Marica Petti - 05.05.2010
Come vuole la storia raccontata nel libro "L'Amore al tempo della mail", anche io ho giocato in questa intervista virtuale con lo scrittore Carlo Picco che gentilmente è stato al gioco
Anche noi come i personaggi abbiamo domandato e risposto a quesiti e modi differenti di pensare, senza tralasciare le somiglianze.
Spunti interessanti sulle nuove affinità elettive che si creano tra le persone in un rapporto virtuale, peccato che le sensazioni che trasmette una lettera cartacea come descrive appunto l'autore in questa intervista, stanno svanendo. L'impalpabile della diversità, della autenticità del vivere nel virtuale che diventa reale e il reale che diventa virtuale. Il virtuale che prende sempre di più il sopravvento sulla vita, nei rapporti interpersonali ... un nuovo modo di conoscersi, di scambiare informazioni ... ma nello stesso tempo la solitudine e l'isolamento che si amplifica attraverso un Clikc. Appare così una nuova corrispondenza attraverso email, immagini, fotografie di luoghi lontani che si trasforma in molti casi un labirinto mentale e psicologico, dove si può creare l'inganno attraverso la creazione di un nuovo personaggio ... e dove il rapporto non più venere contro/con marte o marte contro/con venere, ma una mente contro e con un'altra mente.
Un libro che racconta una / le storie del terzo millennio ... ma fate attenzione, anche qui il primo amore non si scorda mai, come afferma Claudio il protagonista " Incontrata, amata e mai più dimenticata"
Buona lettera dell'intervista virtuale.
D: Per iniziare: come nasce l'idea di questo libro?
R: Aver vissuto una vicenda epistolare telematica ricca e stimolante, essersi impegnati per dire qualcosa di originale, di sincero, di spontaneo mi ha spinto a rileggere più volte quanto era stato scritto, a desiderare di ordinare meglio il materiale. Una volta compattato e rivisto mi è sembrato che ne fosse derivata una storia forse degna di essere pubblicata e, acquisito il parere di Lei, mi sono messo in cerca dell'editore.
D: La diffusione di massa di internet ha portato a dei grandi cambiamenti sociali, secondo lei questo cosa comporterà e cosa ha già compromesso? Ad esempio nei fattori negativi possiamo trovare l'isolamento, la percezione sbagliata della realtà, la dipendenza .....
R: Tutto vero, la rete costituisce, e credo che tutti ne siano consapevoli, un'occasione comunicativa assolutamente straordinaria così come un pericolo forte di alienazione, la vicenda che descrivo però dimostra, a mio avviso, come sia possibile vivere internet in maniera prevalentemente costruttiva, sfruttandone le possibilità ma piegandola a mero strumento di comunicazione rapida, in questo non differisce da un rapporto epistolare postale tradizionale se non per la velocità di interazione.
D: I rapporti virtuali su alcuni punti di vista possono diventare quasi ossessivi e morbosi nel momento in cui nasce una relazione mentale più che fisica, questo porta ad instaurarsi un legame molto più intrigante e pericoloso lei cosa ne pensa? (Io preferisco quello mentale ad esempio che sfocia poi in altro ma questi sono punti di vista)
R: Il rapporto virtuale inverte i canoni stessi della conoscenza; nel mondo reale prima valuti la fisicità e anche l'eventuale meccanismo seduttivo mentale si avvale comunque di aspetti e stimoli complementari quali la gestualità, gli sguardi, il tono della voce ecc.. Questo nel mondo virtuale viene completamente a mancare e l'affinità delle menti, la complicità delle emozioni è tutta mediata dalla scrittura e di conseguenza il legame diviene fortemente cerebrale. La rete è comunque multimediale e strumenti quali le immagini e le web cam introducono ancora delle varianti su questo tema. Nella storia da me descritta l'attrazione fisica mediata dalle fotografie scambiate assume un peso rilevante e uno stimolo forte a far decollare il piano della realtà, come poi è stato.
