ... ecc ... Tutto questo mostrare immagini di donne erotiche, in alcuni casi molto porche (perché questo che la maggior parte delle persone pensa) non credi che forse può in qualche modo continuare (non a danneggiare quello lo, è già di suo) bloccare un processo di crescita? Anche se è il sistema sociale mondiale che lo vuole in modo bulimico?
R: Tutto vero. Rimbocchiamoci le maniche. I pensieri formano la realtà, se proviamo a pensarla diversa, magari qualcosa accade. Prima di tutto, smettiamo di graffiarci tra donne anche quando non è necessario, per dire. E rileggiamo i poeti, ascoltiamo radio, riascoltiamo i profeti che hanno "visto" prima. Youtube, due clic e c'è Pasolini che ci dice che dobbiamo difendere i vari nostri modi di essere uomini, non candidarci alla morte dell'anima appiattendoci contro uno schermo.

D: Ho letto alcune poesie pagane ... interessanti, c'è comunque un forte senso di disagio, di violenza che vorrebbe uscire e non sempre ci riesce, rabbia ... in alcuni momenti una sorta di accettazione ma in tutto questo c'è la presa di coscienza di dire Io sono così prendere o lasciare ... un carattere forte e audace.
R: Ho una cara amica che mi "massacra", specie sul fronte che hai messo in evidenza tu: lei azzanna questo ego che addita e rischia di arroccarsi; certe volte, mi viviseziona proprio le frasi, dopo la lettura. Lì per lì la odio, mi incupisco, affilo gli aculei. Poi comprendo, prendo con me. Detto inter nos, qualsiasi cosa potrò dare o fare per esprimerle il mio GRAZIE rispetto questa cosa immensa che fa per me, non sarà mai abbastanza, credo. Non basterebbero regali, chiavi, sorprese, biglietti aerei, cene, niente di tutto questo.

D: Il tuo libro preferito? Da cosa prendi ispirazioni?
R: Pasolini diceva che la bellezza di un libro si misura in base all'aumento di vitalità che esso procura a chi legge. A me questo effetto lo fanno tanto i libri di Borges quanto i racconti di Alice Munro o di Miranda July, le poesie di Mariangela Gualtieri o quelle della Wislawa Szymborska. Però, Raymond Carver, ecco, Carver mi sta dentro in un modo fitto, pazzesco. Quanto all'ispirazione, la prendo dalle città, dalla natura, dalla rete, da Current TV, da Radio 3 Rai, dai simboli, dai coreografi, dai registi, dai fotografi, dai pittori, dalle cose che mi capitano, da un racconto che tu potresti fare ora a me e che magari mi procura immagini che mi tornano su quando meno me l'aspetto e che chiedono di esser messe in parole.

D: Esiste un legame fra scrittura e immagine, che in molti hanno usato, per te cosa significa e quanto è importante?
R: Vitale. L'immagine ti chiede di essere scritta; poi sei lì a fare i conti con quanto quelle parole abbiano evocato, certe volte esattamente come volevi, altre volte no. Ma scrivere è un mestiere e comprende anche questo.

D: Filosofia e arti marziali ... Progetti per il futuro? Hai qualcosa in pentola che bolle che vuoi dirci? Ovviamente ti seguirò/seguiremo nel tuo blog.
R: Un libro di racconti e "Anatomia virile" sono in attesa di editore. Poi gireremo per l'Italia, io e una violinista formidabile: noi due e il suo strumento siamo una cosa strana che si chiama Interplay e ci esibiamo nelle osterie, nei caffè letterari con una specie di spettacolino, altrettanto strano. Nel frattempo, in pentola bolle un romanzo, organico, denso. Una bella sfida, se A)Scrivi per immagini e lampi B) Devi mantenerti. Per ora sto facendo come Penelope che disfa la tela di continuo. Ma non dispero, sotto c'è un'intenzione forte. Per quanto riguarda la filosofia e le arti marziali, quelle stanno nella vita, la mia, e in qualche modo credo siano la vita, nel senso che si basano su imprevisto, assestamento, necessità di cedere e reagire spendendo solo le energie indispensabili. In una parola, sono la metafora della vita, ecco, sì, appunto, la vita.

D: Puoi lasciare se vuole un tuo giudizio, commento personale ...
Interviste. Alcune le ho "subite", altre le ho fatte io stessa. Il rischio mi è sempre parso quello di cadere nella domanda banale. Pericolo aggirato con classe. Grazie quindi per le osservazioni interessanti che hanno preceduto i punti interrogativi.

N.B le foto sono delle fotografa Francesca Remorini


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