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[Cinema] Brotherhood - Fratellanza: c'è del marcio in Danimarca

Giulio Ragni - 08.07.2010

Vincitore dell'ultimo Festival di Roma lo scorso autunno, esce soltanto adesso nelle sale italiane Brotherhood - Fratellanza, opera prima di un regista danese di origini italiane, cercando di ritagliarsi uno spazio nell'avvilente programmazione estiva del nostro paese e sfidare l'indifferenza del (grande) pubblico.
Certo ad aver contribuito alla vittoria del film nella kermesse capitolina è stato senza dubbio l'assunto di base, ovvero il racconto di un amore omosessuale che nasce in un contesto come quello neonazista, così radicalmente oppositivo nei "valori" propugnati rispetto al tema: ma il regista Nicolo Donato evita la trappola della provocazione fine a se stessa, sviscerando con credibile progressione drammaturgica le contraddizioni della storia vissuta da Lars, ex soldato che entra a far parte di un gruppo xenofobo dopo essere stato cacciato dall'esercito, e il suo mentore Jimmy, incaricato di testarne l'affidabilità e la preparazione sui fondamentali testi ideologici come il Mein Kampf.
Se qualche passaggio narrativo non è del tutto convincente - ad esempio l'adesione dell'inizialmente riluttante Lars al gruppo appare sin troppo brusca e meccanica rispetto alle premesse - la regia offre il meglio di sé quando racconta l'attrazione dei corpi, attraverso uno scatenato pogo ad un concerto heavy metal ad esempio, oppure quando i due protagonisti si abbandonano a tenere effusioni ed amplessi appassionati. La scelta di un luogo isolato, una casa in riva al mare, come location principale del film, amplifica il gioco di sguardi e di silenzi tipico della seduzione amorosa, in stridente contrasto con i raid punitivi attuati in città dal gruppo contro pakistani, e soprattutto "finocchi", ed è facile poter scorgere la solitudine, il vuoto emotivo, la fragilità di ogni singolo componente di questa comunità, che soltanto insieme, nella fratellanza appunto, riescono a trovare una ragione di esistere. E Donato racconta questa realtà inedita del Nord Europa, notoriamente mitizzata dalle nostre parti come un modello di società perfetta, con partecipazione e distacco, senza furori ideologici ma neanche cercando una forzata e impossibile empatia del pubblico con i naziskin.
Ben lungi dall'essere un capolavoro, Brotherhood convince nonostante i prevedibili sviluppi narrativi della vicenda, conducendo ad un finale carico di speranza e di pathos, che il montaggio alterna sapientemente con l'immagine dell'ottusa irriducibilità degli skinheads alle proprie convinzioni. Sarebbe davvero un peccato ignorare uno dei pochi film interessanti di questo scorcio di stagione, capace di raccontare una storia forte, ancorata all'attualità, senza scadere nel politically correct né nel semplice cronachismo, e che ha oltretutto l'indubbio merito di ricordarci che la Danimarca non è per fortuna solo la patria cinematografica del molesto Lars Von Trier.

Broderskab
Regia: Nicolo Donato
Cast: Thure Lindhart, David Dencik, Nicolas Bro, Morten Holst
Produzione: Asta Film
Distribuzione: Lucky Red
Paese: Francia, Danimarca 2009
Uscita Cinema: 02/07/2010
Genere: Drammatico
Durata: 90 Min


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