D: Anche il modo di fare sesso è cambiato, nel libro ad esempio no, perché i protagonisti s'incontrano. È possibile che questa tecnologia porti a uno stravolgimento completo? Alcune persone preferiscono un sesso virtuale invece di quello fisico sono in molti ad ammettere di preferirlo.
R: Su questo argomento potrei dire delle banalità non essendo un sessuologo, credo che nel melting pot sociale che stiamo vivendo dove si sono persi molti punti di riferimento, ruoli, certezze, il sesso virtuale rappresenti una sponda rassicurante soprattutto per il maschio, sempre ardito quando c'è da esprimere una sessualità goliardica sul piano delle intenzioni, ma assai più timoroso di confrontarsi con la donna moderna, disinibita e sicura di se, quando si tratta di passare ai fatti. Ma anche la donna fatica meno, nell'anonimato, a liberare le sue fantasie erotiche da sempre viste socialmente con sospetto.
D: L'amore, la sessualità come è cambiato?
R: L'amore credo sia immortale e immutabile.
La sessualità è cambiata molto, si è affrancata dall'aura di peccato assumendo i contorni della quotidianità di facile esazione ma perdendo molto del fascino del proibito. Viviamo continuamente bombardati di stimoli sessuali e questo comporta un effetto Pace Maker sul desiderio, con la ricerca esasperata di frontiere sempre più tecniciste (vedi i vari gadget da pornoshop) o sperimentazioni asettiche di perversioni che ben poco hanno, a mio vedere, a che spartire con l'erotismo. Bisogna avere almeno più di 40 anni per ricordare quanto fosse difficile la conquista e il grande coinvolgimento emotivo che comunque ne derivava.
D: Il significato di scrivere lettere è cambiato o è rimasto immutato? Da una lettera cartacea ad una lettera virtuale lei cosa preferisce?
R: La lettera cartacea se parliamo di amanti è un feticcio, l'attesa, la materia, la possibilità di inumidirla con una goccia di profumo, la calligrafia, il formato, l'ingiallimento col trascorrere del tempo, sono altrettanti elementi di romanticismo.
La mail ha il pregio dell'immediatezza, arriva quando serve, coglie l'attimo, permette di mantenere viva l'attenzione, consente repliche che a distanza di settimane non avrebbero più significato.
D: La scrittura si è modificata con i tempi, alcuni fattori è la tecnologia (è sempre sotto processo) che ha in qualche modo sterilizzato e ristretto il linguaggio con abbreviazioni incomprensibili e molto più gergali, quali sono le differenze?
R: Le abbreviazioni, il gergo giovanile (a volte mi trovo ad ammirare ragazzini il cui pollice scorre in automatico, con una rapidità inarrivabile, la tastiera del cellulare) sono più propri degli sms o delle chat, le mail vengono utilizzate principalmente come informative o strumenti di lavoro, tutto questo certamente ha una sua vivacità e modernità ma comporta un pericoloso impoverimento della lingua tant'è vero che molti vocaboli sono a rischio estinzione. Credo che la scuola dovrebbe fare di più in questo senso obbligando i ragazzi a percorsi didattici più orientati verso la capacità di utilizzare con disinvoltura e appropriatezza i vocaboli anche più complessi.
D: Le persone giocano con la realtà e il virtuale lo rende possibile, questo in molti casi è dovuta ad una non- accettazione di se stessi che porta a crearsi avatar sempre più perfetti e super bellissimi, lei cosa ne pensa considerando che ha appunto inserito il piccolo inganno di Claudio che nasconde la sua età.
R: Vero, basti pensare il successo di situazioni virtuali come Second Life, il narcisismo trova terreno fertile nel virtuale, ma poi anche per Claudio i nodi vengono al pettine, però l'inganno è servito perché diversamente forse sarebbe stato impossibile iniziare la storia sulla semplice base anagrafica mentre una volta catturata l'attenzione è più facile l'accettazione quindi non mi sento di criticare in assoluto il meccanismo 
D: La società di oggi rispecchia il concetto di un "nikname" senza foto, infatti le persone rimangono sole e diventano un po' fantasmi gli uni con gli altri ... è vero quindi che abbiamo uno stravolgimento e un cambiamento che supera un po' l'individualismo e che forse va oltre? Considerando che la maggior parte delle persone non vedono neanche loro stesse perdendo la dignità ed intelletto.
