Marica Petti - 07.05.2010
Camilla D'Errico un'artista di fama mondiale. I suoi lavori esprimono e comunicano, giocano e vivono in un mondo fantastico di sentimenti reali. Un magnifico mondo onirico di sensazioni che esplodono con forza e grazia in una linea pura e in occhi che comunicano l'invisibile e le metamorfosi del mondo.
Attraverso questa intervista gentilmente concessa dall'artista, scopriremo qualcosa di più di Camilla D'Errico e del suo mondo ... grazie anche all'esposizione Tributo a Leonardo Da Vinci
D: Come nasce l'idea del titolo della mostra "Il Codice d'Errico"?
R: Le opere che presento a Roma traggono ispirazione da Leonardo da Vinci e, in particolare, dalle sue invenzioni e dai progetti meccanici. Tutti i lavori hanno un significato ben preciso e un 'codice' mio molto particolare. Quindi mi sembrava naturale, visto che è stato proprio Leonardo ad ispirarmi, titolare la mostra, "Il Codice d'Errico".
D: I suoi lavori sono attimi, storie tra il reale e il fantastico, una rappresentazione di un mondo onirico e metamorfico e, nello stesso tempo, sensuale. Quanto tutto questo può essere considerato un suo autoritratto?
R: Tutti i miei dipinti sono riflessioni su me stessa e sulle mie emozioni, desideri, fantasie, esperienze, speranze e sconfitte. Quando lavoro mi lascio andare pienamente alle emozioni e lascio correre i pensieri e l'immaginazione. C'è molto di me in ogni opera che creo.
D: Una linea pulita, semplice, elegante ma non per questo meno forte ... una ricerca della perfezione! Niente è superfluo, tutto è equilibrato: dal colore, alla composizione. Tutto ciò rientra nel concetto artistico giapponese, nel pensiero del vuoto e del pieno. Lei cosa ne pensa? Come si approccia a tutto questo?
R: In questo senso l'utilizzo dello spazio bianco è una parte essenziale del dipinto. Ed è la tela nuda, che svelo agli occhi di chi guarda, che si completa con il nero. La composizione è un altro fattore importante per quanto riguarda questa tecnica perché, lavorando con uno "spietato" bianco e nero, diventa fondamentale per il lavoro. Il ritmo e l'equilibrio della composizione, dati dagli spazi bianchi e dagli intrecci delle fluide linee nere, attirano lo sguardo, e lo spettatore stesso, all'interno del quadro."
D: La nascita, la crescita e la morte di una idea ...
R: Questa è una parte naturale del processo creativo, ma è anche frustrante. Noi artisti dobbiamo capire le nostre idee, e comprendere se funzioneranno o meno. Ho uno sketchbook pieno di idee divertenti, ma non ideali per il tema che voglio sviluppare.
D: Nei lavori per la mostra "Il Codice D'Errico", i quadri presentano o sembrano (si lascia una libera interpretazione) tante modelle impalpabili che posano per qualche scienziato matto, così sensuali e ammiccanti: nascono ... giocano ... aspettano...
R: Si potrebbe dire che le mie ‘girls' sono nate dalla mia "scienza matta". Esse sono un elemento importantissimo nei miei temi ed ognuna è libera di essere se stessa nei dipinti, sono quindi aperte ad un mondo di interpretazioni (le interpretazioni degli altri, inteso). Mi diverto a dar vita ad ognuna con il mio pennello e spero che vengano viste come creature viventi: in questo caso sono libere di essere espressive così come lo siamo noi.
D: Ho notato che alcuni lavori, in genere, presentano (almeno per me) l'attesa di qualcosa che c'è ma non si vede. Frammenti che comunicano qualcosa, un qualcosa che però rimane "fumo", imprendibile. È possibile?
R: Ho lasciato le mie impronte su questi dipinti, in modo impercettibile e non invadente. Ho creato così la possibilità per tutti di vedere sempre qualcosa di diverso nei miei lavori.
D: Il concetto di gioco, di divertimento cos'è per lei?
R: Per me giocare significa essere libera di essere me stessa e di poter condividere questa mia condizione con gli altri. "Avere", invece, per me significa amare e mostrare questo amore nei miei lavori.
D: Nei suoi lavori cosa rappresenta la donna? Benché sensuale e romantica, possiede carattere e forza.
R: Essere donna vuol dire essere complessa. Le donne hanno una sensibilità che mostrano apertamente e per questo spesso sono considerate deboli. La verità è che siamo anche forti e feroci. Le mie donne dimostrano questa forza nello sguardo. Si possono vedere diverse espressioni nei loro occhi: morbidezza, tristezza, amore, forza, desiderio. Queste emozioni sono tutte parti della nostra complessità.
D: Il legame tra letteratura, pittura ... romanticismo.
R: Ci sono molteplici emozioni nelle opere d'arte, ma penso che quella che ci colpisce di più è l'amore. Anche la letteratura è piena di archetipi di trame, ma le più notevoli e memorabili sono quelle basate sull'amore. Non posso fare a meno di notare come l'amore sia il filo rosso che lega il destino dell'arte e della letteratura. Noi tutti desideriamo un amore che faccia muovere le stelle. È un'emozione di cui siamo sempre alla ricerca.
D: Il manga, a lei molto caro, possiede una forza espressiva non indifferente e, forse, è una crescita allo stato limite delle vecchie stampe; quale secondo lei è la forma d'arte che in questo momento ha la stessa carica?
R: L'espressività dei personaggi e delle emozioni è difficilmente riscontrabile in altre forme stilistiche. Così difficile da rendere per altri, viene naturalmente e facilmente agli artisti Manga. Essi hanno davvero catturato l'essenza dell'umanità nelle loro storie, a prescindere dal fatto che un personaggio sia una ragazza con un tutù oppure dei giovani che giocano a basket. Gli artisti Manga riescono a vedere l'anima del loro personaggio e ad esprimerlo al meglio al pubblico. Trovare, oggi, un'altra forma d'arte, che raggiunga gli stessi risultati, è difficile. Ci sono alcuni artisti che stanno catturando il cuore del pubblico con la loro arte: il Pop Surrealism, in molti casi, riesce a catturare e riprodurre le emozioni e i sentimenti. Alcuni lavori potrebbero sembrare un groviglio disordinato, ma in essi vi è bellezza ed emozione che, se cercate bene, vi meraviglierà.
D: La sua arte è stata più volte inserita in diverse tendenze artistiche: lei ci si ritrova in pieno o pensa che questa "classificazione forzata" sia inutile e che l'importante sia dipingere, disegnare ed essere Camilla d'Errico?
R: Questa risposta viene da una persona che vive intrappolata nel mezzo di classificazioni e tendenze. Da una parte credo che le classificazioni aiutino a definire una tendenza e a dare al pubblico una categoria in cui collocare quello che piace o che non piace. Detto ciò, se un artista è inserito in un genere in modo forzato, questo diventa per lui un problema.
Spesso sento dalle persone a cui "non piace il manga", ma che amano la mia arte. Posso solo sperare che il pubblico apprezzerà il mio lavoro semplicemente perché piace, senza dar retta alle classificazioni o alle tendenze. Forse è questo il motivo per il quale alcune persone si sorprendono quando scoprono di amare il mio lavoro, proprio perché sto cercando di liberarmi dalla gabbia delle classificazioni.
D: Cosa significa per lei sapere comunicare in modo giusto?
R: Potermi esprimere liberamente attraverso la mia arte è estremamente importante per me. Cerco di mostrare un mondo al di fuori dalla realtà; voglio far vedere al pubblico i miei sogni, la mia vita "fantastica". Dono ai miei sogni una vita "artistica", nella quale possono essere ammirati, ma soprattutto dove uno possono respirare. Voglio creare un arte che sfidi la logica e la razionalità e illustri le mie idee sul romanticismo, inteso come insieme di sogni, desideri, illusione e amore, una sorta dunque di favola.