R: Per molte persone la vita quotidiana è avara di soddisfazioni, lontana dagli stereotipi proposti, depauperata dai valori etici la società procede verso la spersonalizzazione che forse altro non è che una forma esasperata ed estrema di individualismo.
D: La sua curiosità porta Claudio ad osare ... in una corrispondenza fra due generazioni differenze, questo nel reale quanto sarebbe stato più facile o più difficile?
R: In questo credo che conti molto la sensibilità individuale, le propensioni, nel virtuale come nel reale.
D: Internet è una macchina bulimica che in modo o nell'altro ingloba tutti senza distinzione, si può dire, che forse, è l'unica cosa diplomatica sulla faccia della terra, questo però, porta le persone a trasformarsi a sua immagine. Il problema vero e reale qual è?
R: Internet è l'essenza stessa dell'evoluzione dei tempi, è una rivoluzione e come tutte le rivoluzioni dispiegherà i suoi effetti nel futuro della storia e solo a posteriori si potranno fare delle valutazioni sensate.
D: Ha mai provato un' esperienza simile ? Se si, cosa ha provato e cosa le ha lasciato? Se no, perché? Io si, ad esempio. Ho trovato un cambiamento enorme nei rapporti virtuali di 14 anni fa. Almeno quelli della mia generazione, cercava un incontro non solo fisico ma anche molto celebrale mettiamola così, oggi invece l'incontro virtuale porta quasi sempre almeno fra i più giovani a un incontro e di conseguenza al sesso.
R: Il pericolo come giustamente sottolineava Lei non è tanto la facilitazione dell'incontro e dell'atto sessuale quanto che ci si rinchiuda in un mondo virtuale fatto di cam, di messenger e sotanzialmente solo di autoerotismo
D: Internet è una vera e propria filosofia di vita?
Per molti è una dipendenza, per altri uno strumento, diventa prossimo alla filosofia solo se considerato su scala sociale come veicolo di libertà laddove essa è negata.
D: Una curiosità perché dalla medicina a un testo "sull'amore al tempo delle mail"?
R: In tutti noi alberga uno scrittore perché tutti abbiamo qualcosa da dire, una storia da raccontare, indipendentemente credo dal mestiere o professione si svolga.
La medicina forse più di altre professioni liberali ti avvicina alla sfera intima delle persone e questo se fatto con passione e con deontologia ti arricchisce molto.
D: Cosa ha provato a rispondere a questa intervista virtuale? Cosa è mancato secondo lei?
R: Le posso dire cosa non è mancata: la curiosità di conoscere la mia interlocutrice.
Autore
Carlo Picco nasce a Susa e nella valle omonima trascorre i primi anni della sua infanzia, attorno ai 6 anni la famiglia si trasferisce a Torino (dove risiede tutt'ora) città che impara ad amare in maniera viscerale e critica insieme. Dopo il diploma di maturità scientifica conseguito presso il Liceo Galileo Ferraris di Torino si Laurea in Medicina e Chirurgia e consegue le specializzazioni in Medicina Legale e in Medicina dello Sport. E' appassionato di montagna e di sport invernali, coltiva studi di letteratura ed esoterici. Ha pubblicato numerosi articoli su riviste scientifiche e divulgazioni e ha contriubuto come coautore al libro Sport e Doping Riflessioni edito da Priuli e Verlucca
nel 2009
N.B. "L'amore al tempo delle mail" non solo è presente al Salone di Torino, insieme ad altre novità della Todariana Editrice, nello stand dell'Associazione Editori Indipendenti FIDARE, ma il 12 maggio avrà a sua disposizione una sala per una presentazione sempre al Salone di Torino.
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