D: La cosa più importante nel suo cammino artistico?
R: Essere unica ed essere me stessa. C'è una pressione invisibile ma palpabile nel creare arte che dovrebbe piacere a tutti. Le mie opere esprimono ciò che sono e la mia individualità artistica. Non è molto divertente voler essere qualcuno che non sei, quindi cerco di creare opere che rivelino la mia creatività e i miei sogni.
D: Quanto è stato difficile per una donna artista emergere? Quali sono le maggiori difficoltà?
R: La difficoltà maggiore nell'essere un'artista donna sta nel fatto che il pubblico potrebbe pensare che la nostra arte sia solo per donne. Dipende anche dall'ambito nel quale si lavora. Come illustratrice di fumetti/manga sono stata subito accettata dai miei colleghi: questo settore cercava disperatamente illustratrici per venire incontro alla sensibilità femminile. Come pittrice non ho avuto nessun ostacolo sul mio cammino; la sfida in realtà era quella di essere considerata una artista con una voce propria, originale. Il mondo dell'arte mette spesso a confronto gli artisti, quindi la sfida più grande consisteva nel non essere paragonata a nessuna altra artista, ma di essere considerata una pioniera nel mio stile, al di là della questione di genere.
D: Ha mai pensato di fare altro? Non so un altro lavoro o invece un altro genere pittorico, più materialistico e informale?
R: Per essere sincera, non credo di aver mai pensato di fare altro. Fin da bambina amavo disegnare e anche quando, tra i 5 e i 7 anni, volevo diventare paleontologa, lo volevo solamente per poter disegnare i dinosauri come lavoro! Amo esprimermi in diversi settori nel mondo dell'arte, dal Manga alla pittura, dalla scultura al fashion design. Finché potrò usare le mie mani e la mia immaginazione per creare arte, vivrò una vita felice.
D: Per concludere, qual è il lavoro a cui tiene di più?
R: Nel corpo dei lavori de ‘Il Codice d'Errico' devo ammettere che è il dipinto "The Wings". Questo lavoro rappresenta una ragazza appoggiata sul bordo di uno spazio infinito, pronta a spiccare il volo e a compiere l'impossibile. Come i pesci volanti intorno a lei, che giocosamente la prendono in giro anche lei può arrivare ad un mondo al di fuori del suo. Amo la sensazione che mi dona questo lavoro: sapere che l'impossibile è invece possibile.
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Spero che il pubblico apprezzerà questi lavori perché sono molto vicini alla mia sensibilità. Ho sempre amato spingere i miei limiti come artista e sento davvero che questi dipinti rappresentano questa sfida. Ho voluto fare un tributo ad uno dei più grandi maestri dell'arte di ogni tempo, Leonardo Da Vinci, e attraverso la mia ispirazione, spero di ispirare gli altri.
In questo momento, Camilla ha due dipinti in esposizione al MADRE di Napoli, in una grandissima esposizione del Pop Surrealism.
Esporra' altri 3 dipinti nella seconda mostra all'interno del Urban Superstar show, dal 7 di luglio al 4 ottobre (Characters & Patterns).
Quest'estate, in America, esce il suo libro grafico, Sky Pirates of Neo Terra, il quale uscira' anche in Italia piu' tardi nel 2010. A Luglio esce l'antologia Fractured Fables, nella quale hanno raccolto i migliori artisti e scrittori del fumetto e chiesto di fare una interpretazione delle favole per bambini. Camilla ha lavorato col famosissimo Bryan Talbot e la loro storia e' la prima del libro, quindi nel posto piu' prestigioso.
N.B Il ritratto di Camilla D'Errico è del fotografo Kris Krug
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